società

Steve Jobs, Apple e l’ecologia: nella mela c’è un verme

Articolo pubblicato il 09 ottobre 2011
Articolo pubblicato il 09 ottobre 2011
Mentre in rete si sprecano le lodi nei confronti di Steve Jobs, è importante ricordare che l’azienda Apple, con i suoi prodotti anti-ecologici e all’insegna del consumismo sfrenato, ha ben poco a che fare con la coscienza verde e il rispetto dell'ambiente.

Acclamato da tutti… da lassù, dove ora si trova, Steve Jobs dovrebbe sicuramente apprezzare la montagna di lodi che fanno seguito alla sua scomparsa : secondo Barack Obama, era «abbastanza coraggioso da pensare in maniera diversa, temerario a sufficienza da credere di poter cambiare il mondo e intelligente al punto di poterlo fare». Nicolas Sarkozy dice che è stato «uno dei più grandi visionari di questo secolo», Dimitri Medvedev che «le persone come Steve Jobs cambiano il mondo». Passando per Spike Lee e Eva Longoria, decine di personalità ci tenevano a rendere omaggio al fondatore del marchio della mela. Visionario, coraggioso, intelligente, Steve Jobs lo era di certo. Ma l’impressionante reazione suscitata sui media per la sua scomparsa è anche l’occasione per interrogarci su ciò che il marchio Apple significhi davvero, sull’impatto che i suoi prodotti hanno sul nostro stile di vita e sull’ambiente.

Le misere condizioni di lavoro all’interno delle fabbriche sarebbero all’origine d’incidenti mortali e di numerosi suicidi.

In un decennio, gli strumenti Apple hanno conquistato il mondo e pure nel pieno della crisi il marchio di Steve Jobs ottiene risultati eccezionali. Un volume d’affari che non cessa di esplodere e miliardi di dollari di utili. Tuttavia, il bilancio ecologico di Apple appare terribile. Per costruire i suoi telefoni e computer, l’azienda si rivolge a costruttori presenti in Cina, che lavorano essi stessi in subappalto. Le associazioni ecologiche stimano che Apple sia così responsabile sia dell’inquinamento su vasta scala che della legittimazione di condizioni di lavoro deplorevoli all’interno degli stabilimenti. Numerosi rapporti parlano di pesante inquinamento dei suoli, dell’acqua e dell’aria in varie regioni cinesi. Le pessime condizioni di lavoro all’interno delle fabbriche sarebbero anche causa di incidenti mortali e di numerosi suicidi. Apple non è la sola grossa azienda che si rivolge a questi fornitori, ma in tutto ciò si può individuare una doppia responsabilità: queste misere condizioni socio-ambientali sono una conseguenza dei prezzi molto ridotti che vengono richiesti ai fornitori, e sull’argomento l’azienda è tra le più restie a fornire dei dettagli. A ciò si aggiunge la beffa per l’immagine che viene spesso diffusa, di marchio ecologico e socialmente responsabile.

Così, l’annuncio della morte del fondatore di Apple, amplificata dai media influenzati da Internet e dalle tecnologie che essi stessi usano tutti i giorni, non ci deve impedire di dare uno sguardo critico all’impatto che questi magici prodotti hanno sulle nostre vite e sul mondo.

Photo : Une(cc)i.hoffman/flickr