società

Un Erasmus maltese a Roma: «Scioperi e manifestazioni»

Articolo pubblicato il 28 novembre 2008
Articolo pubblicato il 28 novembre 2008
È già passato un mese da quando ho caricato lo zaino di venti chili sulle spalle, ho lasciato la calda ed umida Malta per andare nella città eterna, in Italia. Il terzo appuntamento della nostra serie Erasmus: uno studente maltese a Roma, tra gli scioperi Alitalia e le manifestazioni anti-Gelmini.

L’Erasmus è sempre stato qualcosa che non vedevo l'ora di fare: un paese straniero, l'esperienza di vivere da solo e, in generale, la diversità culturale sono fattori che mi hanno da sempre attirato. Ci sono molti aspetti e stereotipi della vita Erasmus che spesso si rivelano veri. Si va avanti con un budget ristretto, almeno se si conta su quanto ci viene fornito dall'Ue. Roma è una città costosa e il mio vecchio non mi paga nemmeno le spese per l’alloggio: devo cavarmela da solo per quanto riguarda confort, viaggi, cibo e ultimo, ma non di certo per importanza, bere.

Vivere Roma: proteste contro la Gelmini e Alitalia

(J.P)Tuttavia essendo uno studente si è pieni di risorse e siccome in Italia conoscere l’inglese sembra darti opportunità, sono stato abbastanza fortunato nel trovare dei lavoretti. Certo la paga non è ottima ma è stato un modo interessante per conoscere ragazzi del posto oltre ai colleghi universitari. Sono anche riuscito ad iniziare un tirocinio che mi permette di avere un approccio migliore al mio ambito di studio, legge. Da quando studio e vivo in Italia, ho cercato di interessarmi alla società che mi circonda, riuscendoci in gran parte racimolando furbescamente giornali su metro e bus. I media diffondono soprattutto notizie di numerose proteste e scioperi riguardanti la situazione dell’Alitalia, i trasporti pubblici e i problemi legati all’istruzione, argomenti ormai sulle bocche e schermi di tutti. Le proteste e le dimostrazioni mi sconcertano un po’. Non è che io pensi che non siano utili, ma a Malta sono abituato a due tipi di proteste, quelle riguardanti la caccia e quelle per l’immigrazione. Inoltre gli scioperi sono davvero fastidiosi per chi come me è senza un’auto ma, come per ogni cosa, ci si abitua.

(J.P)

La vita da studente a Roma permette di imparare tanto, e come si suol dire “la conoscenza è potere”. Prima di tutto, siate pronti ad organizzare un incontro privato col vostro prof in caso di possibili scioperi. Poi, non pensate nemmeno di usare la parola “puntuale” quando fare programmi prevede l’uso di mezzi pubblici. Infine, se il vostro nipotino di sette anni viene a trovarvi, informatel(J.P)o che la gente con slogan in mano che urla e marcia per le strade è amichevole e non vuole fargli del male.

Ma non mi sto lamentando, o almeno penso. Ho ancora tre mesi di Roma davanti a me e voglio approfittarne al massimo prima di volare verso la buona vecchia Malta. A Roma, anche l’uscita giornaliera più banale sembra acquistare più colore: ti basta stare lì ad aspettare per mezzora il bus notturno e godere nel frattempo della visione totale del Vittoriano e del Colosseo illuminati.