L'attualità sul soggetto in rss: media europei
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L'Ungheria al tempo di Viktor Orban e l'allarme dei media stranieri
Ci ricordiamo i servizi della stampa internazionale sulle sommosse delle banlieues francesi nel 2005: l'elemento spettacolare aveva preso il sopravvento sull'informazione. E che dire dell'esaltazione dei media internazionali quando è entrata in vigore la Costituzione ungherese il primo gennaio, che descrivono il regime di Viktor Orban come " fascista" e evocano addirittura l'esclusione dell'Ungheria dall'Unione? Per alcuni ungheresi queste affermazioni manifestano un eccesso caricaturale o una incomprensione della storia del loro paese. Per altri, la stampa internazionale, nonostante le sue esagerazioni, ha colpito nel segno.
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Il gioco dei “pure player”: il giornalismo indipendente passa dal web.
Nel paese in cui gli anglicismi non sono di moda, ecco due parole che si sono intrufolate nella lingua. L’era del business sul web sta invertendo questa tendenza, soprattutto nei settori dell’e-media francesi e americani. Il pure player non ha niente a che vedere con le mosse di Backgammon o i Casanova, almeno non più. Torre di Babele.
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Quando fare satira ti costa il posto: il caso Stéphane Guillon
Se si chiude la bocca a certi, altri parleranno per loro. È quello che è successo il 1 luglio scorso davanti all’edificio di Radio France a Parigi, dove gli ascoltatori e i lavoratori dell’emittente France Inter, esasperati, hanno manifestato contro il licenziamento dei comici Stéphane Guillon et Didier Porte. I due autori satirici si sono mostrati eccezionalmente taciturni quel giorno, quasi come se un immaginario nastro adesivo impedisse loro di parlare. A noi italiani, reduci dall'editto bulgaro, non fa effetto più di tanto... e ai francesi?
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Terrorismo: il fine giustifica i mezzi?
Si salvi chi può! L'Arabia Saudita ha trasmesso un appello alla sicurezza destinato alla Francia e a Euronews che suona già come un allarme terrorismo! Poco importa quale. Il terrorismo islamico, naturalmente. Perché secondo il ministro degli Interni francese Brice Hortefeux, la minaccia proviene dalla sezione araba di Al Qaeda. Perché l'Europa si sente continuamente minacciata dal terrorismo? Lo scrittore inglese Percy Kemp ha forse ragione quando dichiara a Libération che «i nostri governanti preferirebbero vederci vivere in uno stato di terrore permanente»? Ma, alla fine, che cos'è questo benedetto "terrorismo"?
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Più terrorismo in tv, meno lavoro per gli europei!
Le televisioni europee, soprattutto quella italiana, continuano a occuparsi di terrorismo e criminalità, ignorando che le vere preoccupazioni della gente si concentrano sulla situazione economica e sulla crisi del mondo del lavoro. Un rapporto sulle "paure degli europei" cerca di spiegarci il perché.
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Stampa "trash" in Europa: arriva il nuovo France-Soir!
Lo ha fatto. Rémy Dessarts è il nuovo direttore della redazione di France-Soir, una testata storica della stampa francese resuscitata da un miliardario russo. Il suo obiettivo? Farne un quotidiano "trash". Per aiutarlo, cafebabel.com gli propone di seguire 5 regole d'oro prese in prestito dai leader del giornalismo formato tabloid in Europa: il tedesco Bild e l'inglese The Sun.
Birgitta Jonsdottir: «l'Islanda sarà il nuovo paradiso dell'informazione»
Una parlamentare-poetessa-artista-blogger-fan-della-rete islandese ha presentato un progetto di legge, subito approvato dal Parlamento, che intende fare dell’isola «un paradiso dell’informazione». Niente di nuovo, in realtà. Semplicemente viene preso in considerazione il potenziale dei blogger, ritenuti oggi i nuovi "pirati mediatici". E per dare sapore al giornalismo sul web, Birgitta Jonsdottir ha preparato una ricetta casalinga in cui accosta al gusto di un editore un pizzico di blogger impegnato. Volete assaggiare?
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Creta: ma dov'è la crisi?
Sotto il sole cocente della Canea, nulla lascia pensare che la Grecia attraversi la peggiore crisi economica della sua storia. Tra i negozi di lusso del centro e i locali notturni animati dalla gioventù "dorata" del posto, la domanda è: abbiamo a che fare con un paese che per troppo a lungo ha vissuto al disopra dei propri mezzi o con un eterno El Dorado greco? Reportage.
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Truffe, crimini e giornalismo
La corruzione politica in Europa è (ri)diventata il tormentone dell’estate. Di fronte alle rivelazioni divulgate dalla stampa, i governi della “vecchia Europa”, castigano, o meglio, imbavagliano uno spazio mediatico quando ne temono l'intraprendenza. Comunque, non c’è un’unica tendenza. Se in Gran Bretagna, Germania e Polonia, infatti, le inchieste mediatiche spingono i governi a dimettersi, in Francia e in Italia, l’informazione è praticamente sterile.
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Berlusconi: è tutto Fini(to)?
