L'attualità sul soggetto in rss: Giornalismo
Giornalismo
Botta e risposta tra i media spagnoli e francesi, dopo lo spettacolo di Canal Plus
La condanna del ciclista Contador per doping ha infiammato la polemica tra Le Monde e i giornali sportivi spagnoli, mentre la Federazione tennistica spagnola porta in tribunale la tv Canal Plus per uno sketch dei Guignols de l'Info. I francesi attaccano e gli spagnoli si difendono: “Tutta invidia. Tanto non vincete nulla lo stesso!”. Ecco il punto di vista francese.
Frédérique Ries, giornalista, eurodeputata e pasionaria della politica
Dopo 15 anni di giornalismo, la deputata Frédérique Ries, 52 anni, ha deciso di fare carriera al Parlamento europeo. E dopo 10 anni, è ancora là. Ritratto del percorso verso la politica, non senza ostacoli, di una pasionaria.
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L'Ungheria al tempo di Viktor Orban e l'allarme dei media stranieri
Ci ricordiamo i servizi della stampa internazionale sulle sommosse delle banlieues francesi nel 2005: l'elemento spettacolare aveva preso il sopravvento sull'informazione. E che dire dell'esaltazione dei media internazionali quando è entrata in vigore la Costituzione ungherese il primo gennaio, che descrivono il regime di Viktor Orban come " fascista" e evocano addirittura l'esclusione dell'Ungheria dall'Unione? Per alcuni ungheresi queste affermazioni manifestano un eccesso caricaturale o una incomprensione della storia del loro paese. Per altri, la stampa internazionale, nonostante le sue esagerazioni, ha colpito nel segno.
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Inchiesta sul traffico d'armi: giornalisti sloveni nel mirino
In Slovenia, una trilogia pubblicata tra l’estate del 2011 e la primavera del 2012 ha rivelato i segreti del traffico d’armi durante la guerra dei Balcani e il ruolo giocato dai politici del Paese. Uno degli autori, Blaz Zgaga, 38 anni, che ha denunciato i retroscena, è stato costretto a nascondersi.
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Ammansite i leoni, riparte il circo Putin!
Il 4 dicembre i russi eleggono il nuovo Parlamento. Dopo aver governato per oltre un decennio, il partito Russia Unita dovrebbe ridurre leggermente la propria maggioranza nella camera bassa, la Duma. Il partito centrista senza dubbio dominerà le presidenziali di marzo 2012, portando Vladimir Putin di nuovo al potere, e a un cordiale scambio di poltrone con Dmitri Medvedev. Dietro il sipario del circo, il coro comincia ad alzare i toni. Il partito gode di un consenso per il 60% femminile, e aumenta la popolarità tra i giovani che sognano una nuova Unione eurasiatica. Ma sono sempre di più i giornalisti, gli attivisti e gli studenti che contestano il potere, soprattutto tramite le reti sociali. Perfino Putin si è beccato i primi fischi in pubblico. Sta per crollare il tendone?
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- Cyril Tuschi: "Non ho paura. Sarò a Mosca per la prima di Khodorkovsky"
- Caro Babbo Putin, portami l’Unione eurasiatica
- Putin fischiato in pubblico: c'è sempre una prima volta
- Strategia 31: i russi, il badminton, e il diritto di manifestare
- Perché i giovani russi votano Putin
- Boom economico e un popolo in estinzione. Chi non vivrebbe nel Paese di Putin?
Paul Lewis, principe del Guardian: "Il giornalismo vive la sua età dell'oro"
Paul Lewis ha solo 30 anni, è già stato premiato miglior giornalista britannico dell'anno, al Guardian svolge il ruolo di 'special project editor': tutto quello che è innovazione passa dalle sue mani, e dai suoi tweet. Grazie al suo lavoro sui social network ha pure risolto un caso di omicidio. Normale che dica: «Viviamo l'età dell'oro del giornalismo». Lui, di sicuro.
