L'attualità sul soggetto in rss: Libertà di stampa
Libertà di stampa
Turchia: 138 nomi di dominio internet proibiti. E nell'Ue?
Classificata come “parzialmente libera” secondo l’indice della libertà di stampa di Journalistes sans frontières Giornalisti senza Frontiere, la Turchia è il paese europeo con il più alto numero di nomi di dominio internet vietati. La lista nera del comitato direttivo turco delle telecomunicazioni sulle parole messe al bando (c'è anche anche bildaz, cognata!) è stata inviata alle società di hosting il 28 Aprile. In Europa ci sono casi simili meno divertenti.
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Libertà di stampa, sete di giustizia, voglia di democrazia: Tunisi cerca il suo nuovo volto.
Ad un mese dallo scoppio della rivoluzione che ha contagiato tutto il Nord Africa ed il Medio Oriente, Tunisi riprende vita, i suoi abitanti riscoprono le libertà perdute. Reportage tra fenicotteri, alberghi chiusi, mercanti e cittadini speranzosi.
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Giovani giornalisti in Montenegro: perseguitati, missionari e testardi
Minacce fisiche o giudiziarie, salari bassi e poca considerazione, fare il giornalista in un paese che si piazza al 15° posto della classifica 2010 sulla libertà di stampa (secondo un rapporto di Giornalisti Senza Frontiere) riserva parecchie insidie. Tra i tanti paradossi del Montenegro, il giornalismo resta il solo a salvaguardare l'interesse pubblico, nonché l'unico mezzo di opposizione politica. Incontriamo i giornalisti montenegrini di domani.
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L'Europa e la libertà di stampa: l'Ungheria non è un caso isolato
Il 21 dicembre l’Ungheria ha approvato la “legge sui media”, entrata in vigore l'1 gennaio 2011. L’Europa s'indigna per le conseguenze sulla libertà di espressione di stampa e dei blogger, ma non si tratta di un caso isolato: questa legge non è altro che considerato che il contesto di questa legge non è altro che un’ulteriore segno di un’allarmante tendenza europea.
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Quando fare satira ti costa il posto: il caso Stéphane Guillon
Se si chiude la bocca a certi, altri parleranno per loro. È quello che è successo il 1 luglio scorso davanti all’edificio di Radio France a Parigi, dove gli ascoltatori e i lavoratori dell’emittente France Inter, esasperati, hanno manifestato contro il licenziamento dei comici Stéphane Guillon et Didier Porte. I due autori satirici si sono mostrati eccezionalmente taciturni quel giorno, quasi come se un immaginario nastro adesivo impedisse loro di parlare. A noi italiani, reduci dall'editto bulgaro, non fa effetto più di tanto... e ai francesi?
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Truffe, crimini e giornalismo
La corruzione politica in Europa è (ri)diventata il tormentone dell’estate. Di fronte alle rivelazioni divulgate dalla stampa, i governi della “vecchia Europa”, castigano, o meglio, imbavagliano uno spazio mediatico quando ne temono l'intraprendenza. Comunque, non c’è un’unica tendenza. Se in Gran Bretagna, Germania e Polonia, infatti, le inchieste mediatiche spingono i governi a dimettersi, in Francia e in Italia, l’informazione è praticamente sterile.
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Libertà di stampa: un problema sempre più europeo
Lunedì 3 maggio 2010, in occasione della 20ma Giornata mondiale per la libertà di stampa, il sito internet del Ministero degli Esteri francese si è "circondato" di filo spinato per ricordare che i due giornalisti di France 3, Hervé Ghesquière e Stéphane Taponier, sono in ostaggio da più di quattro mesi in Afghanistan. Dalla nostre parti, in Europa, la censura nascosta o visibile pesa sui giornalisti delle ex repubbliche sovietiche, dove la corruzione e il crimine organizzato sono delle realtà difficili e pericolose da raccontare. Poco a poco, la censura si espande anche in Europa occidentale, passando soprattutto per l’Italia e la Francia.
