L'attualità sul soggetto in rss: democrazia europea
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L'Ungheria al tempo di Viktor Orban
“L’Ungheria è stregata dal fascino di Viktor Orban, come se fosse il pifferaio magico della storia di Hamelin”, ha confessato il nobel ungherese Imre Kertész in un’intervista rilasciata al quotidiano Le Monde. Le note incantate del populismo sono dirette verso i traditori esterni: gli Stati Uniti, l’Europa, l’Fmi, sullo stesso piano di Roma e degli ebrei. “Orbanistan” è il nuovo nome della repubblica ungherese, coniato dai media internazionali. Il “bad boy” d’Europa, Orban, il cui partito controlla i due terzi del Parlamento e ha appena approvato una nuova costituzione e un’impopolare legge sui media, è criticato da tutte le organizzazioni per i diritti umani. Intanto vengono chiusi i luoghi alternativi, gli estremisti di destra diventano direttori di teatro e la televisione pubblica è censurata. I media internazionali suonano l’allarme, ma l’Unione Europea, aldilà dei ricatti finanziari, non interviene contro la repressione. I giovani ungheresi, cresciuti lontano dalla politica, ora si scoprono contestatori, e lottano per poter scendere in piazza il 15 marzo, per la festa nazionale.
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- L'Ungheria al tempo di Viktor Orban e l'allarme dei media stranieri
- Il direttore di teatro messo a tacere dalla politica
- Vivere a Budapest, istruzioni per l'uso
- Il partito di governo blocca le manifestazioni del 15 marzo
- L'attivista ungherese András Istvánffy e la cultura della contestazione permanente
Schulz è il nuovo presidente del Parlamento Europeo: Martin chi?
Uno, due, tre… avanti, in marcia! Martin Schulz, il nuovo presidente del Parlamento Europeo, non teme il confronto.
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L'Europa nel 2011: sadismo, denaro e speranze
E' come se l'Europa godesse nel ricevere ripetute dosi di umiliazioni, dolore e catarsi. Bisogna essere sadici per continuare a giocare alla ruota della bancarotta. Da qualche parte dev'esserci una logica, l'andazzo deve pur piacere a qualcuno se non si fa mai abbastanza per fermarlo. Noi proviamo concentrarci sugli aspetti positivi di un anno rocambolesco: le lezioni date dai cittadini semplici alla classe politica, la nuova ricerca di soluzioni ai conflitti, la spontaneità di movimenti che hanno messo in ginocchio regimi inossidabili... Ma soprattutto il 2011 ci ha lasciato la speranza: la speranza di cambiare le regole del gioco nel 2012. (Disegno © Kristof)
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- L'Europa e l'università dell'amore
- 2011 e la speranza: trovare un'isola felice in mezzo alle acque torbide
- 'Cosa sarebbe successo se..?': gli studenti ridisegnano il 2011
- La pace: “Il 2011 ci ricorda che le soluzioni ai conflitti esistono”
- La fede nel 2011: Dio benedica l'Europa relativista
La Spagna alle urne: come voteranno gli Indignados?
Si salvi chi può, non è una semplice sconfitta, è una Caporetto! Stando agli ultimi sondaggi il Partito socialista spagnolo (PSOE) otterrebbe dalle elezioni del 20 novembre (indicate come "20N") 112 miseri posti nelle due camere spagnole , 57 in meno che nel 2008. Mentre il suo avversario politico, il partito popolare ( PP ), potrebbe averne 198, 29 in più del risultato del PSOE di tre anni fa. Numeri che potrebbero consentire di rimettere tranquillamente in discussione la normativa sull’aborto e sul matrimonio tra omosessuali e di imporre una rapida privatizzazione dei servizi pubblici .
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Il più grande reato di Berlusconi? Umiliare Montesquieu
Ora è inutile cercare le colpe e i responsabili, è inutile piangere per il passato, serve solo la riflessione. Silvio Berlusconi ha svuotato il potere della sua natura istituzionale ed autorevole, ponendosi al di sopra di ogni istituzione, umiliando lo spirito di Montesquieu e mettendo in discussione il ragionevole bilanciamento dei poteri costituzionali. Scorrono, finalmente, i titoli di coda.
La stampa europea sul referendum greco
Il primo ministro greco Giorgios Papandreu mantiene la sua proposta di realizzare un referendum, nonostante le dure critiche e la caduta delle borse in tutto il mondo. Ieri la maggior parte del gabinetto ha brindato per l’appoggio alla consultazione popolare sulle misure di risparmio. Alcuni analisti ritengono tuttavia che si tratti di una mancanza di responsabilità nei confronti dell’Europa, mentre altri sostengono la strada difficile ma necessaria della legittimazione democratica.
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Summit dell’Eurozona: la solita solfa del cambiamento radicale
Da tre anni siamo costretti ad ascoltare, leggere e capire le stesse parole, ancora e ancora. La crisi mondiale, il crollo dei mercati, la ricapitalizzazione delle banche e così via. Alla vigilia del summit europeo dell’Eurozona, i cui ambiziosi obiettivi sono già falliti, ecco qualche pista di riflessione sullo stato delle politiche economiche attuali.
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Rivoluzione digitale, istantanea e superficiale: la politica si svuota?
