L'attualità sul soggetto in rss: Discriminazione
Discriminazione
Lituania: a Kirtimai, i rom barattano la droga con l'istruzione
Meno di 3.000 rom vivono in Lituania, rappresentano circa 0,1% della popolazione, ma tanto basta per servire come un capro espiatorio in un paese avvolto nella crisi. A Kirtimai tra la mancanza di legna, traffico di droga ed emarginazione, Romualdo, Svetlana, e Konstantin e Konsela provano ad aiutare la comunità rom a rialzare la testa.
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La vita notturna di Vilnius: storie di (dis)integrazione
Secondo il censimento del 2001 la popolazione lituana è composta per il 6,7% da polacchi, per il 6,3% da russi, per l’1,2% da bielorussi, lo 0,7% sono yddish, lo 0,09% tartari e così via, fino a contare 115 comunità di minoranze etniche. La loro integrazione nella società lituana, è quasi nulla.
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Roma: il multiculturalismo incompiuto
L’Italia è razzista? Molti media europei se lo sono chiesti dopo i recenti fatti di Torino a Firenze, e non hanno lesinato parole iperboliche: “Un’onda di razzismo assassino infetta l’Italia” (Libération, Francia). Quattro giornalisti e un fotografo, inviati a Roma per la prima tappa del progetto “Multikulti on the ground”, hanno preferito raccontare l’impronta multiculturale di un Paese che conta orma 5,4 milioni di emigrati extracomunitari. Il bilancio finale lascia a desiderare. I rom romani lottano per condizioni di vita dignitose. Migliaia di italiani alla ricerca di un futuro oltreconfine fuggono da un Paese in crisi di identità. I cittadini immigrati di seconda generazione sono privi della nazionalità del luogo in cui sono cresciuti. L’epicentro multiculturale di Piazza Vittorio, dopo una serie di fortunati esperimenti di integrazione, fatica a rimettersi in moto. L’Italia interculturale ha bisogno di tempi felici, di risate, di abbracci e baci: è la soluzione proposta dal fotografo Ehsan Maleki.
"Our school": segregazione dei rom nelle scuole finanziate dall'Ue
I registi e produttori Mona Nicoară e Miruna Coca-Cozma hanno seguito tre ragazzi rom in un piccolo villaggio rumeno per quattro anni. Doveva essere un film su una storia di integrazione a lieto fine: è diventato il racconto di una realtà di segregazione etnica. Intervista.
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Budapest contro i mendicanti e i rifiuti ingombranti
Nel 2010 , con l’insediamento della nuova maggioranza conservatrice in Comune, si è avviato nella capitale ungherese un nuovo inedito piano di lotta contro gli aspetti della povertà che risultano più visibili lungo le strade di Budapest. Dopo l’esplicito divieto di mendicare nei luoghi pubblici, il Comune si scaglia contro la gestione "sociale" della raccolta dei rifiuti ingombranti , un’antica tradizione cittadina, che permetteva ai senzatetto di recuperare mobili e oggetti.
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Squadriglie anti-rom in Ungheria: il caso Gyöngyöspata
In Ungheria, le tensioni tra l'estrema destra e la comunità rom si riassumono negli eventi di Gyöngyöspata, un piccolo villaggio di 2.500 abitanti. Dal mese di marzo, vengono a sfilare milizie paramilitari, che hanno scelto il paese in seguito alle tensioni tra rom e abitanti. Poi Oszkár Juhász, membro del partito di destra Jobbik, è stato eletto sindaco.
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Palestina e il voto all'ONU: le contraddizioni dell'Unione Europea
Sessantaquattro anni fa l’ONU assegnava ai palestinesi uno Stato che occupasse il 43% del territorio dell’ex Palestina mandataria. Stato che non ha mai visto la luce. Questa settimana è previsto all’ONU un voto su cui l’Europa è divisa. Tra favorevoli, contrari e posizioni attendiste, l’UE sta dimostrando ancora una volta la propria reticenza a costruire una politica estera comune.