- Leggi lo speciale Libertà di stampa: un problema sempre più europeo
- Aris Nalci, giornalista armeno in Turchia: «La paura è sempre accanto a me»
- Libertà di stampa: le penne europee tremano
- Tre giornalisti croati per ricordare la Giornata Mondiale per la Libertà di Stampa
- In Europa la corruzione lede la libertà di stampa
Shirin Ebadi: «Tutti i giovani iraniani sono dei potenziali giornalisti»
In visita in Spagna a metà gennaio, l’avvocato iraniano Shirin Ebadi, premio Nobel per la Pace nel 2003, si trova a dialogare con i suoi confratelli madrileni. Un’occasione per sentirla parlare dei movimenti sociali del suo paese.
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Una notte con Silvio
Le nuove rivelazioni rese pubbliche dall’imprenditore del sud Italia, Gianpaolo Tarantini, hanno messo il Premier in difficoltà per l’ennesima volta. Secondo l’edizione di mercoledì scorso del Corriere della Sera, Tarantini ha dichiarato, durante un interrogatorio di polizia tenutosi il 29 luglio, che aveva reclutato ben trenta ragazze per diciotto feste nella villa privata del Primo Ministro italiano, tra settembre 2008 e gennaio 2009. Certe donne sembrano aver ricevuto fino a 1000 euro per passare una notte con Berlusconi. La stampa europea è scandalizzata.
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Il giornalismo in crisi: un problema europeo
La penna democratica svanisce. Nascosta dietro gli angoli del precariato e timorosa della propria vocazione, stenta a testimoniare contro i suoi mecenati, le grandi agenzie di comunicazione e di fronte ad un'opinione pubblica il cui diritto all'informazione si vede sminuito dall'attuale crisi economica.
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Reporter senza Frontiere: «La Bulgaria ci preoccupa»
Lussemburgo divide la prima posizione con l’Islanda e la Norvegia nella classifica presentata da Reporters sans frontieres sulla libertà di stampa. E nell’Ue? In coda la Bulgaria e l’Italia al 44° posto a causa delle minacce mafiose.
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Il conflitto d’interessi in salsa europea
Il rapporto tra politica e mezzi di comunicazione in Europa fa sempre polemica. Panoramica sulla situazione in Francia, Romania e Italia.
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Trasparenza dei media? La corrotta combriccola della stampa lituana
Media e business è un binomio inseparabile, che viaggia a braccetto dalla fine degli anni Novanta. Il mercato locale è dominato da rapporti monopolistici e i media sono nelle mani di grossi imprenditori.
In Egitto i bloggers sfidano la censura
Per la Giornata mondiale della libertà di stampa, zoom sul ruolo di Internet (e You Tube) nel regime di Hosni Mubarak.
Il giornalista delle vignette di Maometto: «Io, l'Islam e l'opinione pubblica europea»
Il 22 marzo la sentenza sul caso Charlie Hebdo in Francia. Intervista (esclusiva) al caporedattore dell'Jyllands Posten.
Attentati? Sì ma alla libertà di stampa
La guerra al terrorismo causa molte vittime collaterali. Non da ultime la libertà di stampa.
Europa, paradiso (perduto) della libertà di stampa
Nell’Ue la libertà di stampa è rispettata ma non garantita. Le differenze tra Europa occidentale e orientale sono enormi e la protezione delle informazioni è in pericolo.
Ali Lmrabet: la forza delle parole
Simbolo della lotta per la libertà di espressione, il giornalista marocchino Ali Lmrabet continua la sua crociata anche dopo l’incarcerazione e lo sciopero della fame. Con un’unica arma: le parole.
Le vignette: la caricatura dell’illuminismo
La crisi che aleggia sulle vignette di Maometto non è solo un avvenimento mediatico europeo: è anche una cartina al tornasole di come i media non reagiscano con saggezza. Invece di spiegare l’accaduto hanno versato benzina sul fuoco.
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