L'attualità sul soggetto in rss: multiculturalismo
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Vilnius e i suoi popoli: chi rompe il ghiaccio?
Misurare il multiculturalismo di una città europea è difficile, farlo a Vilnius, in dicembre, parecchi gradi sotto zero, è quasi impossibile. Quattro giornalisti e una fotografa ci hanno provato giorno e notte. Nel campo rom fuori città, all’Università bielorussa in esilio, nelle librerie, nei bar e nei vicoli del centro. Vilnius non ha solo una storia appassionante, ha una storia scritta da lituani, russi, polacchi e tanti altri popoli capaci di resistere al freddo boreale. Vilnius ha una storia schizofrenica, che si riflette nel suo presente, non ancora maturo per il multiculturalismo delle metropoli europee, ma pronto a riconciliarsi con le sue radici. A Vilnius si vive insieme e ci si divide, secondo la lingua, gli usi e i costumi, persino i bar e le discoteche. A Vilnius, città ricca di stranieri, si diffida dello straniero. Proviamo con un termometro? (Foto: (cc) Severin Sadjina/flickr)
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- La vita notturna di Vilnius: storie di (dis)integrazione
- Da San Diego a Vilnius: una biblioteca ebraica in Lituania
- Lituania: a Kirtimai, i rom barattano la droga con l'istruzione
Roma: il multiculturalismo incompiuto
L’Italia è razzista? Molti media europei se lo sono chiesti dopo i recenti fatti di Torino a Firenze, e non hanno lesinato parole iperboliche: “Un’onda di razzismo assassino infetta l’Italia” (Libération, Francia). Quattro giornalisti e un fotografo, inviati a Roma per la prima tappa del progetto “Multikulti on the ground”, hanno preferito raccontare l’impronta multiculturale di un Paese che conta orma 5,4 milioni di emigrati extracomunitari. Il bilancio finale lascia a desiderare. I rom romani lottano per condizioni di vita dignitose. Migliaia di italiani alla ricerca di un futuro oltreconfine fuggono da un Paese in crisi di identità. I cittadini immigrati di seconda generazione sono privi della nazionalità del luogo in cui sono cresciuti. L’epicentro multiculturale di Piazza Vittorio, dopo una serie di fortunati esperimenti di integrazione, fatica a rimettersi in moto. L’Italia interculturale ha bisogno di tempi felici, di risate, di abbracci e baci: è la soluzione proposta dal fotografo Ehsan Maleki.
Multiculturalismo: le idee confuse di Cameron
Non c'è nulla di particolarmente nuovo in quanto affermato il 5 febbraio dal nuovo primo ministro britannico riguardo al fallimento del multiculturalismo. Ma c'è qualcosa di preoccupante nel suo discorso, e non solo perché altri paesi di lingua inglese stanno guardando all'Inghilterra mentre dibattono sui meriti delle loro politiche multiculturali. Il punto di vista di uno storico canadese.
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Europa e Islam: perché un concorso per il minareto più bello?
Un concorso di bellezza speciale è stato organizzato da diverse istituzioni e ONG europee. Non una sfilata in costume da bagno, ma la scelta del più bel minareto d’Europa. Il premio? Un’altra visione dell’Islam in un continente corroso dalla retorica anti-musulmana. Una studentessa di scienze politiche e uno studente di storia dell’arte, ci spiegano la posta in gioco di questa gara tra torri.
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Lingue e integrazione: è LEI la novità!
Sarrazin in Germania e Sarkozy in Francia. Come al solito, gli attuali dibattiti sull’integrazione in Europa si limitano alla sfera politica, al fine di continuare a dare la colpa all’"uomo nero". In occasione della Giornata Europea delle Lingue 2010, cafebabel.com presenta un progetto con il quale si vuole fare in modo che l’apprendimento linguistico vada di pari passo con l’integrazione. Ne abbiamo parlato con Romain Galati, il fondatore del LEI (Language Exchange International).
Il critico dell‘ Islam Thilo Sarrazin è la versione tedesca di Geert Wilders?
Da anni l’ex Senatore delle Finanze di Berlino e membro del consiglio d’amministrazione della Banca federale, alludendo al fallimento del processo d’integrazione, polemizza contro la presenza dei musulmani in Germania. Se prima l’argomento principale era dato dalla presenza di sempre più “ragazze velate“, ora sarebbero gli immigrati turchi, i quali si riproducono come conigli, la causa dell’istupidimento della nazione. Sarrazin ha esposto le sue tesi a fine agosto nel suo libro “La Germania si sta cancellando“. Egli dà voce a ciò che tutti in Germania pensano silenziosamente, o merita di essere bollato come un banale razzista? Ecco un commento su questo tema.
