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Spagna, è l'ora dell'educazione civica. «No, è il catechismo di Zapatero»

Articolo pubblicato il 18 settembre 2007
Articolo pubblicato il 18 settembre 2007
Partono in sette regioni i corsi di “Educazione alla cittadinanza”. Ma è subito polemica.

Se gli adulti non si mettono d’accordo sulla Costituzione, i matrimoni omosessuali o l’Islam, come può un professore parlarne per due ore di lezione alla settimana? Questa, in sintesi, la critica principale mossa da collettivi religiosi, partiti politici e altre associazioni contro l'iniziativa del Governo spagnolo. Che, a partire da quest'anno, ha introdotto una nuova materia: l'Educazione alla cittadinanza.

230mila aspiranti cittadini

Si tratta di una materia promossa dal Ministro dell’Educazione e della Ricerca spagnolo, Mercedes Cabrera, presente nella Legge Organica per l’Educazione (Loe), con l'obiettivo di educare i bambini ai valori democratici.

Un’ora alla settimana nella scuola primaria e due ore per la scuola secondaria: la materia è obbligatoria, per il momento, in sette regioni (Andalusia, Aragona, Asturie, Cantabria, Catalogna, Estremadura e Navarra), vale a dire per ben 230mila alunni. Al pari di tutte le altre materie obbligatorie farà media per la votazione finale.

Costituzione, matrimoni omosessuali e Islam

Il piano di studi presentato dal Ministro Cabrera definisce gli obiettivi tematici sui quali verterà tale materia: il rispetto e la conoscenza dei diritti umani, le istituzioni democratiche, la tolleranza nei confronti della diversità culturale e l’analisi critica delle informazioni. Nonostante tali indicazioni, ogni istituto ha la possibilità di “costruire” la propria proposta. Le case editrici hanno messo a disposizione degli insegnanti diversi libri di testo per poter scegliere quello che meglio si adatta alle esigenze dell’istituto. Nonostante i testi proposti abbiano posizioni distinte rispetto a temi come la sessualità e il matrimonio tra omosessuali, la tendenza rimane quella di descrivere la situazione sociale e non di giudicarla.

Ma la giornalista Alicia Rodríguez è critica. In un'analisi pubblicata sul quotidiano La Vanguardia, la Rodríguez cita il libro di testo di José Antonio Marina, noto intellettuale e cristiano: «Abbiamo l’obbligo etico di rispettare la dignità di tutte le persone rispecchiata nella Costituzione e nelle leggi spagnole, che proibiscono qualsiasi discriminazione che coinvolga il genere o l’orientamento sessuale». La Casa editrice Vicens Vives è più equilibrata: «La legge in materia di matrimoni omosessuali (e il successivo diritto di adozione) è una nuova situazione che alcuni considerano come la fine delle imposizioni relative all’amore mentre altri come un problema per il futuro della società».

L'ombra dell'obiezione di coscienza

Il Partito Popolare, il principale partito dell’opposizione, accusa lo Stato di interferire in un ambito, quello dell’educazione ai valori, che riguarda la sfera privata, etichettando la materia come una sorta di “catechismo socialista”. La Conferenza Episcopale la giudica una minaccia contro il principio costituzionale di libertà religiosa perché i testi esercitano una forte influenza sulle coscienze dei più giovani.

Alcuni settori, invece, hanno deciso di appoggiare l'iniziativa. Il sindacato delle scuole private di orientamento cattolico, la Confederación Española de Centros d’Enseñanza (che riunisce il 6% degli alunni) ha consigliato ai suoi istituti, attraverso una circolare interna, di permettere agli alunni di assentarsi per frequentare materie parallele che abbiano come oggetto i diritti umani e la Costituzione.

Le critiche però non vengono solo da destra. Alcuni settori di sinistra ritengono che la materia legittimi l’Europa unita invece di problematizzarla. Clara Serrano, in un articolo pubblicato su Rebelión, paragona i libri di testo sulla Cittadinanza agli «album di figurine» pieni di date e ai «giochi di ruolo» nei quali non c’è «né discorso né argomentazione».

C’è anche chi propone che la materia diventi opzionale e non obbligatoria. È quanto proposto da I Professionisti per l'etica, un'associazione cattolica che ha già distribuito 4 milioni di guide pratiche per spiegare come fare obiezione di coscienza contro la materia incriminata basandosi sull’articolo 16 della Costituzione. Alcuni cittadini hanno già aderito alla proposta.

Ma la Spagna non ha scoperto l’acqua calda. Materie specifiche relative alla cittadinanza e ai Diritti Umani sono presenti già in diciassette paesi europei come la Danimarca, l’Ungheria, la Germania, Cipro, la Norvegia e la Finlandia.

La differenza con la Spagna è, in alcuni casi, l’obbligo della frequenza. Esteban Beltrán, direttore di Amnesty International in Spagna, assicura che fino ad oggi la Spagna era il fanalino di coda per quanto riguarda la formazione sui Diritti Umani.