L'attualità sul soggetto in rss: musica
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Caro Putin, ti lascio una canzone
Le "Pussy Riot" femministe punk, gli ex-parà e gli spiritosi ucraini criticano l’attuale primo ministro Vladimir Putin per mezzo dei loro microfoni, mentre un più amichevole cantante tajiko e un duo femminile in eurovisione canticchiano in sua lode. Date un’occhiata al meglio dei video pro e contro il futuro presidente russo.
musica, federazione russa, femminismo, politica, vladimir putin
Dario Ikvovic: quanto conoscete la musica balcanica?
Meglio noto per le sue apparizioni in due gruppi musicali, i tedeschi Shantel & The Bucovina Club Orkestar e la band francese Les Yeux Noirs, questo suonatore di fisarmonica, di origine serba, sul palcoscenico si trasforma in un personaggio elettrizzante.
musica, serbia, cultura, agenda culturale, germania, balcani, dj
Eurofestival, vita notturna e calcio spettacolo per l'Azerbaigian
Dopo la vittoria dell'Azerbaigian all'Eurofestival con il duo Ell/Nikki, molti europei hanno capito di avere nel migliore dei casi ‘poche idee, ma confuse’ sul paese dell’Asia transcaucasica. È allora il momento di dare uno sguardo a questo stato cuscinetto, che per superficie e numero di abitanti è paragonabile più o meno al Portogallo.
musica, eurovision, calcio, stili di vita, azerbaigian, baku, sport
A proposito di E-diritti
In poche settimane è ritornato, più forte che mai, il dibattito sulla libertà della rete e sul rispetto dei diritti d'autore. Proviamo a chiarire le cose, in mezzo a tante proposte di legge e tante proteste.
musica, media e tecnologie, cinema, downloads, internet, media, parlamento europeo
Ho mangiato una lingua di bue con i Destin
Mercoledì alle 20.30 ho appuntamento al Pipos, nella 5° arrondissement di Parigi, con i miei amici Marky e Louis Georget: I Destin! Mi rendo presto conto che, il nuovo gruppo parigino, seguace della musica popolare, è anche un grande fan della cucina popolare.
"Niemen forever": omaggio in tre canzoni all'idolo polacco
Con i suoi occhiali alla John Lennon e i capelli lunghi è stato un idolo della beat generation. La lunga barba ne ha fatto una rockstar. Stiamo parlando di Czelaw Niemen, il più famoso cantautore polacco, paragonabile a Serge Gainsbourg o Fabrizio de André. Nato in un paese del blocco comunista, in uno sperduto villaggio conteso fra Polonia e Bielorussia, è riuscito a imporsi sulla scena internazionale grazie a numerose tournée in Europa, Stati Uniti e Bombai.
musica, cultura, polonia, agenda culturale, morte, rock, rivoluzione
Alina Orlova, l'atomo libero della scena indie lituana
A Vilnius, dall'ombra di una centrale nucleare è nato un atomo artistico. Non si tratta di un mutante ma di una «bomba glaciale» di 23 anni. Incontro con Alina Orlova.
musica, arte, brunch, cultura, energia nucleare, lituania, poesia
Steve Villa-Massone, il pianista di strada che sfida la polizia
Attraversa le strade d’Europa da dieci anni con il piano... in spalla. In questi mesi, Steve Villa-Massone, pianista e compositore francese, delizia i pedoni di Parigi. E siccome, per spingere questo pesante strumento più siamo meglio è, una domenica lo accompagniamo per le vie della capitale francese.
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Piazza Vittorio: andata e ritorno sull’ascensore dell’integrazione
Piazza Vittorio continuerà a essere un esempio d’integrazione culturale o dovrà cedere il passo alla galoppante cultura delle "cineserie"? Passeggiata musical-letteraria nel cuore del più multiculturale quartiere di Roma: l’Esquilino.
musica, società, italia, multikulti on the ground, immigrazione, cultura, integrazione
Xavier Dolan, 22 anni, guida la nouvelle vague francese. Dal Québec.
Il cinema europeo in genere e, in particolare, quello francese disprezzano l’arte cinematografica quebecchese. Estremo affronto: la Francia ne sottotitola i film. Ma ora un autore del Québec sta chiudendo il becco a tutti quei “ciboires de plote de jument anachroniques” (vasi di cacca di cavalla anacronistici, imprecazione che i quebecchesi rivolgono ai francesi, considerati cafoni che si atteggiano da intellettuali). Ha 22 anni. Si chiama Xavier Dolan.