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Esma Redžepova: «La regina della musica gitana»
La macedone Esma Redžepova, “Regina della musica gitana”, viaggia instancabilmente per l'intero pianeta, accompagnata dalla sua band. Con più di 15.000 concerti e 20 album all'attivo, la Redžepova, partecipando al Festival Sin Fronteras al Cabaret Sauvage, ha portato un soffio di cultura rom a Parigi. Incontro con una donna che "abbatte le barriere".
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Seni abbondanti e sacrosanti modi di dire
Lo sanno tutti, il seno è da sempre oggetto del desiderio e rappresentazione della donna nella cultura europea. Strumento ammaliatore, ha anche una funzione nutrizionale, visto che permette al neonato di allattarsi. Ma anche quando esaurisce questa funzione, il seno continua ad essere per l'uomo fonte d’ispirazione. Quando poi supera i limiti dell'immaginabile, improvvisamente il maschio si stupisce, non sa più cosa dire… e resta di stucco.
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Vuoi la cittadinanza? Dimmi dov'è il Po!
Ottenere la cittadinanza non è sempre facile come in Polonia. Lì basta viverci per cinque anni o aver sposato un cittadino polacco da almeno tre. Ma altrove, sono in molti a chiedersi: «come fare per misurare il livello d’integrazione nel nostro paese?». Il test proposto da cafebabel.com potrebbe essere una soluzione. E tu, pensi di riuscire a superarlo?
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Che Sudaka: «I governi non vogliono persone libere, e noi artisti lo siamo»
I membri della band sono argentini e colombiani, però il punto di incontro è stato Barcellona, e da alcuni anni, le strade europee si sono convertite nella loro casa. Beviamo un bicchiere d'acqua e una birra, dopo un concerto con questo gruppo multiculturale, e parliamo di musica, di concerti per strada, della magia che non si perde e degli insegnamenti della vita.
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Berlino, ritorno al presente: tre scrittori, tre storie, una città
«Seducente, grigia, tignosa, malandata, e tuttavia vibrante di vitalità nervosa, scintillante, fosforescente, animata, piena di tensione e di promesse». Così Klaus Mann descriveva Berlino nel 1923. Che la sua appassionata descrizione sia ancora attuale? Ho deciso di scoprirlo guardando la città attraverso gli occhi e i racconti di tre scrittori, tre forestieri che a Berlino ci sono capitati per scelta o per caso. Un punto d’osservazione privilegiato per cercare di decriptare un complesso mosaico di cliché.
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Chinatown a Manchester: integrazione, contrasti e sapori
Conosciuto come il sobborgo cinese nel nord dell’Inghilterra, il quartiere è oggi uno dei più peculiari e turistici di Manchester, ed il secondo del Regno Unito, dopo quello di Londra. La Chinatown è anche uno degli aspetti multiculturali più curiosi della città, anche se la sua comunità non è di certo un simbolo d'integrazione.
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Don Pasta: confit di cultura all’italiana, con sugo tolosano
Daniele de Michele, alias Don Pasta è originario del Salento ed oggi vive a Tolosa, nel sud della Francia. Chef in cucina e direttore d’orchestra, è allo stesso tempo DJ, gastronomo, economista, ecologista… Il suo lavoro: mixare gli ingredienti, la musica e le culture da una parte all’altra delle Alpi.
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Crisi belga: la fiamminga Marian e il francofono Jamil rispondono
il Belgio affonda. Da giovedì 22 aprile alcuni osservatori non esitano a qualificare la crisi politica come crisi di regime e ad affermare che il Regno del Belgio, monarchia parlamentare e Stato federale, è ormai storia passata. Il paese pianeggiante ha ancora un’opportunità o un senso? Cafebabel Bruxelles è andato ad incontrare due giovani belgi, una fiamminga e l’altro francofono, per ascoltare il loro punto di vista su questa crisi.
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Ennesima crisi di governo: il Belgio ha ancora senso d'esistere?
In seguito all'ennesima polemica linguistica tra fiamminghi e valloni, giovedì 22 aprile si è spaccata la coalizione pentapartitica del Primo Ministro belga Yves Leterme. I commentatori lamentano la mancanza, da parte di entrambi i gruppi linguistici, della volontà di compromesso e si domandano, alla luce della rinnovata crisi politica, sulla ragion d'essere del Belgio.
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