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Irakli Berulava, giornalista: «La Georgia ha perso il treno della Rivoluzione delle rose»
Il corrispondente in Georgia di Reporters sans frontières (RSF , Reporter senza frontiere) descrive come ‘buia’ la situazione per i media nei paesi del Caucaso meridionale. Irakli Belurava, che è anche regista, produttore e blogger parla dei mezzi d’informazione che si auto-censurano, di pressioni da parte dei governi verso i giornalisti e dell’involuzione democratica seguita alla Rivoluzione delle Rose.
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Io e Sara Carbonero: due mondi diversi
Spagna. Anno 2011. Una realtà si diffonde come un’epidemia: la crisi. Dicono che sia colpa dei “mercati”. Così, lasciando la questione sull’astratto. O che sia un “fallimento dello Stato del benessere”. Sta di fatto che il 20,4% della popolazione attiva in Spagna è inoccupata. La Cina rileva il suo debito pubblico. In Spagna ci sono il doppio dei giornalisti rispetto ai posti a disposizione. E i più giovani che fanno? Si scoraggiano, come l'aspirante reporter protagonista di questo articolo.
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Legge ungherese sui media: la Francia non può dare lezioni.
Giornalista per il sito Rue89, Augustin Scalbert è stato incriminato l’11 giugno 2010, dalla giustizia francese, per aver pubblicato un video riservato su Nicolas Sarkozy. Attualmente, rischia 5 anni di carcere e 375.000 euro di multa. Quando l'ho intervistato a Parigi, aveva appena ricevuto un'e-mail dal giornalista Guillame Dasquié, protagonista di una vicenda che ha fatto scalpore oltralpe. Due storie e due nazioni a confronto: la Francia e l'Ungheria.
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Montenegro: oltre la corruzione, dei giovani ambiziosi
Le speranze di entrare un giorno nell'Unione Europea, le dimissioni del primo ministro, Milo Djukanovic, colpito da una raffica di accuse di corruzione e mafia, i primi fiocchi di neve dopo un lungo autunno, dei rifugiati kosovari che si riparano nelle baracche, dei rom volontari che li aiutano con molteplici attività educative e culturali, dei giovani giornalisti che si chiedono come si possa scegliere questo mestiere nel 104esimo paese in termini di libertà di stampa. C'è tutto questo, negli articoli e e nelle foto dell'Orient Express di cafebabel.com, destinazione Podgorica.
Kataryna: la regina polacca del blog politico
La «zarina del blog», o ancora, la «più nota commentatrice politica polacca della rete». Intervista alla blogger che dal 2004 scrive sotto lo pseudonimo di "Kataryna". La sua identità è stata smascherata solo nel 2009 e i giornalisti, per questa notizia, hanno gridato allo scoop. Scopriamo le differenze tra blogging e giornalismo, tra discussione e ossessione da un punto di vista originale e tutto al femminile
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Birgitta Jonsdottir: «l'Islanda sarà il nuovo paradiso dell'informazione»
Una parlamentare-poetessa-artista-blogger-fan-della-rete islandese ha presentato un progetto di legge, subito approvato dal Parlamento, che intende fare dell’isola «un paradiso dell’informazione». Niente di nuovo, in realtà. Semplicemente viene preso in considerazione il potenziale dei blogger, ritenuti oggi i nuovi "pirati mediatici". E per dare sapore al giornalismo sul web, Birgitta Jonsdottir ha preparato una ricetta casalinga in cui accosta al gusto di un editore un pizzico di blogger impegnato. Volete assaggiare?
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Romania: blogger contro media tradizionali
Tra potenti imprenditori, celebrità, nuovi “storici” e giornalisti web, in Romania il popolo dei blogger cresce a vista d’occhio. Accolto con entusiasmo dal Presidente, non riscuote lo stesso successo tra il pubblico degli altri mezzi di comunicazione. Il paese si posiziona al 50° posto nella classifica europea sulla libertà di stampa, ed è uno dei tre membri dell’Ue con i mass media “parzialmente liberi”, assieme a Italia e Bulgaria.
