L'attualità sul soggetto in rss: Orient Express
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Budapest è ancora una città gay friendly? "Non siamo noi il vero tabù, ma l'Aids"
La situazione della comunità LGBT a Budapest sembra farsi di giorno in giorno più delicata. Il partito di estrema destra, lo Jobbik, ha avanzato una proposta di legge per punire ogni esibizione dell'omosessualità in pubblico. Ma tra scontri al Gay Pride e feste notturne in ambienti sotterranei, la vera insidia per gli omosessuali nella capitale rimane la sindrome da immunodeficienza acquisita. Della quale non si conosce ancora la reale diffusione.
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Budapest, dove le statue del comunismo parlano col fantasma di Imre Nagy
Il parco di Budapest, costruito nel 1993, poco dopo la caduta del comunismo, commemora l’iconografia dei quattro decenni comunisti vissuti dalla capitale ungherese. Malgrado il suo silenzio, la Casa del Terrore sprizza di vita: sorridono le statue dei soldati dell’Armata Rossa, così come quella di Ronald Reagan. La situazione attuale in Ungheria sarebbe diversa se nel 1989 ci fosse stata una rivoluzione?
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Orient Express Reporter: reportage dal vivo in Turchia e nei Balcani – Il best of
Per nove mesi cafebabel.com ha inviato uno dei sei redattori di Parigi e 40 tra reporter e fotografi selezionati alla scoperta di paesi come Bosnia, Macedonia e Croazia, 28° membro dell’Unione Europea dal luglio 2013. Qui vi presentiamo una selezione dei migliori articoli: dal ritratto dei tifosi del Besiktas a Istanbul a quello del primo ministro kosovaro, passando per la situazione dei giornalisti in Montenegro, l’elenco degli stereotipi che danneggiano la Serbia, e l’estenuante stallo politico di Tirana. Quest’estate, potrete conoscere i vostri vicini di casa.
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- Tirana conta e riconta i voti: la rivoluzione si è persa per strada
- Giovani giornalisti in Montenegro: perseguitati, missionari e testardi
- Esportare la Serbia: l’incubo dei PR!
- Besiktas: calcio e impegno sociale in salsa turca
- Sulle tracce di Hashim Thaçi
- Vox populi: aspiranti giornalisti in Montenegro
Tirana, che c'è di nuovo sotto il sole?
Un anno fa un gruppo di deputati albanesi ha iniziato uno sciopero della fame per denunciare presunte irregolarità nelle elezioni del 2009. Nel gennaio del 2011, l’esercito ha sparato e ucciso tre manifestanti che protestavano davanti alla sede di governo. A maggio, gli striscioni e gli slogan sono tornati per strada per il sospetto di frodi nel conteggio dei voti nelle elezioni locali. A Tirana, tutto gira intorno alla politica. Ma si può andare oltre questo panorama desolante. Architetti, cineasti, giornalisti, studenti: una nuova generazione muove i fili del cambiamento e anima la città con idee più moderne. Con loro parliamo di arte, pregiudizi e attivismo; di quello che è l’Albania e di quello che potrebbe diventare. Il progetto Orient Express Reporter fa una nuova fermata per conoscere Tirana, una città stanca di vivere il presente.
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- Tirana conta e riconta i voti: la rivoluzione si è persa per strada
- Vivace, aperta e creativa: la nuova generazione alla conquista di Tirana
- Tirana si ridisegna: lontano dal virus capitalista
- Albanofobia: dalla Serbia a Harry Potter, un mito da sfatare
Ahmet Insel sulle elezioni in Turchia: "Se Erdogan non stravince sarà meglio per il Paese"
Vince o stravince ? Le elezioni del 12 giugno in Turchia misureranno il pericolo di “deriva autoritaria” del premier Recep Tayyip Erdogan. Dopo nove anni al potere, il suo obiettivo è diventare presidente in una nuova Repubblica presidenziale. “Se vince con i tre quinti della maggioranza, la situazione precipiterebbe e i curdi cercherebbero di negoziare con le armi”, avverte Ahmet Insel, l'editore di Orham Pamuk, nonché politologo e economista all’Università di Galatasaray e alla Sorbona.
