L'attualità sul soggetto in rss: Populismo
Populismo
L'Europa è unita nella protesta: ecco il suo programma politico
2011 – L’anno della protesta: non solo nel mondo arabo, ma anche in Europa. Ovunque posiamo lo sguardo notiamo pensionati furiosi, studenti arrabbiati, impiegati in sciopero e… belgi nudi! – ma di questo ci occuperemo più avanti.
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“Ci deve essere un limite” disse il Dansk folkeparti e, così, frontiera fu.
A pochi giorni dalle sue celebrazioni, uno dei tasselli dell’integrazione dell’Europa è messo in discussione. Dopo le voci sulla sospensione del trattato di Schengen paventate da Francia e Italia, la Danimarca brucia tutti in partenza e decide di reintrodurre i controlli alle frontiere con Germania e Svezia. Uno sguardo sull’euroscetticismo danese…
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Schuman si rivolta nella tomba: cinque ragioni per (non) festeggiare l'Europa
Robert Schuman, promotore della dichiarazione che diede il via alla creazione dell’Unione Europea il 9 maggio del 1950, si sta rivoltando nella tomba. Malgrado le pompose cerimonie istituzionali e le solite parole di circostanza, l’Europa vive un periodo nero ed è molto difficile trovare qualche motivo per celebrare il suo compleanno.
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Vittoria elettorale dei paurosi: svolta a destra in Svezia
Domenica scorsa la coalizione di centrodestra del premier uscente Fredrik Reinfeldt ha vinto con uno scarso 50% le elezioni politiche in Svezia. La destra populista “Democratici Svedesi” entra in Parlamento con il 5,7% dei voti. Il successo della destra nasce dall’assente dibattito sull’integrazione e, secondo la stampa, potrebbe paralizzare politicamente il Paese.
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Integrazione, intolleranza e luoghi di culto: i musulmani in Polonia
La presenza dei musulmani in Polonia data alcuni secoli; infatti iniziò con l’insediamento dei Tatari nelle regioni orientali della Repubblica dei Due Popoli. Ultimamente, la comunità musulmana che vive da anni in terra polacca ha fatto parlare di sé, a causa dei finanziamenti che riceve da uno sponsor saudita per costruire una moschea nel quartiere Ochota a Varsavia. Ma questo non sembra piacere a tutti.
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Greci e tedeschi, crisi a Berlino: un muro di differenze
Porto d’approdo per gli immigrati negli anni ’50, Berlino ha aperto le porte a numerose famiglie greche i cui figli oggi siedono oggi negli stessi banchi universitari dei giovani tedeschi. Nel momento in cui i giornali teutonici etichettano i greci come “poveri” e “nullafacenti”, colpevoli di non pagare i disastri causati dalla crisi ellenica, come va avanti la vita di un greco a Berlino? Incontro con i nuovi “capri espiatori” d’Europa.
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Belgio: scenari post-elettorali
Separatismo, indipendentismo, federalismo: questi gli -ismi attribuiti a Bart de Wever. La vittoria del leader della Nuova Alleanza fiamminga (N- VA) alle elezioni del 13 giugno 2010 ha segnato la fine dell'unità belga? Niente di più falso. Vincent Laborderie, ricercatore presso l'Università Cattolica di Lovanio (UCL), getta acqua sul fuoco degli allarmisti e traccia il profilo del Belgio post-crisi.
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Polacchi e lituani a Vilnius: né con te né senza di te
Vilnius, capitale della Lituania, uno dei paesi dell'Ue più colpiti dalla crisi: due comunità, una lituana e l'altra polacca, sostengono di essere a casa. Aggiungete il sospetto di tagli di bilancio e di riforme di austerità economica, ed il miscuglio è pronto per esplodere!
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Belgio: l'ascesa del partito nazionalista fiammingo N-VA
13 giugno 2010: sono passati poco meno di vent'anni dall'ultima volta che il Belgio si è recato alle urne per le elezioni anticipate. I belgi hanno votato sei volte negli ultimi sette anni: surrealismo? Forse. Gli ultimi anni somigliano ad una campagna elettorale infinita, durante la quale nessun partito ha fatto la più piccola concessione.
