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Vichinghi vs valchirie: chi vincerà la sfida dei sessi in Finlandia?

Articolo pubblicato il 18 settembre 2013
Articolo pubblicato il 18 settembre 2013

Tra crisi economica, piaga dell'alcolismo e inarrestabile cavalcata del processo egualitario, al maschio finlandese non resta che la fuga nostalgica verso un passato leggendario fatto di indomiti guerrieri e boschi incontaminati. Perdere il treno della modernità in un Paese che si fonda sul lavoro, sull'orgoglio e sull'indipendenza economica, potrebbe costargli caro. Perfino la vita. Reportage.

"Man can go even through the grey stone" (L'uomo può passare perfino attraverso la pietra grigia), recita l'ipnotico refrain dell'omonimo brano del gruppo metal Korpiklaani. Sarà pure così, ma vi assicuro che dopo aver visto questi famigerati vichinghi mangiare un'insalatina bio e poi ubriacarsi in un angolo della discoteca nell'attesa di essere scelti da una donna, ho pensato che fossero a malapena capaci di attraversare la porta del bagno. Altro che la pietra. Ma che farci? Ho capito che i finlandesi sono così, un po' nostalgici.

Prima della rivoluzione urbana e capitalista fondata sull'eccellenza tecnologica, e prima ancora dell'avvento del credo luterano, qui c'era una sola religione: il Kalevala. Questa raccolta di poemi e canti popolari nazionali, evoca un mondo mitologico popolato da eroi leggendari che hanno davvero poco a che fare con i geek della telefonia mobile, gli uffici della "city" di Helsinki e il sushi della pausa pranzo. Il saggio Väinämöinen, il fabbro Ilmarinen e il guerriero seduttore Lemminkäinen, protagonisti del Kalevala, restano gli emblemi intramontabili del maschio finnico e delle sue qualità: la scaltrezza, la laboriosità, il coraggio e la forza di seduzione. Roba da Game of Thrones, penserete voi, e invece no: tutto ciò qui non passa mai di moda.

IL FOLK METAL: ECCO COSA ASCOLTA IL MACHO FINNICO

Un ottimo esempio è la musica metal, genere molto popolare in Finlandia, e in particolare la sua sempre più apprezzata variante folk (o viking), i cui testi si nutrono di leggende e di un pizzico di sano maschilismo d'antan. Per Jonne Järvelä, leader dei già citati Korpiklaani, il Kalevala è la Bibbia della nostalgia: "Non credo che il mondo stia andando verso la direzione giusta – mi racconta ingurgitando litri di caffè nero, reduce dal concerto della sera prima nella vicina Turku; - gli uomini stanno perdendo il rapporto con la natura e il valore del lavoro vero". Quanto lo capisco. Osservandolo parlare, con i suoi lunghissimi rasta biondi e il suo look da giustiziere della notte, mi chiedo come sia possibile per uomini come lui lavorare seduti alla scrivania. "Il lavoro, quello duro, è qualcosa di connaturato con il popolo finlandese - mi dice; - questo è un Paese interamente ricoperto di foreste, per cui siamo abituati a sudare e a sporcarci le mani. Ora che le macchine lavorano al posto nostro, è difficile adattarsi. Ti assicuro che quando fa freddo si ha bisogno di fare qualcosa".

Mathias Nygard, leader di un'altra storica band, i Turisas, affonda la spada nella piaga. "Quando gli inverni sono lunghi e freddi non ci si può rilassare neanche d'estate. Bisogna pianificare, fare le provviste, lavorare duro, altrimenti non si sopravvive", mi racconta in un bar accanto al Tavastia, storica sala rock di Helsinki. Ma non è solo una questione di clima: "In Finlandia, che forse è il Paese meno religioso d'Europa, esistono solo due comandamenti: lavorare duro e obbedire alla legge. Per i protestanti l'importante non è andare in chiesa, ma essere utili allo Stato".

