Multikulti on the ground

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Foto: Multiculturalismo a Vienna, la danza cambia il suo baricentro

Multiculturalismo a Vienna, la danza cambia il suo baricentro

Il multiculturalismo di Vienna non è come un giro di valzer

Il multiculturalismo di Vienna non è come un giro di valzer

È la prima città al mondo per qualità della vita secondo la Worlwide Quality of Living Survey, e una delle più verdi d’Europa. Tuttavia, per quel che riguarda il multiculturalismo, Vienna occupa uno degli ultimi posti della classifica. Le sue strade, i suoi palazzi, i suoi costumi, tradiscono un'ingombrante eredità imperiale che, assieme alla stretta sull'immigrazione, fanno di Vienna una della capitali d’Europa meno accoglienti, come un partner di danza che non si muove a tempo, chiuso nel suo corpetto. Cafebabel.com, nella sua missione di verificare in modo empirico lo status quo, ha inviato 4 giornalisti sul terreno, che hanno verificato la presenza di numerose persone che lottano per l’integrazione dei collettivi più discriminati, in ragione della loro razza, etnia, orientazione sessuale, sesso. Presentiamo qui un nuovo approccio sul multiculturalismo: il reportage di Multikulti on the Ground è, soprattutto, un’edizione musicale. Leggete, ascoltate, danzate, e ancora leggete.. (Foto: (cc) Nathan F./flickr)

Il multiculturalismo ad Atene fa storia a sé

Il multiculturalismo ad Atene fa storia a sé

La capitale della Grecia si trova in un bacino circondato da quattro montagne e da un golfo a meridione. Atene, prodotto dell’immigrazione interna, è una città costruita negli anni cinquanta, e i suoi edifici richiamano lo stile del Mediterraneo orientale. Le Olimpiadi del 2004 sono state probabilmente uno dei momenti migliori della sua storia recente. Meno di un decennio dopo,la città è stata messa in una camicia di forza con la quale non aveva fatto i conti. L’immigrazione è un abito troppo stretto per la Grecia, un fenomeno che risale ad appena vent’anni fa e che ora sta cambiando volto al centro della capitale, turistico ma ancora povero, e sta facendo aumentare i livelli di criminalità. Come stato membro dell’Unione Europea, la Grecia deve trattare autonomamente le sue richieste d’asilo e le sue minoranze etniche. In secondo luogo, questi elementi sembrano essere in relazione con l’integrazione di alcune comunità – basta confrontare la popolarità delle soap-opera turche e dei ballerini albanesi e bulgari con quanti chiedono la prima moschea per la capitale. Infine, la città deve far fronte a ulteriori problemi, e Atene non è la Grecia. Leggete il nostro reportage sul multiculturalismo ad Atene, una settimana prima delle elezioni legislative (Foto di © AlicePopkorn/ flickr/ alicepopkorn.de/)

I robot non piangono: un trio di ballerini 'popping' fa nascere il multiculturalismo ad Atene Guarda il video

- Video I robot non piangono: un trio di ballerini 'popping' fa nascere il multiculturalismo ad Atene

26/04/12

multikulti on the ground, società, città, cultura, multiculturalismo, danza, grecia

Multiculturalismo a Siviglia: noi lo vediamo così

Multiculturalismo a Siviglia: noi lo vediamo così

Dove l'integrazione è ancora una sfida, nel calcio - questa volta nella versione femminile -per le culture latinoamericane sembra essere un ottimo strumento per fondersi l'una con l'altra. Questa socializzazione, tuttavia, riguarda solo quei pochi fortunati che, a dispetto di crisi economiche di ogni tipo, hanno continuato a vivere a Siviglia come se nulla fosse successo. Per molti immigrati dell'America Latina e del Maghreb il settore edile è stata una vera miniera d'oro. Con la crisi del mercato, hanno deciso di partire (chi più chi meno influenzato dagli incentivi del governo) o si sono visti dimezzare lo stipendio. Provando ad arrivare alla fine del mese, vivono con gli abiti comprati nei paesi d'origine. A Siviglia, città influenzata dalle tradizioni andaluse, non potevamo infine ignorare la cucina del luogo. Lo stile di vita degli abitanti è rimasto invariato per molti anni, ad eccezione, forse, della cultura musicale, che dimentica - ma solo per un attimo - il flamenco e fa spazio all'hip hop. Cafebabel.com è lieto di presentare: "Siviglia e il suo multiculturalismo", a ciascuno il suo pezzo.

