VOGLIO CREDERE COSI

La guru indiana più amata dai giovani europei

Articolo pubblicato il 11 luglio 2017
Articolo pubblicato il 11 luglio 2017

A partire dal 15 luglio 2017, circa 300 giovani europei si riuniranno in Germania, sul tema « educare, coltivare, partecipare ». Il loro punto in comune : sono tutti membri della rete "Europe di Amrita Youth for Unity, Diversity, and Harmony" (AYUDH), filiale giovanile degli adepti della guru indiana Amma. Tra meditazione, conferenze e sport, tutte le strade portano alla saggezza. 

« In India ho scoperto un popolo dalle tradizioni millenarie, aperto alle altre religioni. Ho deciso di prendere ispirazione da loro quando sono tornato a casa», spiega Dorian, ricordando il suo primo viaggio in India, 10 anni fa. Il cammino che avvicinerà questo ingegnere di 32 anni a Amma inizia nel paese d'origine della guru. Amma (« mamma » in hindi), il cui vero nome è Mata Amritanandamayi, viene dal sud dell'India. Famosa in tutto il mondo per il suo « darshan » , abbraccio che prodiga per ore di fila durante i suoi raduni internazionali, gode del riconoscimento di alti dignitari religiosi, tra cui il papa, ed è intervenuta a più riprese alle riunioni delle Nazioni Unite.  « Amma è una fonte di ispirazione, parla dei grandi valori che dovrebbero guidare l'umanità, è più di una religione», spiega Dorian.

Amma è anche una multinazionale, « Embracing the World (ETW) ». Ospedali, scuole, associazioni e ONG, la rete è ormai impiantata in tutti i paesi. « Amma può contare su un forte capitale simbolico, supportato da una vasta rete diplomatica», scriveva il giornalista Jean-Baptiste Malet nel Monde diplomatique, nel novembre 2016. In Europa, i giovani fan della guru sono membri dell'AYUDH, una delle numerose filiali dell'impero spirituale. Il gruppo riunisce adepti dai 15 ai 30 anni. Le associazioni, pur dipendendo spiritualmente da Amma, sono autonome nell'organizzazione delle loro attività umanitarie. In Francia, i membri dispongono di due ashram (centri spirituali), vicino a Chartres e Toulon, in cui si riuniscono.  

« Un modo di ricreare il progetto europeo »

Margot, studentessa di 20 anni presso l'università Sciences Po di Lione, è volontaria da due anni presso il vertice europeo dell'AYUDH. Con due amiche, si occupa della traduzione simultanea dei discorsi degli invitati agli eventi. « Mi è piaciuto subito sin dalla mia prima partecipazione. Ci sono attività fisiche, giochi di ruolo, esercizi per sviluppare la fiducia in se stessi e la consapevolezza degli altri. Grazie al vertice, ho l'opportunità di incontrare persone che non avrei mai avuto modo di incontrare altrove. Alla nostra età, i pregiudizi cadono in fretta quando ci si rende conto che si condividono gli stessi valori», si meraviglia. Da quando è membro dell'AYUDH Margot ha amici in tutto il continente, da Gibiliterra alla Svezia, dai quali può essere ospitata quando viaggia. Per Dorian non è  « un semplice incontro di giovani », ma un'esperienza personale determinante.

Contrariamente a Dorian, Margot non ha ancora incontrato Amma. Eppure, è la guru che le mostra la via. « AYUDH è profondamente legato ad Amma, lei ci dà la chiave per interpretare la vita», spiega Margot. Mentre i membri dell'AYUTH si riuniscono in un ashram, ognuno svolge le attività che desidera, con dei consiglieri spirituali a sua disposizione, pronti a rispondere alle sue domande. Margot ha praticato giardinaggio, meditazione, yoga e anche cucina.

Amma rende visita ai suoi adepti una volta l'anno, in occasione del suo tour mondiale. Basandosi sull'agenda pubblica dei suoi spostamenti, migliaia di adepti si riuniscono nei luoghi indicati sul sito di ETW per ricevere il suo abbraccio. Dal suo primo viaggio del 1987, Mata Amritanandamayi, allora guru locale, ha acquisito fama internazionale. Il resto del tempo lo trascorre nella sua terra natale, nel sud-ovest dell'India.

Câlin caha

L'esperienza di volontario per un'organizzazione di Amah non è stata però positiva per tutti. « Nel 2007 sono andata a incontrare Amma in occasione della sua visita in Francia. Tra le sue braccia mi sono sciolta e ho commesso l'errore di credere che fosse una rivelazione spirituale», racconta Amah Ozou-Mathis, ingegnere di 33 anni che è stata volontaria presso l'ETW per 5 anni. Questo errore, l'ex volontaria lo spiega con la teatralità e il fervore che accompagnano gli spostamenti della guru. La giovane donna condanna soprattutto la competitività tra i volontari del movimento: « L’obiettivo per i volontari è di avvicinarsi ad Amma, ottenere dei « bonus », come una carezza sulla guancia in pubblico. Rincorrono posti di responsabilità e si scontrano l'uno contro l'altro per farsi notare, si rammarica. L'obiettivo dell'ashram è di uccidere l'ego, quindi bisogna saper accettare di essere insultati. Amma dice che gli ashram sono come una lavatrice piena di sassi. A forza di sbattere gli uni contro gli altri, si smussano. Secondo me, questa mentalità non era coerente con i principi promossi dalla guru» Una competitività in effetti non proprio rappresentativa dei valori di solidarietà, volontariato e ascolto diffusi da Amma. 

L'impegno in un'associazione legata ad Amma non comporta l'obbligo di partecipare alle attività. Margot, per esempio, spenderà 120 euro per il vertice di AYUDH a Berlino. Se lavorerà tre ore al giorno, potrà scendere però a 60 euro. Presso gli ashram le attività sono libere: ognuno può fare quello che vuole del suo tempo. Il rapporto di ognuno con la guru è libero a sua volta: certi la considerano una guida spirituale, mentre altri pensano che sia una santa o addirittura una divinità vivente. Amah, dal canto suo, ci si è buttata fino allo sfinimento: « Siccome la mia fede si logorava in seguito alle delusioni che ho provato, ho fatto diversi tour in Europa, ho pagato pubblicità e avvenimenti di tasca mia, sperando che tornasse, ma invano ». Dieci anni dopo aver conosciuto Amma, Dorian ha invece conservato l'entusiasmo dei primi giorni. Il 15 luglio, AYUDH potrà contare sulla sua presenza in Germania. 

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Voglio Credere Cos: quest'estate, cafébabel ha deciso di incontrare delle persone che hanno deciso di esprimere la loro fede a loro modo. Un dossier particolare di 8 storie, tutte da credere.