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Zita Gurmai: «Le donne europee lavorano 54 giorni più degli uomini»

Articolo pubblicato il 25 febbraio 2009
Articolo pubblicato il 25 febbraio 2009
La socialista Zita Gurmai accusa i dirigenti europei di femminismo. Mentre rinnova la sua candidatura al Parlamento europeo,sogna di vedere il Presidente dei socialisti, Poul Nyrup Rasmussen, alla testa della Commissione europea.

Zita Gurmai ritiene che, dopo i referendum contestatari in Francia, Olanda e Irlanda, gli eurodeputati debbano avere una migliore comunicazione con i cittadini. Il suo modo di gesticolare è veemente mentre dalle sue labbra a gran velocità esce un torrente di idee .Non ha intenzione di lasciar scappare nessun votante .

«Come donna in carriera credo che in questo mandato si sarebbe potuto fare di piu’», annuncia questo magiara che lotta per i diritti della donna e la parità di generi. Tuttavia, pensa che il mandato che adesso terminerà in Europa sia stato soddisfacente dal punto di vista politico. Colloca la direttiva Reach – per proteggere i cittadini dai prodotti chimici nocivi – e la direttiva di roaming – per abbattere i costi delle chiamate all’estero dai telefoni cellulari – come pietre miliari di questi cinque anni. Afferma senza timori di sentirsi «orgogliosa del lavoro realizzato dal commissario liberale Viviane Reding».

In che modo il gruppo del Socialisti europei ha difeso i diritti e le aspettative dei cittadini?

«Come lei sa, sono Presidente delle donne socialiste all’Europarlamento. Le faccio subito un esempio: durante i mondiali di calcio del 2006 in Germania, con le donne socialiste premevamo affinché l’Ue si sensibilizzasse ancora di più contro la prostituzione durante il campionato. Abbiamo ottenuto che l’ex commissario europeo Franco Frattini ci incontrasse e aumentasse la visibilità del programma europeo Daphne di aiuto alla donna».

Per quale norma europea si lamenta di più?

«Una che non si è arrivati ad approvare. Il commissario Jo Leinen voleva assicurare la parità tra uomini e donne al Parlamento europeo ma tutto il Partito Popolare europeo – uomini e donne – votò contro e la norma non è stata approvata. È scioccante che il Ppe non lotti affinché ci siano più donne al Parlamento. Ho creduto sempre in un’Europa a metà tra uomini e donne».

E la norma di cuoi si sente più orgogliosa?

«Quella che attacca la differenza salariale tra uomini e donne. A parità di lavoro, le donne guadagnano un 15% in meno rispetto agli uomini. È come se lavorassimo 54 giorni in più all’anno».

Si definisce come una femminista?

«Sì,anche se il termine ha connotazioni negative. Voglio fare un buon lavoro per le donne, le persone deboli, i gitani, i disabili. Il femminismo merita uno sguardo più positivo e dovrebbero esserci più uomini a favore del femminismo. Osservi la società norvegese: per legge, il 40%dei consigli di amministrazione delle aziende deve essere occupato da donne».

C’è qualche altro leader europeo – non norvegese – che si avvicini al suo ideale di femminismo?

«Ovviamente,Zapatero! Ma non ne abbiamo solo bisogno a sinistra ma anche a destra. Anche il commissario ungherese Vladimir Spidla fa molto in questo campo. Incluso il Presidente Durao Barroso, sostituendo con una donna ogni commissario uomo che ha lasciato il suo posto».

La situazione della donna nei paesi dell’est è migliore rispetto al resto d’Europa?

«Durante il regime comunista c’erano quote per le donne in politica. Ora non ce ne sono e solo il 10% dei deputati nazionali sono donne. Per quanto riguarda l’aspetto sociale, nel regime comunista c’era un sistema sociale stabile, eccellenti asili…».

Dunque quale deve essere la priorità per raggiungere l’uguaglianza dei generi in Europa?

«Prima di tutto l’indipendenza economica. Secondo, comprendere che non c’è solamente un modello di famiglia, quello tradizionale. In ultimo,abbiamo bisogno che gli uomini si impegnino di più nella vita familiare. Le racconto una mia esperienza: mio figlio maggiore ha 20 anni ed ha trascorso con suo padre solo tre mesi. Non è successo lo stesso con il mio secondo figlio, e il suo rapporto col padre è completamente diverso».

L’Europa si è comportata correttamente nella crisi tra Ucraina e Russia?

«Le forme di energia sono competenza nazionale. Nel caso dell’Ungheria che dipende per il 90% dal gas russo ci ha permesso di provare la nostra solidarietà alla Slovacchia a cui abbiamo somministrato nel momento più critico».

Chi vede come prossimo Presidente della Commissione europea?

«Se parliamo del mio sogno europeo,direi un socialista. Ma sono realista e so che fintanto che avremo una maggioranza di governi di destra sarà uno dei loro. Vedrei bene Angela Merkel: ha fatto un ottimo lavoro durante la Presidenza tedesca dell’unione europea. Tuttavia, credo che i ragazzi torneranno ad eleggere Barroso. Dall’ottica dell’uguaglianza tra i generi ha fatto un buon lavoro ».

Se il partito più votato fosse socialista?

«Direi quindi Poul Nyrup Rasmussen. Potrebbe guidarci fino la nuova Europa sociale».