L'attualità sul soggetto in rss: Libertà d'espressione
Libertà d'espressione
L'Ungheria al tempo di Viktor Orban e l'allarme dei media stranieri
Ci ricordiamo i servizi della stampa internazionale sulle sommosse delle banlieues francesi nel 2005: l'elemento spettacolare aveva preso il sopravvento sull'informazione. E che dire dell'esaltazione dei media internazionali quando è entrata in vigore la Costituzione ungherese il primo gennaio, che descrivono il regime di Viktor Orban come " fascista" e evocano addirittura l'esclusione dell'Ungheria dall'Unione? Per alcuni ungheresi queste affermazioni manifestano un eccesso caricaturale o una incomprensione della storia del loro paese. Per altri, la stampa internazionale, nonostante le sue esagerazioni, ha colpito nel segno.
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Ahmed el-Senussi: Principe libico ed eroe dei diritti umani
Attuale membro del Consiglio Nazionale di Transizione libico, il principe è rimasto in segregazione cellulare durante tutta la prigionia, non parlando mai ad anima viva per nove anni. Lo abbiamo incontrato a Strasburgo, dove l’ex detenuto politico era fra i cinque arabi ad ricevere o il premio Sacharov 2011 per la libertà di pensiero.
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Voina: "Un'unica via per l'opposizione nella Russia di oggi, la guerra"
Se quasi 100.000 persone hanno partecipato alle proteste anti-governo del 10 dicembre in Russia, lo si deve anche alla "banda di artisti di strada" formatasi nel 2005. Voina guida le proteste e si fa beffa del Cremlino da ben prima che il popolo moscovita sospettasse il governo di frode alle elezioni del 4 dicembre. Nella seconda parte di un’intervista esclusiva, il collettivo racconta il proprio ruolo in questa Russia che inizia a ribellarsi.
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Chi ha paura del Twitter cattivo? Alla scoperta dell'uccellino magico
Termometro della Rete, motore delle rivoluzioni sociali e politiche, cassa di risonanza per le aziende e i privati, vetrina per diffondere conoscenze e mobilitare la società, olio per le democrazie arrugginite, acido corrosivo per i regimi dittatoriali, ricettacolo di video e fotografie, catena di solidarietà per le vittime delle catastrofi e piattaforma di scambio di informazioni. Twitter: la nuova opinione pubblica?
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Turchia: 138 nomi di dominio internet proibiti. E nell'Ue?
Classificata come “parzialmente libera” secondo l’indice della libertà di stampa di Journalistes sans frontières Giornalisti senza Frontiere, la Turchia è il paese europeo con il più alto numero di nomi di dominio internet vietati. La lista nera del comitato direttivo turco delle telecomunicazioni sulle parole messe al bando (c'è anche anche bildaz, cognata!) è stata inviata alle società di hosting il 28 Aprile. In Europa ci sono casi simili meno divertenti.
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Quando fare satira ti costa il posto: il caso Stéphane Guillon
Se si chiude la bocca a certi, altri parleranno per loro. È quello che è successo il 1 luglio scorso davanti all’edificio di Radio France a Parigi, dove gli ascoltatori e i lavoratori dell’emittente France Inter, esasperati, hanno manifestato contro il licenziamento dei comici Stéphane Guillon et Didier Porte. I due autori satirici si sono mostrati eccezionalmente taciturni quel giorno, quasi come se un immaginario nastro adesivo impedisse loro di parlare. A noi italiani, reduci dall'editto bulgaro, non fa effetto più di tanto... e ai francesi?
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Truffe, crimini e giornalismo
La corruzione politica in Europa è (ri)diventata il tormentone dell’estate. Di fronte alle rivelazioni divulgate dalla stampa, i governi della “vecchia Europa”, castigano, o meglio, imbavagliano uno spazio mediatico quando ne temono l'intraprendenza. Comunque, non c’è un’unica tendenza. Se in Gran Bretagna, Germania e Polonia, infatti, le inchieste mediatiche spingono i governi a dimettersi, in Francia e in Italia, l’informazione è praticamente sterile.
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Romania: blogger contro media tradizionali
Tra potenti imprenditori, celebrità, nuovi “storici” e giornalisti web, in Romania il popolo dei blogger cresce a vista d’occhio. Accolto con entusiasmo dal Presidente, non riscuote lo stesso successo tra il pubblico degli altri mezzi di comunicazione. Il paese si posiziona al 50° posto nella classifica europea sulla libertà di stampa, ed è uno dei tre membri dell’Ue con i mass media “parzialmente liberi”, assieme a Italia e Bulgaria.
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Louis-George Tin: capire l’omofobia per combatterla
Dal 2005, il 17 maggio rappresenta la giornata della lotta all’omofobia e alla trans-fobia. Il riconoscimento internazionale di questa giornata è dovuto in gran parte al lavoro essenziale del comitato IDAHO (International Day Against Homophobia), e al suo fondatore e presidente, Louis-Georges Tin. Ritratto di un ricercatore e militante controcorrente, fermamente convinto che la decostruzione dei pregiudizi sul genere è la miglior arma contro l’omofobia e la trans-fobia.