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Paesi Bassi: alla disperata ricerca della stabilità politica
Il Partito del Popolo per la Libertà (VVD, destra liberale), ha vinto le elezioni legislative olandesi del 9 Giugno 2010. Ma con 31 seggi su 150, è subito tallonato dal Partito Laburista (PvdA) con 30 seggi, e dal Partito per la Libertà (PVV), del populista Geert Wilders, con 24 seggi. Secondo la stampa europea, è difficile prevedere se Mark Rutte, leader del VVD, sarà in grado di formare un governo più stabile rispetto a quello del suo predecessore, il democristiano Jan Peter Balkenende.
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Minoranza ungherese in Slovacchia: piccoli dispetti tra nemici
Il presidente del partito conservatore Fidesz, Viktor Orbán, nuovo Primo Ministro ungherese, sabato 29 maggio 2010 ha annunciato una nuova era di “unità nazionale”. Con questa dichiarazione, congiunta all’annuncio di una legge che propone la nazionalità ungherese alle minoranze magiare all’estero, l’Ungheria intraprende una nuova strada: quella del nazionalismo ostile. Per la felicità dei populisti slovacchi.
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Estrema destra in Austria: una risposta alla mancanza di alternative?
Durante le elezioni che si sono svolte alla fine di aprile in Austria, la coalizione di estrema destra ha perso terreno rispetto alle legislative del 2008, passando dal 30 al 15% dei suffragi. Nonostante ciò, secondo molti questa percentuale è ancora troppo alta.
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Elezioni in Ungheria: schiacciante vittoria della destra
Domenica, il partito conservatore di destra, l'Alleanza dei giovani democratici (Fidesz) ha vinto le elezioni legislative, con il 52,7%, contro il magro 19,3% dei socialisti, fin’ora al potere. Il partito di estrema destra Jobbik è entrato per la prima volta in Parlamento con il 16,7% dei voti. Secondo alcuni commentatori questa vittoria della destra sarebbe un segno di rinnovamento per l'Ungheria. Altri, invece, temono un doloroso risveglio.
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Clima di tensione a Budapest: Rom e società civile contro la destra radicale
Tra poche settimane l’Ungheria passerà nelle mani della destra. Anzi, dell’estrema destra. Nel Paese esiste solo un’esigua manciata di attivisti pronta a remare contro la sempre più forte ondata nazionalista. Ma gli stessi attivisti o vanno alla deriva, disperdendosi, o hanno già perduto la loro fede politica.
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Politicamente scorretta: la destra radicale in Europa
Li chiamano "realtà non conformi", populisti o estremisti : sono i movimenti della destra radicale europea, dei gruppi che negli ultimi anni sono riusciti ad attirare sempre più consensi. La loro ideologia è un misto di nazionalismo, paura del diverso e fobia dell’islam, il loro punto forte la comunicazione. Con un restyling dell’immagine la destra populista è infatti riuscita a nascondere la sua faccia più “cattiva”, mostrando il lato “gentile” e rendendo il suo discorso più accettabile. Ma, secondo gli esperti, i loro metodi restano invariati, caratterizzati dalla violenza. Uno sguardo alla galassia della destra radicale europea, ispirata da poeti e da prodi condottieri in divisa, e votata tenacemente all’azione.
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- Destra populista all’occidentale: identitaria, antisistema e islamofobica
- Casa Pound Italia: piccoli neofascisti crescono
- Blocco Identitario: la nuova destra populista francese
- Il nazista gentile: la nuova faccia dell'estremismo di destra tedesco
- L’ideologia nazionalista in Ungheria: «un enorme potenziale di violenza»
Il successo di Geert Wilders preoccupa l'Europa
Il PVV, partito populista di estrema destra, riporta un ottimo risultato alle elezioni municipali in Olanda. Guidati dal patinato Geert Wilders, i populisti dei Paesi Bassi preoccupano l'Europa per i loro propositi anti-immigrazione. Ma cosa ne pensa la stampa europea?
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La Slovenia svolta a destra
Il complicato teatrino politico sloveno ha partorito dei nuovi attori. Alle elezioni parlamentari di inizio ottobre, populismo e conflitti di frontiera hanno portato al potere l’opposizione.
