L'attualità sul soggetto in rss: Politica
Politica
Le dimissioni di Wulff accendono il dibattito sulla corruzione dei politici
Regali costosi, condizioni favorevoli – i tedeschi non hanno perdonato a Christian Wulff i suoi piccoli traffici. Altri paesi sono più indulgenti con i loro governanti. Ma per quanto ancora?
politica, corruzione, potere, germania, media, nicolas sarkozy, christian wulff
Le reazioni tedesche dopo la storica sentenza della Corte internazionale di giustizia
Il più importante organo giudiziario delle Nazioni Unite, la Corte Internazionale di Giustizia, il 3 febbraio ha deliberato che la Germania non può essere perseguita da altri Stati per i crimini commessi durante la Seconda guerra mondiale. La sentenza arriva dopo che la Corte di Cassazione italiana aveva condannato la Germania, in due diverse sentenze del 2004 e 2008, a risarcire Luigi Ferrini, deportato, e i parenti delle vittime del massacro Civitella, non riconoscendo quindi l’immunità per i crimini di guerra prevista dal diritto internazionale.
Dopo la primavera araba, delusi dall'inverno islamico?
Dopo il romanticismo della Primavera Araba, qualcuno è rimasto congelato dall'inverno islamico. L'euforia rivoluzionaria ha ceduto il campo a duri e complessi processi di transizione nei quali gli islamici sono stati aiutati a prendere il potere nel Nordafrica. Anche voi siete rimasti delusi dopo la Primavera Araba?
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La parabola della Grecia non è uguale a quella del Vangelo
Il destino gioca spesso brutti scherzi. Il 12 febbraio 2012, quarta domenica di Quaresima, detta anche "Domenica del figliol prodigo", il parlamento greco si è riunito per discutere il nuovo programma d'austerità nel tentativo di salvare l'economia ellenica dal collasso. Molteplici le richieste dell'Ue, della Bce e del Fmi per sbloccare i fondi in favore del Paese: salari minimi ridotti del 20%, tagli alle pensioni e alle spese farmaceutiche; ma la Grecia dice "no" al taglio delle pensioni integrative.
Caro Putin, ti lascio una canzone
Le "Pussy Riot" femministe punk, gli ex-parà e gli spiritosi ucraini criticano l’attuale primo ministro Vladimir Putin per mezzo dei loro microfoni, mentre un più amichevole cantante tajiko e un duo femminile in eurovisione canticchiano in sua lode. Date un’occhiata al meglio dei video pro e contro il futuro presidente russo.
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L'Ungheria al tempo di Viktor Orban
“L’Ungheria è stregata dal fascino di Viktor Orban, come se fosse il pifferaio magico della storia di Hamelin”, ha confessato il nobel ungherese Imre Kertész in un’intervista rilasciata al quotidiano Le Monde. Le note incantate del populismo sono dirette verso i traditori esterni: gli Stati Uniti, l’Europa, l’Fmi, sullo stesso piano di Roma e degli ebrei. “Orbanistan” è il nuovo nome della repubblica ungherese, coniato dai media internazionali. Il “bad boy” d’Europa, Orban, il cui partito controlla i due terzi del Parlamento e ha appena approvato una nuova costituzione e un’impopolare legge sui media, è criticato da tutte le organizzazioni per i diritti umani. Intanto vengono chiusi i luoghi alternativi, gli estremisti di destra diventano direttori di teatro e la televisione pubblica è censurata. I media internazionali suonano l’allarme, ma l’Unione Europea, aldilà dei ricatti finanziari, non interviene contro la repressione. I giovani ungheresi, cresciuti lontano dalla politica, ora si scoprono contestatori, e lottano per poter scendere in piazza il 15 marzo, per la festa nazionale.
- Leggi lo speciale L'Ungheria al tempo di Viktor Orban
- L'Ungheria al tempo di Viktor Orban e l'allarme dei media stranieri
- Il direttore di teatro messo a tacere dalla politica
- Il partito di governo blocca le manifestazioni del 15 marzo
- L'attivista ungherese András Istvánffy e la cultura della contestazione permanente
- Vivere a Budapest, istruzioni per l'uso
Frédérique Ries, giornalista, eurodeputata e pasionaria della politica
Dopo 15 anni di giornalismo, la deputata Frédérique Ries, 52 anni, ha deciso di fare carriera al Parlamento europeo. E dopo 10 anni, è ancora là. Ritratto del percorso verso la politica, non senza ostacoli, di una pasionaria.