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Foto: El Vacie, Siviglia: donne Rom tra riscatto e militanza

El Vacie, Siviglia: donne Rom tra riscatto e militanza

Multiculturalismo a Copenaghen, la nuda verità

Multiculturalismo a Copenaghen, la nuda verità

In segno di sfida al clima rigido di Copenaghen, alcuni giovani studenti si sono spogliati in camerino davanti ai nostri obiettivi, così che potessimo dare uno sguardo veloce al paese di provenienza dei loro abiti. Cina, Bangladesh e Turchia stanno formando la moda della popolazione universitaria della metropoli. Il multiculturalismo è un attributo della società danese, come le etichette sui loro vestiti. Ma non è un fatto evidente; per esempio, il cinema della Groenlandia rimane un'arte di nicchia, pur nel paese che ha una grande minoranza di di groenlandesi. Nei sobborghi della città, rifugiati del Medio Oriente vivono dimenticati in un centro di accoglienza, Sandholm. E pure gli hippie della comune di Christania si sentono messi da parte. Tutto questo non è che un sintomo di quello che è successo nell'ultimo decennio. La tragedia dell'11 settembre e le proteste contro le caricature di Maometto hanno mantenuto in carica una coalizione di liberal-conservatori ed esponenti della destra, che hanno messo un freno all'immigrazione e ai visti d'ingresso, fino alla vittoria del centro-sinistra alle elezioni di settembre 2011. Ma i danesi sono ancora il popolo più felice della terra, o è meglio che comincino a coprirsi anche loro? (Foto di copertina: (cc) LarsDaniel/ Esben Bøg/ Flickr)

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Foto:  Hipster, H&M: il marchio multiculturale detta legge in Danimarca (20 foto)

Hipster, H&M: il marchio multiculturale detta legge in Danimarca (20 foto)

Vilnius e i suoi popoli: chi rompe il ghiaccio?

Vilnius e i suoi popoli: chi rompe il ghiaccio?

Misurare il multiculturalismo di una città europea è difficile, farlo a Vilnius, in dicembre, parecchi gradi sotto zero, è quasi impossibile. Quattro giornalisti e una fotografa ci hanno provato giorno e notte. Nel campo rom fuori città, all’Università bielorussa in esilio, nelle librerie, nei bar e nei vicoli del centro. Vilnius non ha solo una storia appassionante, ha una storia scritta da lituani, russi, polacchi e tanti altri popoli capaci di resistere al freddo boreale. Vilnius ha una storia schizofrenica, che si riflette nel suo presente, non ancora maturo per il multiculturalismo delle metropoli europee, ma pronto a riconciliarsi con le sue radici. A Vilnius si vive insieme e ci si divide, secondo la lingua, gli usi e i costumi, persino i bar e le discoteche. A Vilnius, città ricca di stranieri, si diffida dello straniero. Proviamo con un termometro? (Foto: (cc) Severin Sadjina/flickr)

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Foto: A Vilnius, architettura e identità si fondono

A Vilnius, architettura e identità si fondono

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Foto: Quando il multiculturalismo è Roma...ntico

Quando il multiculturalismo è Roma...ntico

Roma: il multiculturalismo incompiuto

Roma: il multiculturalismo incompiuto

L’Italia è razzista? Molti media europei se lo sono chiesti dopo i recenti fatti di Torino a Firenze, e non hanno lesinato parole iperboliche: “Un’onda di razzismo assassino infetta l’Italia” (Libération, Francia). Quattro giornalisti e un fotografo, inviati a Roma per la prima tappa del progetto “Multikulti on the ground”, hanno preferito raccontare l’impronta multiculturale di un Paese che conta orma 5,4 milioni di emigrati extracomunitari. Il bilancio finale lascia a desiderare. I rom romani lottano per condizioni di vita dignitose. Migliaia di italiani alla ricerca di un futuro oltreconfine fuggono da un Paese in crisi di identità. I cittadini immigrati di seconda generazione sono privi della nazionalità del luogo in cui sono cresciuti. L’epicentro multiculturale di Piazza Vittorio, dopo una serie di fortunati esperimenti di integrazione, fatica a rimettersi in moto. L’Italia interculturale ha bisogno di tempi felici, di risate, di abbracci e baci: è la soluzione proposta dal fotografo Ehsan Maleki.

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