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Trucchetti strappalacrime per un’Europa in crisi
Leggili e mettiti a piangere : "strappalacrime" è un aggettivo che si può tradurre perfettamente nelle altre lingue europee . È usato soprattutto per descrivere un film, un libro, un'opera teatrale o una canzone che ci fa piangere. L’Europa non ha certo bisogno di ulteriore malinconia, ma queste calde goccioline potrebbero essere d’ aiuto per mitigare la depressione dovuta alla crisi.
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Raphael Gualazzi: filologo del jazz o animale da palcoscenico?
Ipnotizzato dal jazz quasi come un geek lo è davanti all'ultima novità tecnologica, Raphael Gualazzi, 30 anni, timido cantautore italiano che il settimanale tedesco Die Zeit ha definito "la sintesi perfetta tra Paolo Conte e Jamie Cullum", è in grado di trasformarsi in un folle e indemoniato istrione quando sale sul palco. In queste settimane sta portando in giro per l'Europa il suo ultimo lavoro, "Reality and Fantasy". Cafebabel.com lo ha incontrato a Parigi poco prima della sua serata al New Morning.
Vetusta Morla: esportiamo il rock castigliano lontano dalla Spagna
Amato da molti, odiato da altri, il gruppo spagnolo Vetusta Morla scatena passioni ovunque vada. Fugge dalle etichette e, a poco a poco, il gruppo nato negli anni '90 tra le aule di una scuola di Madrid, si è guadagnato l'approvazione di un pubblico sempre più eterogeneo.
Il pianista polacco Rafal Blechacz: un bambino prodigio che vive coi suoi
Sono le 12:58. Aspetto la telefonata di Rafal Blechacz, supernova della musica classica. La carriera del 26enne proveniente dalla piccola cittadina di Naklo sul Notec ha raggiunto la velocità della luce dopo il Concorso Chopin nel 2005, nel quale ha battuto tutti i concorrenti asiatici vincendo tutti i primi premi in concorso. I premi per il secondo posto non sono stati assegnati.
La cantante ungherese Erzsi Kiss: canto parole inventate piene di senso
Chi non ha mai cantato storpiando le parole? Quante volte una parola inventata ci è sembrata molto più adatta alla musica di una parola vera? Erzsi Zene, vocalist del gruppo ungherese Egy Kiss Erzsi Zene, ha fatto una scelta radicale. Ha creato lei stessa una lingua apposta per i suoi brani: il "kiss erzi". "Parole inventate -spiega-, ma piene di senso".
musica, teatro, cultura, agenda culturale, budapest, ungheria, intervista
Concerti a pedali in Europa? La scommessa dei Têtes de Bois
Passione sfegatata per la bicicletta, muscoli allenati e chiappe sufficientemente abituate a sopportare a lungo la forma triangolare del sellino: questi i requisiti per alimentare, con l’energia prodotta dalle proprie pedalate, luci-strumenti-amplificatori del concerto “GoodBike” dei Têtes de Bois. Il palco a pedali ora è realtà, e la band romana vuole esportarlo in Europa.
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La Rock band Turbo: "la mancanza di gusti è un'incurabile malattia ungherese"
Sulla scena rock progressive-psichedelica, i Turbo sono il numero uno in Ungheria. Il bassista Jero e il cantante Balázs Tanka si raccontano, passando in rassegna i classici e l'evoluzione della musica contemporanea.
musica, bulgaria, serbia, festival, cultura, agenda culturale, rock
Ornette : «Ho odiato Serge Gainsbourg»
“Se le avessero detto che un giorno avrebbe cantato, non ci avrebbe creduto”, questa è la prima frase che possiamo leggere nel promo dell’album Crazy. Ornette ci mette della voce nel suo primo disco. Tra il conservatorio, una famiglia un po’ strana e un computer rotto, la cantante di 28 anni ha creato un progetto musicale di alto livello: un pop che resta come una macchia indelebile.
musica, arte, brunch, il meglio di cafebabel.com, parigi, francia
Trans-love energies: i Death in Vegas, sette anni dopo
I fan dei Death in Vegas hanno aspettato il nuovo album per ben 7 anni: Richard Fearless era partito a New York per studiare fotografia, della band si erano perse le tracce. Finita la collaborazione con Tim Holmes, Richard si riappropria della sua creatura: è sua l'ingegneria del suono e persino la voce che si insinua negli spazi eterei di Trans-Love Energies. Ben tornati.
Mohamed El Deeb da Piazza Tahrir: la musica della Rivoluzione
Quante volte la musica di protesta ha realmente sposato una rivoluzione? Quante volte i rapper sono scesi in strada per rendere possibile, reale, il cambiamento che invocavano nei loro testi? Deeb lo ha fatto, e non è stato il solo nel mondo arabo in rivolta.
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