società

Varsavia in fiamme? La Festa dell'Indipendenza vista dai media

Articolo pubblicato il 21 novembre 2011
Articolo pubblicato il 21 novembre 2011
Folla inferocita e mascherata, botti, volti insanguinati e auto in fiamme. Guerra? Attacco terroristico? No. Questa è l’immagine della celebrazione della Festa Nazionale dell'Indipendenza presentata dai media polacchi.

Venerdì 11 novembre i Polacchi hanno celebrato il 93° anniversario dell’Indipendenza. Già da prima si temeva che nella capitale si potesse arrivare a scontri tra nazionalisti e ambienti dell'estrema sinistra . Si può ritenere un successo per la polizia il fatto che sia riuscita ad impedirli. Questo però non significa che le celebrazioni a Varsavia si siano svolte senza incidenti. Gruppetti slegati di teppisti hanno riversato tutta la loro aggressività sui poliziotti. Secondo il comando di polizia della capitale sono state arrestate 210 persone e si calcola che i danni ammontino a 250.000 zloty. Sono state colpite volanti della polizia, danneggiate le auto delle emittenti televisive e radiofoniche, distrutta parte delle attrezzature delle forze dell’ordine e delle infrastrutture della città. I teppisti però rappresentavano una piccola parte delle persone che hanno marciato per le strade di Varsavia. E, i media, come al solito, si sono concentrati quasi esclusivamente su di loro.

Solo teppisti, auto in fiamme e feriti

Quando i teppisti da entrambe le parti hanno iniziato la battaglia con la polizia, sono stati azionati idranti e gas lacrimogeni. Di fatto ci sono stati disordini, ma credo che chiunque si renda conto che spesso così accade in occasione di eventi di massa e che ciò in nessun modo possa stigmatizzare l'intera manifestazione e tutti coloro che vi prendono parte. Va notato che gli eventi dell'11 novembre non devono essere considerati in termini di protesta. I ribelli di Varsavia non avevano richieste specifiche né slogan significativi. Si sentiva solo risuonare "Ora con la falce, ora col martello, faremo fuori la marmaglia rossa" da una parte e "il fascismo non passerà" dall'altra. Certamente non li guidava nessun ideale superiore. La manifestazione non ha alcun rapporto con le proteste che sono scoppiate quest’anno in tutto il mondo, come il Movimento M15 a Madrid, Occupy Wall Street a New York o la Primavera araba. Gli eventi di Varsavia non sono nient’altro che teppismo puro.

Leggi anche Anarchici a Roma e riots a Londra: criminali d’Europa senza un messaggio politico

"Marce, blocchi e tumulti, ovvero il Giorno dell'Indipendenza polacca", "I teppisti hanno demolito Varsavia", "Auto bruciate, feriti. Varsavia conta i danni ". Questi sono solo alcuni dei titoli di giornale, ma è davvero successo solo questo a Varsavia l’11 novembre? Ebbene no. Molte persone, anche con bambini piccoli, hanno marciato pacificamente per le strade di Varsavia, portando la bandiera bianca e rossa. Tuttavia, guardando le immagini di questi eventi, non si vedono che volti insanguinati, la polizia che usa gli idranti, teppisti mascherati e auto in fiamme. Guardando queste immagini ci si chiede se sia il caso di uscire di casa, e la partecipazione attiva alla celebrazione sembra richiedere il coraggio dei ribelli durante la rivolta del 1944.

I tedeschi picchiano di nuovo i polacchi!

Aggiunge sapore a tutta la faccenda il fatto che tra gli arrestati sono stati identificati 92 membri dell’Antifa tedesca (gruppo di estrema sinistra) che sono stati invitati a Varsavia al fine di disturbare il corso della cerimonia di celebrazione. Considerando la situazione da una prospettiva storica è un fatto molto significativo. Lo illustra bene Artur Zawisza, vice presidente dell’Associazione Marcia dell’Indipendenza: "L'11 novembre 1918 è stato necessario disarmare le truppe tedesche a Varsavia, e si scopre che l'11 novembre 2011 è stato necessario disarmare degli agitatori tedeschi a Varsavia". Ma non si può cadere nella paranoia! I teppisti non mancano in nessun paese e il loro arrivo non significa immediatamente un grave attacco alla Nazione polacca. Tuttavia, far entrare intenzionalmente tali individui nel paese può essere definito una "vergogna nazionale", come ha fatto il presidente Komorowski.

Fascisti e traditori della nazione

Guardando o leggendo i resoconti dei media sulle celebrazioni dell’11 novembre si può avere l’impressione che tutti coloro che vi hanno partecipato possano essere classificati come appartenenti ad uno dei due gruppi: fascisti o traditori del popolo polacco. Allora dove è il posto per il comune cittadino polacco, che in questo giorno vuole prendere le distanze da qualsiasi controversia politica e da qualsiasi partito, di destra o di sinistra, e dedicarsi alla celebrazione dell'indipendenza del suo Paese, senza nessun altro fine? Dove deve andare a dimostrare la sua riconoscenza per gli eventi del 1918 e la sua solidarietà con il popolo senza essere classificato in uno di questi due gruppi?

Questo è sicuramente parte di un problema più profondo che colpisce non solo i media nazionali, ma anche internazionali. La ricerca di sensazionalismo e la volontà di far leva su emozioni negative sono diventate una pratica comune per la maggior parte di essi. E' chiaro che l'immagine di un teppista mascherato che distrugge un’auto a calci o picchia un passante suscita più emozioni del riassunto del discorso del Presidente presso la Tomba del Milite Ignoto. Tuttavia, i rappresentanti dei media devono rendersi conto che nella caccia agli ascolti possono fare molti danni. In questo caso si è rovinata l'immagine della Polonia, sia in patria che all'estero. Rimane il conforto che non tutti credono ciecamente in ciò che vedono in televisione o leggono sui giornali.