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Aris Nalci, giornalista armeno in Turchia: «La paura è sempre accanto a me»
Quando i conflitti etnici uccidono la libertà di stampa: dialogo con Aris Nalci, uno dei successori di Hrant Dink - caporedattore del settimanale Agos - assassinato nel 2007 a Istanbul.
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In Europa la corruzione lede la libertà di stampa
«Liberi», «parzialmente liberi», «non liberi». E' così che l'ONG americana Freedom House classifica gli Stati sulla base del loro rispetto per la libertà di stampa. Nel 2010, possiamo dividere l'Europa in altrettante categorie: l'Europa occidentale, l'esempio modello, seguita dall'Europa centrale; l'Europa orientale invece rappresenta il cancro della libertà di stampa. Ma attenzione gente, perché la tendenza sta per invertirsi.
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Tre giornalisti croati per ricordare la Giornata Mondiale per la Libertà di Stampa
Lo scorso 26 aprile lo stimato giornalista sportivo Zarko Susic è mancato, per cause naturali, all’età di 95 anni ed è stato quasi uno shock che la sua morte non sia stata sospetta. L’associazione di controllo Freedom House, con sede negli Stati Uniti, colloca la Croazia all’85° posto nel mondo per la mancanza di libertà di stampa.
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Libertà di stampa: tempi duri per il giornalismo europeo
La libertà d’espressione in Europa è realmente a rischio? Sono in tanti oggi a chiederselo, ma nessuno sembra in grado di dare una risposta a quest’angosciante questione. Intanto Reporters Senza Frontiere continua a stilare classifiche annuali della libertà di stampa che vedono molti paesi europei perdere posizioni su posizioni, e la crisi mette in ginocchio il settore: sono migliaia i giornalisti che ogni anno perdono il posto. Se l’informazione libera è la vera sostanza di una democrazia, allora le nostre democrazie non sembrano essere così in forma oggi. Viaggio in un mondo di free lance e precari, in cui le intromissioni politiche sono spesso all’ordine del giorno.
Shirin Ebadi: «Tutti i giovani iraniani sono dei potenziali giornalisti»
In visita in Spagna a metà gennaio, l’avvocato iraniano Shirin Ebadi, premio Nobel per la Pace nel 2003, si trova a dialogare con i suoi confratelli madrileni. Un’occasione per sentirla parlare dei movimenti sociali del suo paese.
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Arte slovena: Eclipse, colpevoli di blasfemia
L’arte anonima collettiva usa di tutto, da teste di maiali ad armi della guerra mondiale, per trasmettere un messaggio di critica sociale. Dopo dieci anni insieme, il duo femminile di Lubiana ha appena finito il suo ultimo lavoro per una nuova mostra: “10 – Siamo colpevoli di blasfemia”. Discutiamo con loro di nudi erotici, di arte kitsch e dell’essere interrogate dalla polizia per aver offeso la chiesa cattolica.
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Alison Smale: «I giornali continentali esibiscono la loro tendenza politica»
Incontro con la direttrice della redazione dell’International Herald Tribune, nella sede centrale di Parigi . Considerata da molti come la più potente giornalista inglese non residente a Londra, Alison Smale ci svela le sue opinioni sulla stampa europea e sull’entrata dei paesi dell’Est nell’Ue.
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Il giornalismo in crisi: un problema europeo
La penna democratica svanisce. Nascosta dietro gli angoli del precariato e timorosa della propria vocazione, stenta a testimoniare contro i suoi mecenati, le grandi agenzie di comunicazione e di fronte ad un'opinione pubblica il cui diritto all'informazione si vede sminuito dall'attuale crisi economica.
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Parlorama.eu, il sito che denuncia gli europarlamentari, riaprirà dopo la censura
Dopo qualche giorno di chiusura in seguito alle pressioni da parte della politica, il sito Internet che ha valutato tutti gli eurodeputati in funzione della loro presenza alle sessioni parlamentari e a lavoro delle commissioni, tornerà on line il 4 o il 5 maggio, con in più una versione spagnola, inglese e italiana.
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Marco Travaglio: «Non sarà il Parlamento europeo a mettere in difficoltà Berlusconi»
«Cavaliere, dove ha preso i soldi?» è questa la domanda – che non ha mai trovato risposta – rivolta a Silvio Berlusconi, nel 2001, da Marco Travaglio ne L’odore dei soldi (scritto con Elio Vetri, Editori Riuniti). A una settimana dalle elezioni europee gli abbiamo rivolto tre domande.
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Parlorama.eu canta vittoria
Prima delle elezioni si saprà quali sono i deputati che lavorano di meno.
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