L'attualità sul soggetto in rss: nazionalismo
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Atatürk e i bambini, da 90 anni insieme.
Mentre centinaia di studenti protestano per la censura su Internet, chiedono maggiori risorse per l’università pubblica e firmano petizioni per libri di storia che raccontino la verità sull’Impero Ottomano, va in scena ogni anno in Turchia la Festa dei bambini. La volle Atatürk nel 1920, per celebrare la prima Assemblea nazionale di Ankara. Un festival di giochi e danze dove troneggia, imperiosa, l’immagine del Padre della Patria. Il ricordo e il racconto di una bambina albanese diventata adulta.
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Cos’è un indigeno europeo?
I “Perussuomalaiset” (“Veri Finlandesi”), partito nazionalista ed euroscettico, sono la terza forza politica della Finlandia: un’eccezione nordica? Con Marine Le Pen, leader di un Front National di nuova concezione che scuote i sondaggi in Francia, con la ricerca degli “Indigenous Britons” (“britannici indigeni”) nel Regno Unito o con la Lega Nord in Italia, l’Europa non è mai stata così popolata di europei “puri”. O almeno è quello che vogliono farci credere, con il rischio di far passare ad alcuni la voglia di restarci.
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I crucchi non erano tedeschi!
A volte è per il colore della pelle, meglio quando ha a che fare con il cibo: tra europei ci chiamiamo con nomignoli orribili, raramente simpatici, seguendo un fenomeno che si chiama “etnopaulismo” (vocabolario denigrativo dei popoli). E spesso prendiamo fischi per fiaschi: i crucchi, ad esempio, non erano tedeschi!
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Italia, bastano 150 anni per finire un puzzle?
Le contestazioni a Berlusconi a Roma e alla Lega a Milano rischiano di offuscare le celebrazioni per i 150 anni. L’Italia è uno Stato ancora adolescente, ma dà ai suoi cittadini delle gioie immense. Oggi è giusto festeggiare, pensando al futuro più che al presente: il made in Italy infatti sta perdendo smalto perché non riesce più a inventarsi; i cervelli fuggono; la cultura subisce tagli governativi; l’economia trema. C’è davvero bisogno di unità per riprendere a correre, come fa Pino Papaluca nelle sue maratone in ricordo delle vittime della mafia. E’ bello che Roberto Benigni e il film Noi Credevamo abbiano ridato giusta gloria agli eroi che hanno costruito la patria. Perfino l’indignato Beppe Grillo dice a cafebabel.com che non vorrebbe vivere in un paese diverso. Il puzzle che Vittorio Emanuele II ha cominciato a costruire nel 1861 non è ancora finito. Ma manca davvero poco. Buon compleanno, Italia, soprattutto buona unità! image (cc) domenico_mascagna/flickr (http://www.flickr.com/photos/domenico_mascagna/)
- Leggi lo speciale Italia, bastano 150 anni per finire un puzzle?
- Gli eroi del Risorgimento al cinema: ci son voluti 150 anni!
- Un barbiere corre per tutto lo Stivale. In ricordo delle vittime della mafia.
- Made in Italy, senza innovazione il mito affonda
- L'Italia compie 150 anni: alzi la mano chi vuole festeggiare!
- Beppe Grillo: «L'Italia è un paese piccolo piccolo. Come nel1861»
Serbian psycho: giovani senza futuro tra razzismo, omofobia e violenza
In una città in cui più del 66% degli studenti è costretto ad andare all'estero dopo la laurea, i vuoti discorsi di politici incapaci e corrotti possono diventare un efficace detonatore del malcontento. Questa è Belgrado, capitale di un popolo con il cuore inconciliabilmente diviso tra Russia e Unione Europea, dove la violenza invade gli stadi, le strade e l'immaginario degli intellettuali. E la politica, invece di prevenire, cura con la forza fungendo da cassa di risonanza. Reportage.
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Crisi politica belga: dopo le birre e lo strudel, ecco un altro record!
289 giorni senza governo è il record da battere! Il 30 marzo prossimo, il Belgio potrebbe strappare il titolo al suo attuale detentore, l’Iraq. Una performance in cui il paese potrebbe farcela, dal momento che nella nazione “piatta”, i politici valloni e fiamminghi non sono secondi a nessuno quando si tratta di realizzare strani record.
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La Catalogna contro i tori: e se fosse solo una vendetta?
Dal 28 luglio, data in cui il Parlamento catalano ha di fatto abolito la corrida nella regione, gli "addetti ai lavori" si sono uniti per difendere i propri interessi e l’opposizione politica ha annunciato che proporrà una legge nel Congresso per evitare altri provvedimenti di questo genere. L'associazione animalista Prou!, promotrice dell’Iniziativa Legislativa Popolare che ha portato alla votazione, annuncia che non verrà meno all’impegno per liberare i tori dal martirio.