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Turchia, pulizie d’autunno/2 - Esercito, AKP e PKK: lo Stato e l'irrisolvibile questione curda
Da ormai due mesi, si spazza a tutta forza: nel calcio, nell’esercito e nelle strade di Istanbul. Di quale “sporcizia” cercano di sbarazzarsi i turchi? Chi sta davvero maneggiando la scopa? Domande non del tutto banali… Cafebabel.com pubblica in tre episodi la serie “Turchia, pulizie d’autunno”, per seguire le operazioni “Mastro Lindo” condotte dalle autorità turche. Secondo episodio: l'esercito.
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Crisi: salva il tuo paese, tassa i tuoi ricchi!
«La questione sociale si riduce quasi interamente alla questione della ricchezza», ci dice Emile Zola (nel Denaro, NdT). Calza perfettamente, la citazione, un po’ dappertutto in Europa, in piena crisi economica, finanziaria, delle banche irlandesi, del debito greco, dell’euro franco-tedesco, delle banlieue inglesi e dei papi spagnoli… insomma, in piena crisi sociale, ci si interessa ai ricchi. La ragione? Una scoperta rivoluzionaria: un ricco… si può tassare!
Rivoluzione europea: tre mesi dopo, dove vanno gli Indignati?
Gli Indignati non pagano il biglietto della metro per opporsi allo sconto concesso ai giovani cattolici della GMG di Madrid nei trasporti pubblici, passano la notte nelle hall degli ospedali minacciati di chiusura e impediscono ai vigili di sfrattare le famiglie indebitate... Ma dove vanno e in quali tempi? Tre Indignati esaminano l'avvenire ancora incerto ma sereno del 15M che ha appena festeggiato i tre mesi di esistenza.
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Sıla Şahin, musulmana e senza veli: "Finalmente libera!"
Sıla Şahin sa quello che vuole. Quattro mesi fa, la giovane attrice tedesca di origine turca si è spogliata per la copertina di Playboy. "La prima musulmana" che esibisce il suo corpo su carta patinata. Oltraggio religioso, strategia di marketing o integrazione ostentata, l'iniziativa ha diviso la comunità turca, da Berlino a Istanbul. A 25 anni Sila mostra un sorriso fiero e ribelle. Racconta ai tabloid che questa "liberazione" le è valsa quasi il ripudio dei suoi genitori, ma ha anche accelerato la sua carriera.
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Essere donne e Rom in Europa centro-orientale
In Ungheria, i rom sono fuggiti da Gyöngyöspata spaventati dalla violenza delle milizie di estrema destra. Ed è proprio nella capitale ungherese che la Lobby Europea delle Donne ha organizzato una conferenza sulle donne Rom in Europa centro-orientale. L'Obiettivo è richiamare l'attenzione di coloro che siedono nella stanza dei bottoni in Europa sulla doppia discriminazione subita dalle donne rom. Intervista con Brigitte Triems, presidentessa della Lobby.
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Gay nella cattolica Croazia: davvero facile?
Nei Balcani resiste il cliché di una società patriarcale fatta di uomini macho. Tutti sanno cosa accade in Serbia ogni volta che si cerca di organizzare un Gay Pride. Ma qui siamo in Croazia, un Paese che non si considera neppure balcanico, e che dal 2003 ha adottato una legge con cui riconosce i diritti delle coppie omosessuali.
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L’Eurovision: un concorso gay friendly e d’integrazione
Bisogna essere gay per essere fan dell’Eurovision? Un ricercatore ha analizzato la cultura dei fan club del famoso concorso canoro europeo. Risultato: sempre più numerosi sono i richiami queer del concorso, il quale risulta essere un ottimo strumento d’integrazione per le minoranze sessuali. Non se ne dispiaccia l’élite culturale europea.
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Banlieues francesi: istruzioni d'uso per gli europei
Che cosa sono le "banlieues"? In Francia, avrete risposte diverse e molteplici: quello che vi dirà "la fabbrica dei cliché" dei media non ha niente a che vedere con le storie di vita vissuta delle persone che le abitano... La banlieue è prima di tutto lo specchio deformante del problema dell'identità collettiva in Francia, un problema che si estende a tutta l'Europa.