Istanbul, motore d’Oriente: qui l’Europa può aspettare
Fine aprile, Istanbul: fa freddo, spira un vento fortissimo, ma sono giorni di festa. Il 23 i nazionalisti sfilano per festeggiare l’anniversario della prima assemblea nazionale, e allo stesso tempo i bambini cantano e ballano in nome di Atatürk. Il 24 è Pasqua per cattolici, protestanti e ortodossi, ma anche il giorno in cui gli armeni ricordano i crimini subiti nel 1915. Molti turchi sono con loro. Sono anche giorni di proteste, con i curdi che chiedono uguali diritti per le liste elettorali e gli studenti che pretendono maggiore meritocrazia all’università. I turisti invadono la città: la vecchia Costantinopoli è diventata un paradiso per i giovani e un eldorado per i “rückkehrer”, le migliaia di turchi nati in Germania che tornano e fanno fortuna. Qui ha costruito il suo successo il premier Erdogan, che tra pochi giorni sarà rieletto per un terzo mandato. Ma spinta economica, sviluppo e modernità non bastano: la società turca ha bisogno di riconoscere le proprie diversità, per sentirsi democratica e europea a tutti gli effetti. Un po’ come i tifosi del Besiktas, cafebabel.com ha cercato di valorizzarle.
Zagabria: un idillio balcanico?
Zagabria. Una città dorata, se paragonata a Sarajevo o Podgorica, ma solo in apparenza. Difficile individuare i soliti cliché balcanici, e non è un caso che la Croazia sia in pole position nella strada che porta all’adesione all’Unione Europea, ed sia già in regola con ben 30 dei 35 requisiti necessari. Cafebabel.com porta uno sguardo più critico: è vero che le donne si avvicinano a un modello più ‘occidentale’, e che per la comunità LGBT la vita sembra certamente più facile che a Belgrado; ma spulciando un po’ di più l’idillio balcanico s'indebolisce. Dal mese di febbraio, molto tempo prima del 15-M, i giovani sono scesi in piazza contro la corruzione politica e il cattivo clima economico. E ancora, le tracce della guerra sono ancora visibili su una generazione intera, la sua cultura, le parole e la mentalità. Spazio ai reportage dei giornalisti europei di Orient Express Reporter.
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- In piazza contro il primo ministro: la giovane Zagabria vuole capire la crisi
- Letteratura in Croazia: le strade di oggi e la guerra di ieri
- Gay nella cattolica Croazia: davvero facile?
- Zagabria presenta...le miss Indipendenza!
- La scrittrice Olja Savičević e la 'lost generation' croata
Semplicemente Bosnia: storie di Sarajevo
Uno dei più famosi paesi al mondo, ma anche uno dei più misteriosi. Cafebabal.com ha visitato la capitale bosniaca in un momento storico: 15 anni esatti dalla fine della guerra durata tre anni e mezzo, e dal Trattato di Dayton firmato a Parigi, che ha diviso la Bosnia in due parti, la serbo-bosniaca e la bosniaca-croata. L’Unione Europea ha da poco deciso che i bosniaci delle diverse etnie possono viaggiare senza visto. La Bosnia ha tanta fretta di crescere, come i suoi giovani intraprendenti: dalle registe cinematografiche velate, ai proprietari di cybercafe, passando per le studentesse di scienze politiche che creano atelier d’arte, o le ragazze che lavorano nell’ostello che ci ospita, appassionate di storia europea e felici di ricevere mance in euro. E’ difficile isolare il dinamismo dei giovani da un passato così recente e ingombrante. Le montagne della valle in cui si annida la capitale si ergono alle nostre spalle, per accompagnarci a questa nuova edizione di Orient Express Reporter.