Una delle possibili vie per cicatrizzare questa ferita tra passato e presente, tra economia di sussistenza (in cui tutti si sentivano utili) e capitalismo globale (per cui si svendono le imprese nazionali e si licenziano i dipendenti, vedi la Nokia), è l'alcol. Jonne sa bene che in Finlandia si beve troppo - "anch'io ho qualche problemino", mi confessa sorridendo - eppure spesso le sue canzoni esaltano il piacere dell'ebbrezza, come se l'alcol fosse una pozione miracolosa per tornare a essere gli uomini di un tempo. Il brano "Vodka" ne è l'esempio migliore.

LE DONNE IN FINLANDIA: NATURALMENTE FEMMINISTE

Così, mentre gli uomini si rifugiano nel metal e nei bar, la donna finlandese, che lo stesso Jonne definisce "femminista di natura, senza bisogno di doversi etichettare come tale", continua la sua fiera cavalcata verso il futuro. Non basta l'elezione record di 86 donne (su un totale di 200 parlamentari) alle elezioni del 2011, o il fatto che la Finlandia sia il luogo migliore al mondo in cui essere mamme, o la consapevolezza delle ragazze del posto di sentirsi più libere ed emancipate rispetto a quelle del sud: per le femministe finlandesi non è mai abbastanza, "anche a costo di umiliare i propri mariti", mi dice Jonne.

Perfino Tetti Vähämaa, segretaria generale dell'Associazione Femminista Unioni, ammette che "è molto probabile che l'indipendenza della donna faccia paura agli uomini", soprattutto in tempo di crisi economica: "Perdere il proprio posto di lavoro - mi dice accogliendomi in uno splendido palazzo degli anni '20 nel centro di Helsinki, – soprattutto in una società come la nostra, crea nell'uomo un forte senso di frustrazione che lo porta ad essere violento con se stesso e con gli altri. Non sono rari i casi di uomini che uccidono moglie e figli e poi si suicidano".

LA VIOLENZA DOMESTICA È il RISULTATO DELLA FRUSTRAZIONE MASCHILE

Secondo la Commissione europea, la Finlandia è la seconda nazione in Europa dopo l'Estonia per quantità di casi di violenza domestica. Lo sa bene Kostas Tassopoulos, consigliere capo di Lyömätön Linja, un'associazione che dal 1993 cura gli uomini implicati in un episodio violento. "Non si tratta di persone violente – mi spiega – ma di comportamenti violenti. Sono quasi sempre loro a chiamarci per il forte senso di colpa che li attanaglia". Poi mi mostra una pila di fazzoletti poggiata sul tavolo del suo ufficio: "Non sai quanti ne servono per asciugare le lacrime dei miei pazienti!". Al di là dell'alcol e della disoccupazione, c'è anche una spiegazione culturale alla violenza domestica: "Qui vige una sorta di solidarietà negativa. La religione protestante insegna a risolvere individualmente i propri problemi, e così gli uomini, già naturalmente meno propensi alla parola, si chiudono in se stessi fino a quando il gesto violento diventa inevitabile".

Ma la nuova tendenza – me lo conferma anche Kostas – sono gli atti di violenza delle donne nei confronti degli uomini: "Oggi la donna è meno giudicata dalla società per ciò che fa – mi ricorda la femminista Tetti – per cui si sente legittimata ad agire come vuole". Che al maschio finnico non resti davvero che rispolverare spada e armatura?

Un ringraziamento particolare va a Soili Semkina e a tutto lo staff di Helsinki che ha accompagnato le nostre indagini sul campo e reso possibile la realizzazione di questo reportage.

Video Credits: Nuclear Blast Records/youtube

Questo articolo fa parte della serie di reportage “EUtopia on the ground”, progetto di Cafebabel.com sostenuto dalla Commissione Europea nell’ambito in collaborazione con il Ministero degli Esteri francese, la Fondation Hippocrène e la Fondazione Charles Léopold Mayer.