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Giornata internazionale delle donne: la parità dei sessi, solo parole al vento?
Nel 1910, a Copenaghen, si reclamava il diritto di voto. Cento anni dopo la prima festa della donna (fu il 19 marzo 1911, grazie all'iniziativa della giornalista tedesca Clara Zetkin), le nuove frontiere tra i sessi si trovano nei consigli di amministrazione, dove la porta resta chiusa per le gonne e i tacchi alti, nella letteratura, dove gli editori e i critici sono schiacciante maggioranza e non prendono sul serio le scrittrici. In Ucraina, invece, solo le donne si battono per la prostituzione. In Italia, solo il gentil sesso è stato in grado di ribellarsi alla volgarità della politica. A cafebabel.com, la cui redazione è composta da 3 donne (formose) e 3 uomini (virili), a forza di seguire l'attualità europea, finiamo per trovarci d'accordo con lo scrittore Rafik Smati: «Il primo mercato emergente non è né il Brasile, né l'India, né la Cina...ma le donne».
- Leggi lo speciale Giornata internazionale delle donne: la parità dei sessi, solo parole al vento?
- Festa della donna: perché leggiamo solo libri scritti da uomini?
- Le femministe ucraine di Femen: a tette al vento per la nostra battaglia, presto anche in Italia!
- Le donne blogger in Lituania: amori, cucina e lifestyle
- Lorella Zanardo: «bisogna ripulire la televisione italiana»
- Quota rosa nei c.d.a: 40%. Bisogna seguire l'esempio norvegese?
Campo rom di Konik, Montenegro: volevo un articolo strappalacrime, invece…
A Podgorica, in Montenegro, un giornalista francese si avvicina ad un campo profughi dove vivono molti rom kosovari. Pensa di avere in mano un pezzo da prima pagina, grazie al mix di denuncia e pietà nel raccontare il destino dei poveri abitanti delle case definite dal Guardian “una discarica di immondizia puzzolente”. Tutto procede per il meglio, finché non incontra dei giovani ambiziosi, destinati al successo nell’hip hop e, soprattutto, nel proprio futuro.
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Gay a Istanbul: «Abbiamo le palle per dirlo ad alta voce»
Insieme al suo compagno, Sakir Yilmaz è il proprietario di quello che definisce il primo bar e ristorante apertamente gay di Istanbul, nella zona di Beyoğlu, rinomata per la sua vita notturna. Il rapporto 2009 dell'Unione Europea, stilato in vista del possibile ingresso della Turchia nell'Unione, mostra che l'omofobia e gli omicidi di transessuali e travestiti sono in questo Paese in preoccupante ascesa. Nonostante questo, Istanbul va sempre di più coltivando una cultura apertamente gay. 5.000 persone hanno partecipato alla gay parade del 2010, e in giugno si è tenuta la prima parata transessuale. Abbiamo incontrato i ragazzi del Frappé Istanbul il giorno dopo il primo anniversario del locale.
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Europa, perché hai dimenticato i vecchi immigrati?
Sono venuti in Europa per lavorare e alla fine sono rimasti qui. Gli immigrati degli anni ’60 invecchiano oggi nelle città dell’Europa occidentale, spesso isolati e in condizioni precarie. Il loro senso del pudore ne ha fatto una generazione invisibile. Nel momento in cui il dibattito sulle pensioni infuria, ecco un ritratto di questi immigrati pensionati che tutti sembrano voler dimenticare.
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Musulmani a Bruxelles: cittadini (quasi) come tutti gli altri
Sono belga e musulmani. Nessun problema a riguardo. Omar, Younes e Mourad descrivono la loro quotidianità nella capitale dell'Unione Europea, in cui il confine tra tolleranza e esclusione è molto sottile. Non portano il burqa, vietato in Belgio e il loro accesso ai bar è controllato... ma sono tre cittadini come gli altri, o quasi. Leggiamo la loro testimonianza.
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