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In lotta contro l'amianto: un giornalismo fuori dagli schemi
In principio era un network sociale per raccogliere elementi utili al documentario "La neve anche d'estate": è diventata un'inchiesta partecipativa in corsa per il Premio Ischia di Giornalismo 2010. Storia e scopi di Asbestos in the dock.
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Israele e Turchia, due versioni contrapposte: giornaliste a confronto
Due nazionalità che si trovano improvvisamente faccia a faccia. Due ragazze. Due giornaliste: si incontreranno quest’anno al MICS, il Media in Conflict Seminar. Sono l’israeliana Taly Gerber e la turca Zeynep Tanitkan. Cafébabel.com le ha volute far incontrare nel classico stile “talk show” per far emergere le posizioni di entrambe in maniera bilanciata, a seguito della crisi diplomatica tra la Turchia e Israele.
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Vincitori, flop e rivelazioni: impazzano i pronostici sui Mondiali
Sondaggi, pronostici, previsioni e profezie. Alla vigilia di ogni competizione sportiva, in Europa impazza la moda del pronostico. Nessuno ne è immune. Almeno un giornale di ogni maggior Paese europeo, impegnato con le sua nazionale nei Mondiali di calcio in Sudafrica, ha il proprio sondaggio. E ognuno ovviamente ha un proprio risultato pronostico finale. Ma è soprattutto il tipo di domanda a fare la differenza.
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Mondiali di calcio 2010: il riscaldamento linguistico
Il conto alla rovescia è iniziato. La coppa del mondo riscalda gli animi dei tifosi, ma non è ancora sulla bocca di tutti. Ecco le espressioni essenziali per far colpo in tutti i bistrot d’Europa.
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La crisi dell'eurozona in 2 minuti e 35 secondi
Due giornalisti del Financial Times affrontano il rompicapo della crisi economica della zona euro. Una sola tesi non sarebbe stata sufficiente, ma "Clarke and Dawe" decidono di fare di meglio e di riassumere la crisi in 2 minuti e 35 secondi. Un video tanto esilarante quanto seriamente spaventoso. Come dice il proverbio, talvolta, un video su Youtube dice molte più cose di un lungo discorso...
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Vilnius: le dimensioni della crisi
La crisi, anche quella economica, non viene da sola. È accompagnata dalla rabbia, che spesso sfocia nella paura del "diverso". È accompagnata dall’apatia, che priva le persone della voglia di agire, e a volte della voglia di vivere. È accompagnata dalla paura, che spesso spinge le persone a cercare un futuro migliore altrove. È accompagnata dalla stagnazione, anche nella testa degli uomini, che in alcuni casi decidono di far fronte ai problemi con le proprie forze, in altri casi si affidano direttamente a Dio. Ma spesso una crisi è anche seguita da idee nuove, fresche, che fanno sì che nuovi stili di vita possano emergere e svilupparsi. Reportage dalla Lituania, dove sei giornalisti europei hanno affrontato questa delicata questione.
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- Šalčininkai ha un nuovo sindaco: Jesus Christ superstar
- Polacchi e lituani a Vilnius: né con te né senza di te
- Free-lance a Vilnius: le "tigri baltiche" si mettono in proprio
- Lituania: studenti universitari di fronte alla crisi, tra lavori estivi ed Erasmus
- Stalin, maltempo e disoccupazione: qual è la causa dei suicidi in Lituania?
Armadillo: documentario o docu-mentitore?
Armadillo è il nome di un campo alleato situato lungo la linea del fronte a sud dell’Afghanistan. Il regista danese Janus Metz vi ha passato tre mesi e mezzo per realizzare il documentario proiettato in anteprima alla Settimana della Critica del Festival di Cannes, ma per Marie Charlier, blogger per Cannes Critique – il blog partner di cafebabel.com – la frontiera tra finzione e realtà è tenue… e la violenza cinica dei combattenti appena credibile.
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