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Università di Londra, mannaia sugli studenti non-Ue

Articolo pubblicato il 05 settembre 2012
Articolo pubblicato il 05 settembre 2012
Nel 2011, il ministero degli interni britannico ha deciso di ridurre l'afflusso di studenti extracomunitari del 25% entro il 2015. Il 29 Agosto, l'agenzia delle frontiere del Regno Unito ha annunciato che l'Università di Londra non avrà più il diritto di autorizzare dei visti studenteschi.
Questa è l'ultima mossa del governo britannico per abbassare il numero di studenti immigrati da paesi fuori dall'Ue.

Oltre 2.000 studenti della London Metropolitan University (LMU), immigrati dai paesi non-UE, hanno 60 giorni di tempo per trovare un'altra istituzione disposta a finanziare i loro studi - o prepararsi all'espulsione. La UK Border Agency afferma che la frequenza scolastica non viene correttamente monitorata e che molti studenti non hanno il diritto di restare nel Regno Unito. Perché non controllare più scrupolosamente i futuri visti, invece di espellere studenti che sono già a buon punto del loro percorso accademico e che, inoltre, hanno speso migliaia di sterline in tasse? "Come se la mano sinistra non sapesse più quello che sta facendo la destra!", commentaun laureato americano dell'Università di Edimburgo.

In Aprile, anche il programma di visti di lavoro post-studio, che permetteva ai laureati stranieri delle università britanniche di restare nel Regno Unito un anno, prima di tornare nel loro paese o chiedere un visto di lavoro, è stato cancellato. I cambiamenti in materia di visti sono stati discussi al parlamento in tutta fretta e discrezione, minimizzando così le possibilità di contestazione. Le frequenti modifiche alla legge sui visti studenteschi rappresentano un'enorme perdita di tempo per gli studenti, obbligandoli a dedicare ore e ore alla burocrazia invece di concentrarsi sugli studi e gli esami. Tali modifiche impediscono inoltre alle leggi stesse di essere efficaci, avendo come risultato di renderle confuse e frammentarie.

Se è vero che il governo vuole ridurre il numero di studenti stranieri nel Regno Unito, dovrebbe altresì fornire un adeguato finanziamento alle università. Molte università si sono trovate ad accettare un numero crescente di studenti non comunitari, per compensare una carenza di sovvenzioni, giacché le tasse degli studenti immigrati sono notevolmente più alte di quelle pagate da studenti britannici o comunitari. Il governo deve anche smettere di assecondare i timori dei tabloid, secondo i quali l'arrivo di stranieri affosserebbe il sistema dei "benefits". "Ci sono anche casi di studenti inglesi, con un elevato livello d'istruzione, che si recano all'estero per lavoro e studio. Dunque, le persone con una formazione inferiore sono quelle che rimangono; e a coloro che vorrebbero restare viene detto di andarsene". La maggior parte di questi giovani sono persone altamente formate e qualificate: apportano circa 5 miliardi di sterline annue all'economia britannica, la cui popolazione è in rapido invecchiamento. L'ironia sta nel fatto che le persone che vorrebbero rimanere dopo la laurea sono quelle che più contribuiscono alla società britannica, spesso molto più rispetto alla media degli inglesi.

Image: (cc) devastar/ in-text (cc) Whiskeygonebad/ flickr