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"Ascoltando Garzon", mentre il più famoso giudice spagnolo è sotto accusa
"Ascoltando Garzon" è un'intervista-documentario di 87 minuti, realizzata nel 2010, su uno dei più famosi giudici spagnoli, eroe dei diritti umani. Oltre un anno dopo l'uscita del documentario, Baltazar Garzón Real viene processato, davanti alla Corte Suprema del suo paese, con l'accusa di prevaricazione.
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Regali di compleanno per il trattato di Maastricht
Il trattato di Maastricht è stato firmato il 7 febbraio 1992 ed entrato in vigore nel novembre 1993, quando la maggior parte dei redattori di cafebabel non aveva neppure la licenza elementare. Il trattato ha sancito la nascita della moderna Unione Europea, prima denominata "Comunità economica europea", e l'adozione dell'Euro come moneta unica, entrata in circolazione a partire dal 1999.
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La Germania e l'Europa, tra ottimismo e paura
I toni contro l’inerzia della cancelliera Merkel nei confronti della crisi dell’euro e contro un’Europa troppo filo-tedesca si fanno sempre più accesi. Ma come si può fare a meno della Germania, in questo momento di crisi? E qual è il ruolo riservato ai tedeschi? Confronto a tutto campo tra i mezzi d'informazione europei.
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La Cia fa scalo in Groenlandia
Cosa trasportavano gli aerei Cia che hanno sorvolato illegalmente la Groenlandia dal 2001? È ciò che ha domandato il governo autonomo della Groenlandia alle autorità danesi. Senza ottenere risposta..
Chi scommette sulla corsa al Cremlino?
Le elezioni presidenziali in Russia del 4 marzo sono vicine. Dopo le dimostrazioni di dicembre, seguite ai brogli nelle elezioni parlamentari, il sempiterno Vladimir Putin è ora solo il primo fra i tanti candidati. Chi sarà il prossimo sfidante?
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Alla ricerca di una primavera marocchina
In Marocco le manifestazioni continuano. Ecco alcuni incontri con i giovani contestatori coinvolti nel movimento del 20 febbraio 2011 per capire meglio le loro motivazioni nel 2012.
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Giovane della Transnistria, chi sei?
Come si vive in un Paese non riconosciuto quale la Transnistria, regione secessionista della Moldavia? Nonostante il conflitto latente con i loro “vicini” e l'economia debole, i giovani della Transnistria dichiarano l'amore per il loro Paese e la fiducia nel futuro.
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Con la Signora di Ferro torna in campo la politica
The Iron Lady porta nelle sale cinematografiche europee un ritratto amabile e semplice di Margaret Thatcher. Ma rammenta anche un vecchio stile di fare politica ad alti livelli, meno macchinoso e distante, più anni ottanta...Più vicino alla realtà? In tempi di ombre e debolezze, ci concediamo un po' di nostalgia.
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La “tribù delle formiche”: quando i giovani cinesi si ribellano
Dalla protesta dei pescatori di una provincia del Sud della Cina, ai presupposti per una rivoluzione attraverso i social network, i giovani indignati cinesi, senza una copertura mediatica, sembrano delineare i contorni di quella che potrebbe diventare una Primavera cinese.
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Chi ha paura del dragone cinese?
Cafebabel.com in occasione dell’arrivo del nuovo anno cinese (che quest’anno è iniziato il 23 gennaio) presenta una nuova analisi della situazione economica del gigante asiatico e della la sua influenza in Europa. I giovani cinesi hanno qualcosa in comune con i giovani europei? In che atmosfera gli europei salutano l’anno del Drago?
Nikola Djukic: "Tutti i bosniaci si sentono europei"
Degli otto Paesi in attesa di entrare a far parte dell'Unione Europea, cinque sono dell’ex Jugoslavia. Dopo l'ingresso della Croazia, nel 2013, saranno Macedonia, Montenegro e Serbia i principali candidati per l'Unione. Le incertezze maggiori riguardano la Bosnia-Erzegovina. Nikola Djukic, ambasciatore bosniaco in Ungheria, racconta gli sforzi del suo popolo per entrare nell'Unione.
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La Cina risorge, l'Europa tramonta
Lo scorso anno la Cina ha superato il Giappone, diventando la seconda economia più grande del mondo. Segni e presagi dell'arrivo di un nuovo grande potere.
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Schulz è il nuovo presidente del Parlamento Europeo: Martin chi?
Uno, due, tre… avanti, in marcia! Martin Schulz, il nuovo presidente del Parlamento Europeo, non teme il confronto.
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