società

Zhenya Strigalev:«La musica non ha identità nazionale»

Articolo pubblicato il 21 marzo 2008
Articolo pubblicato il 21 marzo 2008
Le difficoltà della musica in Russia, tra esercito e censura. Poi il richiamo di Londra. Il 28enne jazzista sta per lanciare il suo nuovo progetto, Findamorale.

Un uomo pallido, magro, serio, con le occhiaie e i capelli biondicci lunghi fino alle spalle schiacciati sotto un cappello di maglia. Emerge dal buio delle scale di mattoni rossi: «Grandioso che tu sia riuscito a venire stasera, abbiamo una formazione eccezionale», dice sorridendo. Mi fa strada per le scale, nella stanza rossa dei musicisti, proprio sopra la sala dove si terrà il concerto – il Baltic Restaurant – una vecchia officina, elegantemente ristrutturata.

La performance, decisamente eclettica, della sua band include assoli di sax e pezzi corali, un piano melodico, un eccellente trombone e Michael, un cantante in stile reggae, che interviene un paio di volte. «Il colore della fusion che suoniamo dipende totalmente dai musicisti che prendono parte ad ogni progetto», spiega Strigalev. «L’80% sta nel trovare la giusta sintonia, il resto dipende dal bassista, dal batterista e dagli altri musicisti. Posso dare un certo sound a un pezzo che ho scritto, ma non ne ho il controllo completo». Dimostra più dei suoi 28 anni, e ha l'aria seria.

Comprare ance in Russia

«L’influenza dei miei genitori è stata decisiva. A otto anni mi hanno fatto prendere lezioni di piano, praticamente obbligandomi. Non perché volevano che diventassi musicista, volevano solo che avessi un’istruzione a 360 gradi. I miei insegnanti dicevano che avevo talento, così a 14 anni sono passato al sax contralto», ricorda. «Il jazz mi ha sempre affascinato. Mio padre era un grande appassionato della scena swing negli anni Settanta e Ottanta, quando era soprattutto un fenomeno underground. Il nostro giradischi a casa suonava Charlie Parker, Sonny Rollins e Coltrane, e ognuno ha rappresentato per me una fase. Ho cercato di imparare il loro stile e accrescere il mio vocabolario, per poter parlare – musicalemente – come loro».

Dopo il liceo ha studiato musicologia per un anno, poi ha continuato da autodidatta. Ma quando, un paio d'anni dopo, gli si ruppe l’ancia nell’imboccatura del sax, fu dura continuare. In Russia non è così facile trovarne. «Non ho suonato per due mesi. Quando ho chiamato il tizio che mi aveva venduto il sax, lui mi ha urlato: “Non hai bisogno della musica! Rivendimi lo strumento, lo darò a qualcuno migliore di te!”». Allora ho iniziato a esercitarmi tutti i giorni. A diciassette anni ha vinto il premio di “Miglior Sassofonista” in un prestigioso concorso di San Pietroburgo.

Jazz nell'esercito

‘Lo studente universitario di musica si ritrovò a fare il servizio militare obbligatorio come ogni altro ragazzo russo sopra i 18 anni. Lavorava da mattina a sera, finché non ha trovato un posto nella banda dell’esercito, cosa che gli ha permesso di poter spendere i suoi turni suonando. «È stato duro esercitarsi in quegli anni perché dovevi essere anche in servizio. L’unico modo per migliorare era andare in città e partecipare alle jam session notturne». Dopo il servizio militare, Strigalev ha viaggiato fra Mosca e San Pietroburgo, suonando e registrando tre album. A 25 anni ha vinto una borsa di studio per la Royal Academy of Music di Londra. L’Inghilterra chiamava, e lui ha risposto.

«Rispetto a Mosca, la scena londinese è molto più aperta. C’è una vera contaminazione e la gente è preparata ad ascoltare quasi tutto, e questo mi piace». E i suoi connazionali? «Non frequento molto la comunità russa, anche se ho degli amici. Volevo conoscere l’Inghilterra, imparare la lingua, trovare il mio spazio e comprendere la cultura del posto, senza influenze esterne. Molti russi che vivono qui, o si lamentano del Regno Unito ma non vogliono andarsene, oppure amano il Regno Unito e dicono che la Russia sta andando alla malora – cosa che non condivido». Strigalev lavora con artisti inglesi come il pianista Nick Ramm del Fire Collective, che ha scritto tre pezzi per il suo ultimo album. «È difficile parlare di identità nazionali in musica», sostiene. «Ho sicuramente imparato un nuovo approccio e accresciuto il mio vocabolario musicale in Inghilterra. Ma sarebbe difficile dire che un pezzo è più “russo” di un altro».

Vede davanti a sé un futuro ricco di fruttuose collaborazioni. «È divertente suonare la tua musica con gente diversa. Voglio far crescere la scena jazz qui a Londra e Hoxton, facendo venire nuove band europee nel Regno Unito cosa che, a dire il vero, ora non succede». A questo punto, Strigalev si infila il berretto di lana e sorride. «Facciamo delle jam session ogni notte fino alle tre da Charlie Wrights questa settimana, vuoi venire?». Chi sono io per rifiutare?

Vuoi ascoltare Zhenya?

Cd: Uno degli ultimi album, Off the Cut, contiene alcuni dei suoi migliori brani di acoustic jazz, genere che era vietato in Russia tra gli anni Cinquanta e Settanta. Il Cd di Findamorale uscirà nel giugno 2008 (Baltic Music).

Findamorale: Come la sua musica, il titolo è una fusion, una nuova parola in questo caso derivata dall’inglese e dall’italiano. «C’è il termine inglese find (“trovare”) e quello italiano “amorale”, ma si può anche leggere find-a-moral (“trovare una morale”), quindi può essere letto sia come un’affermazione sia come un imperativo. In realtà, il concetto di musica “Findamorale” vuol dire essere un po’ eccentrici e avere ottime maniere, che penso siano due tratti tipici del carattere inglese».

Live: gratis quasi tutti i giovedì e qualche venerdì al Charlie Wrights International Bar a Hoxton dalle 22 alle 3:30 di notte: «Un posto carino dove si sta fino a tardi com’è giusto che sia».

In carne ed ossa: Al Findamorale festival ad Hoxton, a Londra nel giugno 2008. Il festival è pensato per portare band e progetti europei a Londra, dove la scena è più omogenea.