L'attualità sul soggetto in rss: Ungheria
Ungheria
Vivere a Budapest, istruzioni per l'uso
Sono quasi tre anni che gravito intorno all’Ungheria: come giornalista corrispondente vi trascorro diversi mesi all’anno. Sono stato assente dal Paese negli ultimi sei mesi, e ho seguito i recenti sviluppi dell’Ungheria a distanza, su internet e attraverso le informazioni, a volte distorte, dei media occidentali. Oggi vi faccio sapere quello che è (veramente) cambiato.
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L'attivista ungherese András Istvánffy e la cultura della contestazione permanente
Il movimento 4K! (conosciuto anche come IV repubblica!) sta cercando di rivendicare, mediante flash mob e altre dimostrazioni, gli spazi pubblici e i luoghi di ritrovo che sono stati chiusi dal governo ungherese. Incontriamo András Istvánffy, il coordinatore del movimento.
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L'Ungheria al tempo di Viktor Orban e l'allarme dei media stranieri
Ci ricordiamo i servizi della stampa internazionale sulle sommosse delle banlieues francesi nel 2005: l'elemento spettacolare aveva preso il sopravvento sull'informazione. E che dire dell'esaltazione dei media internazionali quando è entrata in vigore la Costituzione ungherese il primo gennaio, che descrivono il regime di Viktor Orban come " fascista" e evocano addirittura l'esclusione dell'Ungheria dall'Unione? Per alcuni ungheresi queste affermazioni manifestano un eccesso caricaturale o una incomprensione della storia del loro paese. Per altri, la stampa internazionale, nonostante le sue esagerazioni, ha colpito nel segno.
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Nikola Djukic: "Tutti i bosniaci si sentono europei"
Degli otto Paesi in attesa di entrare a far parte dell'Unione Europea, cinque sono dell’ex Jugoslavia. Dopo l'ingresso della Croazia, nel 2013, saranno Macedonia, Montenegro e Serbia i principali candidati per l'Unione. Le incertezze maggiori riguardano la Bosnia-Erzegovina. Nikola Djukic, ambasciatore bosniaco in Ungheria, racconta gli sforzi del suo popolo per entrare nell'Unione.
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La tattica del salame e l'arte del “wulffare”
Cosa verrà dopo la tattica del salame, signor Presidente? Alcune idee europee per il capo di stato tedesco Christian Wulff, affinché possa tirarsi fuori dallo scandalo corruzione.
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Venti contrari nell'Europa dell'Est
Mentre la stampa internazionale parla di una “Nuova Europa” e le agenzie di rating registrano un trend economico in rialzo nell’Europa dell’Est, in Ungheria il vento soffia in direzione contraria. L’avanzata nazionalistica non solo mina le basi di democrazia, pluralismo e libertà di un intero popolo, ma ha anche effetti devastanti sull'economia.
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Westwind: Robert Thalheim e i venti contrari del cinema tedesco
Westwind, il terzo lungometraggio del regista Robert Thalheim, ha inaugurato, il 19 Novembre scorso, il festival del film tedesco al cinema Arlequin di Parigi. Nato a Berlino Ovest nel 1974, Robert Thalheim affronta la storia della Germania divisa, rifuggendo dai cliché per concentrarsi sull’importanza delle relazioni interpersonali.
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"Our school": segregazione dei rom nelle scuole finanziate dall'Ue
I registi e produttori Mona Nicoară e Miruna Coca-Cozma hanno seguito tre ragazzi rom in un piccolo villaggio rumeno per quattro anni. Doveva essere un film su una storia di integrazione a lieto fine: è diventato il racconto di una realtà di segregazione etnica. Intervista.
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Budapest contro i mendicanti e i rifiuti ingombranti
Nel 2010 , con l’insediamento della nuova maggioranza conservatrice in Comune, si è avviato nella capitale ungherese un nuovo inedito piano di lotta contro gli aspetti della povertà che risultano più visibili lungo le strade di Budapest. Dopo l’esplicito divieto di mendicare nei luoghi pubblici, il Comune si scaglia contro la gestione "sociale" della raccolta dei rifiuti ingombranti , un’antica tradizione cittadina, che permetteva ai senzatetto di recuperare mobili e oggetti.
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La cantante ungherese Erzsi Kiss: canto parole inventate piene di senso
Chi non ha mai cantato storpiando le parole? Quante volte una parola inventata ci è sembrata molto più adatta alla musica di una parola vera? Erzsi Zene, vocalist del gruppo ungherese Egy Kiss Erzsi Zene, ha fatto una scelta radicale. Ha creato lei stessa una lingua apposta per i suoi brani: il "kiss erzi". "Parole inventate -spiega-, ma piene di senso".
