Torino

Marie Molliens: la Younger Revolution del circo contemporaneo

Articolo pubblicato il 08 luglio 2015
Articolo pubblicato il 08 luglio 2015

Chi ha detto che il circo debba far ridere? Marie Molliens, direttrice artistica e interprete principale della compagnia francese Rasposo, sta cercando di trasformare le arti circensi prendendo spunto da Fellini e Castellucci. L'abbiamo intervistata al festival Mirabilia, dove si è esibita con lo spettacolo Morsure

Marie Molliens esce dalla roulotte in infradito con indosso un vestito nero. Ha il cellulare in mano e lo sguardo perso che scruta il suo orizzonte quotidiano: un tendone da circo da 300 metri quadri. Per qualche secondo non si accorge nemmeno che siamo di fianco a lei. Poi sembra un po’ cadere dalle nuvole e ci regala un sorriso sincero, ma stanco.

E’ il quarto giorno di fila che si esibisce con il suo spettacolo, Morsure, al festival Mirabilia. Marie porta un cognome importante: quello della famiglia Molliens, alias compagnia Rasposo, una delle troupe circensi di riferimento del circo contemporaneo francese. Dopo una vita passata a interpretare gli spettacoli dei propri genitori, oggi, a 37 anni, Marie tiene in mano le redini della compagnia. Notorietà a parte, non è un caso che Marie si trovi in Piemonte, a Fossano, in piazza Castello. Lei rappresenta al meglio il tema a cui Fabrizio Gavosto, direttore artistico del festival, ha voluto dedicare questa nona edizione: The Younger Revolution.

Cafébabel Torino: Marie Mollines, nel mondo del Circo contemporaneo è veramente in corso una Younger Revolution?

Marie Molliens: Credo di sì. La mia famiglia crea spettacoli dal secolo scorso: nel circo tradizionale è sempre stata data molta importanza all’atmosfera, alla spensieratezza, ma mancava ancora qualcosa…

Cafébabel TorinoOvvero?

Marie Molliens:Un proposito, la comunicazione di un messaggio preciso. Oggi, il nostro obiettivo, in quanto artisti, è di rendere cosciente il pubblico di un’emozione: rappresentare qualcosa che accade nel mondo. Purtroppo, in Europa, le persone si siedono ancora sugli spalti di una tenda da circo come se fossero davanti alla TV.

Cafébabel TorinoC’è quindi una rottura con il passato…

Marie Molliens: Sì, ma i miei genitori sono fieri del nostro tentativo di trasformazione. Al loro tempo non era facile cambiare la situazione. Al contrario, la danza e il teatro contemporaneo hanno già vissuto questa evoluzione durante gli scorsi decenni.

Cafébabel TorinoConcretamente, quali sono i problemi che incontra la Younger Revolution nell’affermarsi?

Marie Molliens: Molto banalmente è più difficile vendere lo spettacolo perché chi gli acquirenti vogliono soltanto che la gente si diverta. Con il tempo le cose cambieranno, ma è ancora un’abitudine radicata.

Creato con flickr slideshow.

Cafébabel TorinoIn che senso il vostro spettacolo, Morsure (traduzione letterale "morso", n.d.r.), rappresenta questa rivoluzione?

Marie Molliens: In Morsure c’è della poesia e una sceneggiatura a tutto tondo. Certo, non possiamo mettere in pedi uno spettacolo alla Castellucci al volo. Allo stesso tempo però c’è anche il lato goliardico.

Cafébabel TorinoQual è il soggetto di Morsure?

Marie Molliens: Sono partita da un sentimento personale e soggettivo. Da un lato voglio trasmettere una componente dell’intimità femminile: una sorta di ferocia contenuta, qualcosa di molto violento, ma nascosto. Metaforicamente, l’idea è quella di rappresentare la “cicatrice”, la “ferita” che rimane dopo l’atto del morso.

Cafébabel TorinoTi hanno definito come un’artista ultra-realista… 

Marie Molliens: Be', nella scrittura di questo spettacolo mi sono ispirata al cinema neorealista italiano, in particolare al lato meno barocco di Fellini.

Cafébabel TorinoCastellucci, Fellini… da dove nasce il tuo legame con l’Italia?

Marie Molliens: La mia famiglia è sempre stata innamorata di questo Paese, tanto che il nome Rasposo, sebbene sia frutto dell’immaginazione, è ispirato dalla lingua italiana.

Creato con flickr slideshow.

Cafébabel TorinoQual è la differenza tra il circo contemporaneo francese e quello italiano?

Marie Molliens: L’Italia ha una grande tradizione di circo classico. Ma molti spettacoli sono ancora esibizioni di strada. In Francia credo ci sia una maggiore attenzione alla sceneggiatura.

Cafébabel Torino: Dici "circo" e le persone pensano subito alla vita in comunità e al nomadismo. Quanto c'è di vero?

Marie Molliens: In una compagnia come Rasposo, la dimensione collettiva si esprime soprattutto al di fuori del lavoro: ci spostiamo, mangiamo e dormiamo insieme. Non è detto che chiunque sia adatto a questo stile di vita. Da un punto di vista professionale però le cose cambiano. Rasposo somiglia più a una compagnia teatrale. Ognuno ha il suo ruolo. Le decisioni in merito a regia e sceneggiatura, per esempio, non vengono prese insieme. Inoltre, nella realizzazione di uno spettacolo, la scrittura, si plasma intorno all’individuo e all’artista che lo deve interpretare.

Cafébabel Torino: Come si costruisce uno spettacolo di Circo contemporaneo?

Marie Molliens: Spesso si parte da alcuni numeri specifici che si conoscono e ci si chiede cosa potrebbero rappresentare nel quadro della sceneggiatura. Altre volte, invece, il processo è inverso: si parte da un aspetto della narrazione e ci si domanda come rappresentarlo.

Cafébabel TorinoSe è vero che con la Younger Revolution vi state avvicinando al cinema e al teatro, qual è il valore aggiunto dell’arte circense?

Marie Molliens: Il circo contemporaneo, per come lo intendiamo noi, è un crocevia per le altre discipline. In esso si riescono a fondere tutti i tipi di arte. Ciò non può avvenire al contrario. Inoltre, la comunicazione tra artista e pubblico avviene in maniera unica. Il contatto con lo spettatore nasce grazie a un “tono” nervoso, un’emozione che emerge dal basso, in maniera meno diretta, ma altrettanto forte. In un certo senso, il gesto del circense parla da solo. In equilibrio, contorto, sull’orlo di una caduta: per trasmettere un’emozione non servono le parole.

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Un ringraziamento particolare a Simone Mondino e Andrea Macchia, per la gentile concessione degli scatti effettuati durante la preparazione e lo spettacolo Morsure.