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Sposarsi "in verde": solo una favola?

Articolo pubblicato il 05 luglio 2011
Articolo pubblicato il 05 luglio 2011
Il matrimonio sarà anche il giorno più bello nella vita di una persona, un po’ meno per l’ambiente – basti pensare solo alle montagne di rifiuti che si accumulano. Tuttavia ora l’Europa fa proprio il trend americano del ‘matrimonio ecocompatibile’, nell’ambito del quale tutto è biologico ed ecocompatibile, dall’abbigliamento alla pettinatura, passando per il cibo.
Caroline Lindenlaub, disegnatrice di abiti da sposa eticamente ecocompatibili, è una pioniera di questa moda e non a caso lavora a Strasburgo, capitale francese dell’ecologia.

Caroline Lindenlaub mi riceve nel suo appartamento, che al tempo stesso funge da atelier, situato a Souffelweyersheim, periferia della capoluogo alsaziano. Il posto è idilliaco, il sole splende, ovunque spunta il verde, tutt’intorno non c’è traccia di automobili. Qui nel 2006 la disegnatrice, nel pieno dei suoi trent’anni, ebbe l’idea di fondare il suo marchio Aranel per abiti da sposa eticamente ecocompatibili. Eco-cosa? Si tratta di abiti da sposa nel corso della cui produzione si fa attenzione al commercio equo e solidale e al rispetto per l’ambiente. Così la stilista punta su stoffe naturali, ricicla quanto più le è possibile e acquista la seta presso una cooperativa dedita al commercio equo e solidale. L’idea di fondo corrisponde alla sua personalità: “Gli abiti da sposa li ho scelti perché sono una sognatrice, ecocompatibili perché anche nel quotidiano rispetto l’ambiente”. Al momento Caroline registra circa venti ordini l’anno, tra cui (seppur raramente) quelli per i figli della coppia e per lo sposo. La sua fama ha giovato parecchio dell’ondata di matrimoni all’insegna del rispetto per l’ambiente, perché “all’epoca c'eravamo solo noi”. Ciononostante ancora oggi la moda dei matrimoni ecocompatibili sembra essere rara: i suoi clienti non provengono solo da Strasburgo, ma soprattutto dall’area urbana di Parigi, e una volta è dovuta andare fino a Roma.

Il primo insegnamento tratto dalla nostra conversazione: matrimoni completamente ecocompatibili possono essere difficili da trovare, persino a Strasburgo, ‘capitale verde’ della Francia. Oltre a vestirsi di abiti ecologici, i suoi clienti organizzano festeggiamenti ecocompatibili? "Certo che no", mi risponde con sincerità. Allora pongo la stessa domanda agli altri addetti al settore: catering bio, parrucchieri bio, manicure bio. Tutti mi danno la stessa risposta: no! Un piccolo barlume di speranza: secondo la Lindenlaub alcuni dei suoi clienti dalle tendenze cercano di integrare la loro filosofia nell'organizzazione dell'evento.  Ergo, i matrimoni completamente bio sono rari, - i matrimoni parzialmente bio qualche volta ci sono.

Matrimonio ecocompatibile, di che si tratta?

Il motivo più semplice per la rarità dei matrimoni bio: molti non sanno affatto dove sia possibile puntare sull’ecocompatibilità. Anche una cliente della Lindenlaub mi racconta di essersi imbattuta “per caso” in Aranel. E persino coloro che offrono servizi ecocompatibili e ai quali parlo del concetto alla base di quest’idea mi guardano sorpresi. Perché non scegliere al posto della limousine un “Eco’Pouss”, bicicletta a tre sedili che funziona a batteria? Il servizio comincia ad avere un discreto successo a Strasburgo.

Un altro motivo della mancanza di matrimoni ecocompatibili è legato al fatto che i veri ecologisti sono merce rara. Così le coppie che scelgono un matrimonio "verde" non sono ancora veramente orientati all’ecocompatibilità. Infatti, come racconta Caroline: “Il mio orientamento eticamente ecocompatibile spesso rappresenta un aspetto del mio lavoro, un punto in più, ma non il vero motivo”. Il “vero motivo” sarebbe l’insoddisfazione della clientela nei confronti delle creazioni presenti sul mercato, mentre le creazioni della Lindenlaub piacciono e vengono realizzate su misura. Vengo a sapere la stessa cosa da parrucchieri, ristoratori e istituti di bellezza: i clienti si rivolgono a loro prima di tutto perché hanno bisogno di questi servizi. Che poi questi vengano offerti anche in versione bio, la maggior parte delle volte lo scoprono solo in seguito.

Troppo verde, troppo caro

Un altro fattore: la concezione secondo cui i servizi bio avrebbero dei prezzi esorbitanti. Sorprendentemente, questo non è sempre vero: oltre agli abiti Aranel, ci sono anche pettinatori e truccatori "bio", che hanno tariffe uguali a quelle dei colleghi non-bio. Questo però non è mai dovuto al fatto che l’ecocompatibile sia di per sé più conveniente. Caroline Lindenlaub spiega che i suoi prezzi attuali no coprono né il suo lavoro, né i costi della stoffa più elevati, ma sono necessari, perché i suoi clienti  attuali hanno (per ora) “ un portafoglio limitato”. Deve dedicarsi ad una seconda attività per farcela a fine mese. Un’altra spiegazione la fornisce Bruno Alberto, titolare dello chiccoso salone per parrucchieri D’Alberto in piazza Kléber, il fulcro della città: per i matrimoni utilizza pochi prodotti, le cose più importanti sono il lavoro manuale e il sapere. Soltanto in materia di cibo si conferma l’opinione corrente: Yoan Abitbol del ristorante Poêles de Carottes e Arnaud Neyton del negozio bio La Marmotte chiedono, per un buffet biologico al 100%, un aumento del prezzo compreso tra il 20 e il 30%. Neyton racconta di essere già stato contattato da diverse coppie, che però sarebbero tutte fuggite per via dei prezzi. Quanto può essere verde il verde?

StrasburgoNella ricerca del perfetto matrimonio bio dubito sempre di più dell’idea di fondo: ogni servizio matrimoniale si compone di così tante sfaccettature, potranno mai esserci dei festeggiamenti ecocompatibili al 100%? La Lindenlaub risponde evasiva: “Si può realizzare un vestito che sia il meno possibile dannoso per l’ambiente”. Un aspetto critico per quanto riguarda i suoi abiti consiste nel fatto che i bruchi debbano essere sacrificati per la produzione di seta. Per fortuna ci sono delle alternative che la Lindenlaub al momento sta cercando: ‘seta ecocompatibile’, nell’ambito della cui realizzazione i bruchi possano continuare a vivere, così come la seta vegetale. Insomma, ogni mestiere bio deve lottare con quelli che sono i suoi aspetti non-bio. Molti servizi non esistono proprio in versione ecocompatibile. I fioristi che cerco mi ridono regolarmente in faccia: fiori provenienti dal commercio equo e solidale? Non li teniamo, sarebbero troppo costosi. E nelle agenzie viaggi che si susseguono nell’infinita Rue du 22 Novembre si strabuzzano gli occhi: 'Luna di miele bio? Non possiamo permettercela!'

Questo articolo fa parte del progetto Green Europe on the ground 2010-2011, una serie di reportage realizzati da cafebabel.com sullo sviluppo sostenibile. Per saperne di più su clicca su Green Europe on the ground.

Foto: home-page (cc)corypina/flickr, Go Green (cc)AuntOwwee/flickr, Sarah e Peter ©Aranel