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Nuova Costituzione ungherese: non democratica o semplicemente debole?
L'estrema destra ungherese ha preso di mira la Costituzione nazionale, presunta responsabile dell'inefficacia dei governi che si sono succeduti negli ultimi vent'anni. Ma il nuovo testo che entrerà in vigore a gennaio non cambia le carte in tavola. La spiegazione di Béla Pokol, politologo e membro della Corte costituzionale.
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La Rock band Turbo: "la mancanza di gusti è un'incurabile malattia ungherese"
Sulla scena rock progressive-psichedelica, i Turbo sono il numero uno in Ungheria. Il bassista Jero e il cantante Balázs Tanka si raccontano, passando in rassegna i classici e l'evoluzione della musica contemporanea.
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Squadriglie anti-rom in Ungheria: il caso Gyöngyöspata
In Ungheria, le tensioni tra l'estrema destra e la comunità rom si riassumono negli eventi di Gyöngyöspata, un piccolo villaggio di 2.500 abitanti. Dal mese di marzo, vengono a sfilare milizie paramilitari, che hanno scelto il paese in seguito alle tensioni tra rom e abitanti. Poi Oszkár Juhász, membro del partito di destra Jobbik, è stato eletto sindaco.
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Chips-tax, l'Ungheria tassa le patatine!
Addio alle patatine! Con una tassa sanitaria l'Ungheria è decisa a ridurre le malsane abitudini alimentari dei suoi abitanti.
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I Gravity Co: “Scappiamo dalle luci tradizionali della ribalta bulgara”
In Bulgaria si sono accaparrati praticamente tutti i premi, compreso quello di MTV come “Band del decennio” nel 2008, per aver abilmente rinvigorito la musica progressive in un paese post-socialista. I quattro rocker di Sofia spiccano nel panorama musicale bulgaro come alieni color liquirizia; e un quarto album è stato promesso per il 2011. Intervista.
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Essere donne e Rom in Europa centro-orientale
In Ungheria, i rom sono fuggiti da Gyöngyöspata spaventati dalla violenza delle milizie di estrema destra. Ed è proprio nella capitale ungherese che la Lobby Europea delle Donne ha organizzato una conferenza sulle donne Rom in Europa centro-orientale. L'Obiettivo è richiamare l'attenzione di coloro che siedono nella stanza dei bottoni in Europa sulla doppia discriminazione subita dalle donne rom. Intervista con Brigitte Triems, presidentessa della Lobby.
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Legge ungherese sui media: la Francia non può dare lezioni.
Giornalista per il sito Rue89, Augustin Scalbert è stato incriminato l’11 giugno 2010, dalla giustizia francese, per aver pubblicato un video riservato su Nicolas Sarkozy. Attualmente, rischia 5 anni di carcere e 375.000 euro di multa. Quando l'ho intervistato a Parigi, aveva appena ricevuto un'e-mail dal giornalista Guillame Dasquié, protagonista di una vicenda che ha fatto scalpore oltralpe. Due storie e due nazioni a confronto: la Francia e l'Ungheria.
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Budapest: abbastanza matura per essere "green"?
1 gennaio 2011: la presidenza dell'Ue tocca all'Ungheria. Sulla sua politica nei confronti dei media siamo già al corrente. Ma quale sarà l'influenza del governo ungherese sulla politica ambientale europea? È per questo che siamo andati a curiosare tra i giovani attivisti ungheresi, i ciclisti eco-responsabili e gli architetti sostenibili. Ma in Ungheria non sono solo i tetti a diventare verdi, ma anche il consumismo. Dopo il fango rosso dello scorso ottobre 2010, la peggior catastrofe ecologica d'Europa dai tempi di Cernobyl, l'Ungheria sarà sommersa da un'onda di "verde" entusiasmo? I giornalisti di cafebabel.com sono andati a verificare per voi in occasione del primo capitolo della serie di reportage Green Europe on the ground.
L'Europa e la libertà di stampa: l'Ungheria non è un caso isolato
Il 21 dicembre l’Ungheria ha approvato la “legge sui media”, entrata in vigore l'1 gennaio 2011. L’Europa s'indigna per le conseguenze sulla libertà di espressione di stampa e dei blogger, ma non si tratta di un caso isolato: questa legge non è altro che considerato che il contesto di questa legge non è altro che un’ulteriore segno di un’allarmante tendenza europea.
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