Kosovo, sconsigliato ai deboli di cuore!
Il Kosovo è come un buon caffé concentrato: basta berne un sorso per risvegliare tutti e cinque i sensi. In un breve periodo storico la sua gente ha vissuto il comunismo, l’isolamento etnico, la guerra, l’indipendenza sotto tutela straniera e ora uno status politico che non è chiaro a tutti. La sua élite politica continua a essere sospettata di corruzione e attività criminali; la sua popolazione è la più giovane e disoccupata in Europa; la distanza tra i due gruppi etnici – quello albanese e quello serbo – sembra incolmabile e la tensione è sotto il controllo dei soldati europei. Un cocktail letale? Forse sì, forse no: durante quattro giorni un’equipe di cafebabel.com è stata accolta e accompagnata da giovani artisti, studenti, cineasti, impresari e politici, tutti squisitamente gentili. Siamo andati nei bar più moderni di Pristina, nei luoghi dell’infanzia del primo ministro, fino alla frontiera con la Serbia. Ci hanno aiutato a capire che il Kosovo ha il temperamento di un caffè corretto, sconsigliato ai deboli di cuore.
"A Serbian Film": una doccia di sangue per risvegliare le coscienze
A Belgrado, cultura e creatività artistica sembrano essere minacciate dal bavaglio del conformismo e dalla dittatura del politicamente corretto. E per molti l'ingresso della Serbia nell'Unione Europea potrebbe peggiorare ancora di più la situazione. Ne parliamo con lo sceneggiatore Aleksandar Radivojevic, che con la sua discussa pellicola. A Serbian Film ha costruito per il pubblico serbo la perfetta metafora dell'urlo indignato di un'arte che vuole essere libera e indipendente.
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Serbia: l’Europa del futuro è ostaggio del suo passato?
Dopo Sarajevo e Podgorica, ‘Orient Express Reporter’ ha fatto tappa a Belgrado. Il primo viaggio di cafebabel.com nella capitale serba è stato intriso di storia: nei musei di Belgrado, una giornalista tedesca ha scoperto le gesta dell’eroe nazionale, lo scienziato Nikola Tesla, mentre un canadese ha capito da dove proviene il mito del Kosovo, che ancora fa da ostacolo al processo di adesione all’Unione Europea, proprio nell’anno in cui la Serbia diventerà un candidato ufficiale. Un italiano si è deliberatamente barcamenato tra gli stereotipi nazionali, un’irlandese si chiede infine se la Serbia saprà lasciarsi alle spalle un tragico passato per rifarsi una nuova immagine. Il fotografo, un francese, ha catturato un’atmosfera serena che contrasta con la fama di capitale della movida low cost. Con la nostra edizione speciale speriamo di potervi far capire, un po’ meglio, la più incompresa delle future città europee. (Immagine: (cc) Andrej_Filev/ Flickr)
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- Serbian psycho: giovani senza futuro tra razzismo, omofobia e violenza
- Nikola Tesla, l'eroe che unisce i Balcani
- Esportare la Serbia: l’incubo dei PR!
- La Serbia e l’Europa: racconto di una rinnovata intesa. E di un passato che non passa…
Montenegro: oltre la corruzione, dei giovani ambiziosi
Le speranze di entrare un giorno nell'Unione Europea, le dimissioni del primo ministro, Milo Djukanovic, colpito da una raffica di accuse di corruzione e mafia, i primi fiocchi di neve dopo un lungo autunno, dei rifugiati kosovari che si riparano nelle baracche, dei rom volontari che li aiutano con molteplici attività educative e culturali, dei giovani giornalisti che si chiedono come si possa scegliere questo mestiere nel 104esimo paese in termini di libertà di stampa. C'è tutto questo, negli articoli e e nelle foto dell'Orient Express di cafebabel.com, destinazione Podgorica.
