L'attualità sul soggetto in rss: Muro di Berlino
Muro di Berlino
Greci e tedeschi, crisi a Berlino: un muro di differenze
Porto d’approdo per gli immigrati negli anni ’50, Berlino ha aperto le porte a numerose famiglie greche i cui figli oggi siedono oggi negli stessi banchi universitari dei giovani tedeschi. Nel momento in cui i giornali teutonici etichettano i greci come “poveri” e “nullafacenti”, colpevoli di non pagare i disastri causati dalla crisi ellenica, come va avanti la vita di un greco a Berlino? Incontro con i nuovi “capri espiatori” d’Europa.
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Berlino: «essere poveri non è cool, ma è ok»
Denaro e crisi non sembrano essere tra le priorità dei berlinesi, che in questo modo possono concentrarsi su altre cose, come l’arte. «Essere poveri non è cool, ma è ok»: è questa l’idea comune. Sembra molto promettente per chi viene dalla Bulgaria, ufficialmente il paese più povero dell’Ue, dove la mancanza di denaro, lungi dal glamour a buon mercato, non è di certo una virtù.
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Berlino, ritorno al presente: tre scrittori, tre storie, una città
«Seducente, grigia, tignosa, malandata, e tuttavia vibrante di vitalità nervosa, scintillante, fosforescente, animata, piena di tensione e di promesse». Così Klaus Mann descriveva Berlino nel 1923. Che la sua appassionata descrizione sia ancora attuale? Ho deciso di scoprirlo guardando la città attraverso gli occhi e i racconti di tre scrittori, tre forestieri che a Berlino ci sono capitati per scelta o per caso. Un punto d’osservazione privilegiato per cercare di decriptare un complesso mosaico di cliché.
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Sessant'anni di Berlinale tra guerra fredda e avanguardia
A Berlino, nel corso della propria storia, il festival internazionale del film è stato il terreno di manovre politiche. Fondata dagli alleati a Berlino Ovest per renderla una vetrina del mondo “libero” e fare marameo ai dittatori comunisti, nel corso degli anni la Berlinale è diventata un appuntamento imperdibile del cinema mondiale.
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«È l'Est che ha fatto l'Europa, lì si respira futuro»
Un giovane giornalista italiano fa un viaggio lungo il vecchio crinale delle due Europe: Germania, Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia. Si è infilato tra le pieghe dell'est, di quell'Europa ex-comunista, per dare un senso a questa in cui vive.
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I bloggers d'Europa raccontano i loro muri
Lunedì 9 novembre: il giorno della caduta del muro di Berlino. Per riflettere su questo evento, che per l’eurogeneration è un’icona della storia moderna, i citizen journalist, i “cittadini giornalisti” che compongono cinque squadre locali di Cafebabel.com (Sofia, Budapest, Torino, Strasburgo and Instanbul) hanno dedicato, simultaneamente, un post nei loro blog per dare spazio ai muri che ancora vedono nelle loro città.
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9 novembre 1989, Berlino. E il muro cadde
Era il 9 novembre 1989. Alle ore 18.57 i tedeschi seppero direttamente dalla voce di Günter Schabowski, il portavoce del partito comunista della Rda, la Repubblica democratica tedesca, che da quel momento i cittadini della Germania dell'est erano autorizzati a viaggiare liberamente. Poche ore dopo migliaia di persone si stavano abbracciando e stavano scavalcando e pacificamente abbattendo quel muro che li aveva divisi per 28 anni. Per il ventesimo anniversario della caduta del muro di Berlino, l'Europa festeggia entusiasta quel fatidico giorno in cui non si cambiò solo il destino di una nazione, ma quello di un intero continente. Oggi noi, figli dell'Europa unita, abbiamo fatto nostro il diritto di attraversare le frontiere senza passaporto: ma ci rendiamo conto di che fortuna abbiamo?
- Leggi lo speciale 9 novembre 1989, Berlino. E il muro cadde
- A Parigi per abbattere il muro. Vent'anni dopo
- «Viziata generazione Erasmus, non chiuderti in te stessa»
- Essere donna (dell’Est) oggi: i nuovi volti femminili dell’Europa
- La Repubblica Ceca, internet e il comunismo
- Tutti i 9 novembre che hanno fatto la Germania
- Berlino non è la Germania
Spalle al muro
Nel 1989 sono caduti 140 km di muro. A voi decine d’espressioni europee per emozionarsi.
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Turismo culturale nella Berlino trendy: tutti pazzi per la Kiezkultur
Non solo le classiche attrazioni della città, i turisti di oggi cercano di conquistare anche luoghi e mezzi di trasporto finora conosciuti solo dai berlinesi. E vanno pazzi per la cultura popolare
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Un’infanzia nella Repubblica Democratica Tedesca: benedizione o maledizione?
In Germania occidentale si ritiene generalmente che un’infanzia nella Repubblica Democratica Tedesca debba essere stata piuttosto problematica. Certo è che là, i bambini, avevano meno giochi e non andavano così spesso in vacanza. Se questo ha portato ad un’infanzia triste, però, è da vedere.
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Vilnius: i figli della nostalgia sovietica
Vent’anni dopo la dissoluzione dell’Urss anche la Lituania vive un’ondata di nostalgia. La generazione giovane, e stanca della storia, guarda agli anni di un’infanzia per niente “spensierata” sotto il regime sovietico.
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L’Europa a Varsavia: Berlusconi, Walesa e i Venti anni del Muro
Alla fine dell’aprile 2009, per due giorni, la capitale polacca diventa il “centro d’Europa” con il congresso dei Partiti Popolari europei. Il tempo passato positivamente con colleghi inglesi, spagnoli e polacchi permette di capire cosa hanno significato gli ultimi 20 anni con il superamento del divario tra l’Est e l’Ovest. Opinione
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Alison Smale: «I giornali continentali esibiscono la loro tendenza politica»
Incontro con la direttrice della redazione dell’International Herald Tribune, nella sede centrale di Parigi . Considerata da molti come la più potente giornalista inglese non residente a Londra, Alison Smale ci svela le sue opinioni sulla stampa europea e sull’entrata dei paesi dell’Est nell’Ue.
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Generazioni del muro
Il 9 novembre 1989 cadeva il muro di Berlino, dando il via al passaggio più o meno democratico dei Paesi dell’ex Patto di Varsavia. Nel 2009 molti di questi Paesi sono nell’Ue, anche se la precaria unità raggiunta tra Oriente e Occidente è stata messa a dura prova dalla crisi economica. Chi è nato dopo la caduta dei muri, chi è scappato con la caduta dei muri e chi, dal muro, è stato diviso. Generazioni a confronto. Mentre Solidarnosc manifesta ancora.