Il 2011 ha consacrato la potenza dei nuovi media nei dibattiti politici, dalle manifestazioni degli Indignati in Europa e alle rivoluzioni arabe, passando per il terribile attentato in Norvegia del luglio scorso. Al giorno d'oggi, la militanza politica è alla portata di tutti ovunque. Questa istantaneità del coinvolgimento, spesso superficiale, è compatibile con le nostre democrazie?
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Rivoluzione europea: tre mesi dopo, dove vanno gli Indignati?
Gli Indignati non pagano il biglietto della metro per opporsi allo sconto concesso ai giovani cattolici della GMG di Madrid nei trasporti pubblici, passano la notte nelle hall degli ospedali minacciati di chiusura e impediscono ai vigili di sfrattare le famiglie indebitate... Ma dove vanno e in quali tempi? Tre Indignati esaminano l'avvenire ancora incerto ma sereno del 15M che ha appena festeggiato i tre mesi di esistenza.
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Pepe, un indignato a Parigi: "Non immaginavo, qui in Francia, una tale mancanza di democrazia"
Un mese di assemblee generali in place de la Bastille, con gli occhi pieni di sogni, e il movimento che non decolla... Basta. Gli indignati parigini sono meno indignati o meno organizzati degli omologhi dell'Europa del Sud? Fra ottimismo e pessimismo, uno dei fondatori del movimento a Parigi ci spiega perché continuerà a mobilitarsi ad ogni costo.
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15-M : dalla #spanishrevolution alla #europeanrevolution
Il 15-M spagnolo si è trasformato in 22-M, e non finirà con il voto di domenica, che ha visto il successo della destra spagnola. Ed è evidente, osservando le ramificazioni che crescono in tutta Europa, che la #spanishrevolution è destinata a diventare, in poco tempo, un'#europeanrevolution. Viaggio tra le piazze e gli accampamenti della rivolta.
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Cos’è un indigeno europeo?
I “Perussuomalaiset” (“Veri Finlandesi”), partito nazionalista ed euroscettico, sono la terza forza politica della Finlandia: un’eccezione nordica? Con Marine Le Pen, leader di un Front National di nuova concezione che scuote i sondaggi in Francia, con la ricerca degli “Indigenous Britons” (“britannici indigeni”) nel Regno Unito o con la Lega Nord in Italia, l’Europa non è mai stata così popolata di europei “puri”. O almeno è quello che vogliono farci credere, con il rischio di far passare ad alcuni la voglia di restarci.
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Cosa farai il 29 aprile? Con l'isterismo per il royal wedding, aumentano i repubblicani europei.
Essendo una britannica residente in Germania, molta gente mi ha chiesto che cosa pensassi a proposito dell'imminente matrimonio reale d'Oltremanica. La maggior parte delle persone è rimasta sorpresa o addirittura delusa, quando ho spiegato che non avrei guardato il matrimonio, ma al contrario avrei invitato gli amici ad unirsi a me nell'evitare la celebrazione del royal wedding.
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Incidenti nucleari: il dramma giapponese infiamma il dibattito in Europa
Siamo pronti ad affrontare una catastrofe nucleare in Europa? I ministri dell'Ambiente dell'Unione ne discutono in una riunione preventiva d'urgenza convocata dal Consiglio europeo. Dopo l'incidente ai reattori della centrale giapponese di Fukushima, in tutti i paesi europei si è infuocato il dibattito, il dramma giapponese ha portato nuova acqua al mulino degli anti-nuclearisti.
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Merkel e Sarkozy: Europa, dietrofront!
Dopo le numerose dissonanze emerse negli anni passati, la ritrovata intesa sull’asse franco-tedesco dovrebbe essere motivo di compiacimento. Ma nell’era Merkel-Sarkozy resta ben poco di quello che un tempo veniva definito ‘il motore dell’integrazione europea’. Dal pacchetto di provvedimenti presentato dalla cancelliera tedesca sotto il titolo ‘Patto per la competitività’, fortemente appoggiato dall’Eliseo, emergono invece una perdita di consapevolezza a livello comunitario nell’ambito della solidarietà sociale e una profonda sfiducia nei confronti delle istituzioni europee.
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Egitto: Mubarak punisce, il popolo subisce, l'Europa sta a guardare
Gli scontri del 2 febbraio tra i sostenitori e gli oppositori del presidente egiziano Hosni Mubarak hanno provocato decine di morti e feriti. La stampa europea giudica il regime responsabile delle violenze e critica aspramente l'Unione Europea e gli Stati Uniti, troppo deboli nell'aiutare l'opposizione.
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Le assurdità dalla terra di Lukashenko: 1994, 2001, 2006,2010
C’è una dittatura in Europa, è la nostra dittatura, proprio di fronte alla porta di casa dell’Unione Europea. Il 19 dicembre 2010 la popolazione della Bielorussia sarà nuovamente chiamata ad eleggere il suo presidente. Fino a questa data, una cittadina francese residente a Berlino presenterà su cafebabel.com la rubrica “Assurdità dalla dittatura”. Il quinto fendente di Claudine Delacroix si occupa ‘delle tetre previsioni elettorali e degli imbecilli dell’opposizione’.
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