Il parlamento italiano ha respinto mercoledì scorso una mozione di sfiducia nei confronti del sottosegretario alla Giustizia Giacomo Caliendo, accusato di corruzione. Nonostante Silvio Berlusconi sia sempre più ai ferri corti, anche a causa del recente divorzio con il suo ex braccio destro Gianfranco Fini, secondo la stampa europea è difficile che si vada alle elezioni anticipate.
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Sarkozy: ma perché è così cattivo?
Come hanno reagito i media europei alla proposta del presidente francese di ritirare la nazionalità a tutti i cittadini «di origine straniera», nel caso in cui dovessero reagire con violenza alle forze dell'ordine?
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Atene: caccia al cliché greco-tedesco
Ormai si sa: i media tedeschi e quelli greci hanno approfittato della crisi per aumentare le vendite. Venere contro svastica: invece di presentare un’analisi seria sulla fragilità economica e politica dell’Europa, la stampa ha calcato la mano sulle differenze tra le due nazioni. Ad Atene, un giornalista italiano, residente a Berlino, è andato a filmare la realtà sociale dei greci in balia della crisi. Ecco dunque le immagini che evidenziano le tensioni tra tedeschi e greci, le ragioni del fallimento dello stato greco e alcune ricette per il futuro.
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Arno Jullien: ciak sull'Europa(live)
"Europalive" è la storia autentica di un giovane videoamatore, bramoso di conoscenza, che ha scelto di girare l'Europa con la videocamera sulle spalle, in 24 diversi paesi dell’Ue, per dare un volto umano alla "cosa europea". Nell’arco di due mesi, senza alcun sostegno finanziario, Arno Jullien ha ripreso tutti i tipi di cittadini europei, dai senzatetto agli impiegati, per assimilare le loro percezioni, le loro idee e le loro espressioni.
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Vincitori, flop e rivelazioni: impazzano i pronostici sui Mondiali
Sondaggi, pronostici, previsioni e profezie. Alla vigilia di ogni competizione sportiva, in Europa impazza la moda del pronostico. Nessuno ne è immune. Almeno un giornale di ogni maggior Paese europeo, impegnato con le sua nazionale nei Mondiali di calcio in Sudafrica, ha il proprio sondaggio. E ognuno ovviamente ha un proprio risultato pronostico finale. Ma è soprattutto il tipo di domanda a fare la differenza.
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«Razzista io?» Ordinaria intolleranza contro i vicini europei
Tra una barzelletta davanti a una birra e la deriva razzista, il passo è breve: bisogna essere furbi per far ridere restando entro i limiti. Nell’epoca in cui i discorsi che inneggiano al rifiuto dell’altro, il capro espiatorio proteiforme, guadagnano terreno nei quattro angoli del continente, un esercizio di autocritica in chiave europea certo non guasta. Perché, anche tra europei, il razzismo è all’ordine del giorno.
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Catherine Ashton, Ashford o Ashley?
Non è importante ricordare che si sia recata ad Haiti, distrutta dal terremoto, solo sei settimane dopo, o che non abbia partecipato a una conferenza ministeriale, che non sia David Miliband e che non parli francese. Iniziamo col dire che alcuni hanno addirittura difficoltà a ricordare il nome del primo Ministro degli Esteri che L'Ue abbia mai avuto. Può essere che sia il titolo di "baronessa" a disorientare tutti.
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Libertà di stampa: un problema sempre più europeo
Lunedì 3 maggio 2010, in occasione della 20ma Giornata mondiale per la libertà di stampa, il sito internet del Ministero degli Esteri francese si è "circondato" di filo spinato per ricordare che i due giornalisti di France 3, Hervé Ghesquière e Stéphane Taponier, sono in ostaggio da più di quattro mesi in Afghanistan. Dalla nostre parti, in Europa, la censura nascosta o visibile pesa sui giornalisti delle ex repubbliche sovietiche, dove la corruzione e il crimine organizzato sono delle realtà difficili e pericolose da raccontare. Poco a poco, la censura si espande anche in Europa occidentale, passando soprattutto per l’Italia e la Francia.
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Serie televisive: futuro in bilico tra 3D e internet
Sono lontani anni luce i tempi in cui la prima serie televisiva sbarcava in Italia: si trattava dell’americana “Le avventure di Rin Tin Tin”, ed era il 1957. L’importazione di produzioni seriali dagli Stati Uniti è proseguita, incontrollata, fino alla fine degli anni Ottanta. Poi con l’arrivo dei Novanta anche le serie italiane hanno iniziato ad affermarsi sul suolo nazionale. Nonostante ciò, le serie americane dominano ancora oggi in tutta Europa, eccezion fatta per la Gran Bretagna, dove produzioni come “The Office” e “Skins” riscuotono un successo enorme. Ma il nuovo millennio sembra sorridere ai produttori europei, con l’apparizione delle irriverenti web-serie, che ripensano il modello televisivo. E allora il futuro si giocherà probabilmente tra il 3D e internet.
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Il giornalismo? «Un mestiere marcio!»
Insulti e abbracci: è la sintesi perfetta della complicata relazione tra il giornalismo e la politica. Panorama di alcuni insulti "storici" indirizzati dai politici di tutta Europa contro gli indifesi giornalisti.
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