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Belgio: scenari post-elettorali
Separatismo, indipendentismo, federalismo: questi gli -ismi attribuiti a Bart de Wever. La vittoria del leader della Nuova Alleanza fiamminga (N- VA) alle elezioni del 13 giugno 2010 ha segnato la fine dell'unità belga? Niente di più falso. Vincent Laborderie, ricercatore presso l'Università Cattolica di Lovanio (UCL), getta acqua sul fuoco degli allarmisti e traccia il profilo del Belgio post-crisi.
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Polacchi e lituani a Vilnius: né con te né senza di te
Vilnius, capitale della Lituania, uno dei paesi dell'Ue più colpiti dalla crisi: due comunità, una lituana e l'altra polacca, sostengono di essere a casa. Aggiungete il sospetto di tagli di bilancio e di riforme di austerità economica, ed il miscuglio è pronto per esplodere!
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Porno, droga e Domenech: Eurofestival delle canzoni del Mondiale
Mentre la Coppa del Mondo volge verso la seconda fase – le migliori sedici si daranno battaglia nel secondo turno a partire dal 26 giugno – seguiamo le squadre europee che partecipano quest'anno alla competizione attraverso le loro canzoni.
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Belgio: l'ascesa del partito nazionalista fiammingo N-VA
13 giugno 2010: sono passati poco meno di vent'anni dall'ultima volta che il Belgio si è recato alle urne per le elezioni anticipate. I belgi hanno votato sei volte negli ultimi sette anni: surrealismo? Forse. Gli ultimi anni somigliano ad una campagna elettorale infinita, durante la quale nessun partito ha fatto la più piccola concessione.
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Minoranza ungherese in Slovacchia: piccoli dispetti tra nemici
Il presidente del partito conservatore Fidesz, Viktor Orbán, nuovo Primo Ministro ungherese, sabato 29 maggio 2010 ha annunciato una nuova era di “unità nazionale”. Con questa dichiarazione, congiunta all’annuncio di una legge che propone la nazionalità ungherese alle minoranze magiare all’estero, l’Ungheria intraprende una nuova strada: quella del nazionalismo ostile. Per la felicità dei populisti slovacchi.
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Cosa vuol dire essere belgi?
Quattro giovani belgi originari dei quattro angoli del “Paese piatto” sognano un Belgio unito, al di là delle barriere linguistiche ed economiche che separano francofoni e fiamminghi. Il loro segreto? Il ritorno della speranza nella politica, unico rimedio per un paese che il 1 luglio 2010 prenderà la guida dell’Unione europea.
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Basta con la storia della «formica tedesca che paga per la cicala greca!»
In uno spirito contrario all’agitazione nazionalista e all’ignoranza economica, il 5 maggio 2010 i presidenti dei movimenti europei di Berlino e Atene hanno firmato un manifesto comune, greco-tedesco, per l’Europa. Ecco quello che hanno da dire a proposito dei nuovi pregiudizi nazionalistici che si diffondono a macchia d'olio in tutta l'euro-zona.
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Aris Nalci, giornalista armeno in Turchia: «La paura è sempre accanto a me»
Quando i conflitti etnici uccidono la libertà di stampa: dialogo con Aris Nalci, uno dei successori di Hrant Dink - caporedattore del settimanale Agos - assassinato nel 2007 a Istanbul.
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Alexander de Croo, il giustiziere del Governo belga
Le elezioni anticipate sono pressoché inevitabili, confessa Yves Laterme, primo ministro dimissionario che ha annunciato che non si ricandiderà. Dopo che il re Alberto II ha accettato le sue dimissioni il 26 aprile scorso, Yves Laterme può riflettere sulle ragioni della propria sconfitta. Nel suo specchietto retrovisore si materializzerà allora il viso di un idealista ambizioso, il capo dei liberali fiamminghi dell’ Open VLD (Vlaamse Liberalen en Democraten, Fiamminghi Liberali e Democratici), Alexander De Croo.
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L’ideologia nazionalista in Ungheria: «un enorme potenziale di violenza»
La vittoria nelle elezioni politiche di aprile sembra ormai certa per il partito populista di opposizione (Fidesz) e per gli estremisti di destra (Jobbik). Magdalena Marsovszky, una studiosa della cultura tedesco-ungherese, specializzata in antisemitismo ed estremismo di destra, ci spiega il perché.
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Il nazista gentile: la nuova faccia dell'estremismo di destra tedesco
Anfibi, bomber, mazza da baseball e testa rasata: questo è per molti l'aspetto del tipico neonazista. Tuttavia, già da tempo gli estremisti di destra in Germania sono diventati più sottili nel diffondere i loro punti di vista per trovare nuovi sostenitori
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