società

Slutwalk a Parigi: contro la violenza sessuale

Articolo pubblicato il 30 settembre 2013
Articolo pubblicato il 30 settembre 2013

Il 28 settembre si è svolta la prima Slutwalk francese, una genere di manifestazione nato a Toronto nel 2011. In strada scendono le persone che si battono contro la colpevolizzazione delle vittime di violenze sessuali. Il messaggio? lo stupro non è mai colpa della vittima. Foto e interviste dalla "Parata delle Troie" di Parigi.

Léa & Alexandra

Léa, 20, Parigi: "Mi considero una femminista. Questa è la mia seconda Slutwalk e oggi sto marciando per ricordare alla gente chi sono le vere vittime dello stupro ".

Alexandra, 21, Normandia: "Anche se non sono d'accordo con alcune delle opinioni degli organizzatori della Slutwalk di Parigi, penso che sia importante unirsi per cercare di cambiare la mentalità della gente riguardo ai casi di stupro che si ricevono per strada. Sebbene sia disposta a parlare delle mie personali esperienze di violenza da tempo, nessuno è disposto ad ascoltarmi". (Alexandra porta questo messaggio scritto sul petto: "Stupro correttivo? Sono ancora una lesbica", ndr.).

JULIA, SARAH & SARAH

Sarah, 23, Boston: "Per le strade di Parigi sono sulla difensiva per tutto il tempo. Visto che sono straniera, non so cosa dire, mi sembra che parlare in inglese mi renda ancora più vulnerabile. Per me la Slutwalk è la possibilità di dire tutte le cose che non ho avuto la possibilità di dire quando qualcuno si è avvicinato a me dicendo "Hey baby". Sono una donna, senti il mio ruggito!".

Sarah, 30, Washington DC: "Il femminismo sostiene che le donne dovrebbero avere una scelta – quella di stare a casa e avere figli, di perseguire la propria carriera, o di fare qualcos'altro. Occorre promuovere l'emancipazione femminile e sostenere le scelte delle donne, qualsiasi esse siano".

Julia, 25, Seattle: "Nel 2007, negli Stati Uniti una ragazzina di 14 anni è stata stuprata tre volte dal suo professore quarantacinquenne. Il giudice ha condannato l'uomo a 30 giorni di prigione poiché ha ritenuto che la ragazzina fosse mentalmente più grande della sua età e, dunque, che potesse essere consenziente. La ragazza si è suicidata. Si trattava dello stupro di una ragazza minorenne! Una condanna a 30 giorni è pura follia".

ROSALIE

Rosalie, 23, Parigi: "Questa è la mia seconda Slutwalk e sto marciando per tre motivi:

1) Per me stessa. Sfogare tutta la mia rabbia è una liberazione. L'ultima volta che ho marciato con altre femministe mi sono sentita più forte, è stata un'esperienza sia liberatoria, sia terapeutica.

2) Ho un'amica che è stata violentata e io sono l'unica persona con cui si è confidata perché si vergogna tantissimo. Ho deciso di camminare ogni anno per lei fino a quando si renderà conto che non è colpa sua e non c'è niente di cui vergognarsi. Spero che un giorno marcerà con me. Mi ha detto che non potrà mai più essere felice.

3) Il figlio di un amico di famiglia ha violentato una persona. Lo conoscevo sin da quando ero piccola. È stato incarcerato e mentre si trovava in prigione, si è ucciso. So che è discutibile, ma sto marciando anche per lui".

cori

"Le sexisme est une maladie sociale: Il sessismo è una malattia sociale!".

"Ma liberté, tu dois la respecter: La mia libertà, tu la devi rispettar!".

"Salope? Si je veux, quand je veux: Una troia? Se voglio e quando voglio".

"Pas d'excuses pour les abus: Niente scuse per gli abusi!".

"Love sex - hate sexism!: Ama il sesso – odia il sessismo!".

IL SALUTO

Soldati: "Approviamo il messaggio della manifestazione, anche se non avevamo mai sentito parlare della Slutwalk prima d'ora. Lo stupro non è mai scusabile. I media dovrebbero parlare di più di questioni legate al sessismo".

Gaëlle Hym, 39, Paris: "Tre anni fa ho organizzato la prima Slutwalk in Francia. Mi sono messa in contatto con gli organizzatori della prima Slutwalk di Toronto e mi hanno dato il via libera. Ho pensato che fosse un peccato che non esistesse anche in Francia. Mi piace il carattere inclusivo della marcia. Voglio mantenere la Slutwalk neutrale. Sono contenta che diverse organizzazioni marcino con noi, ma non voglio che uno di questi gruppi definisca il movimento intero. Sono cresciuta in mezzo a ragazzi e mi sono resa conto di quanto il patriarcato possa far male anche a loro. Voglio rompere gli stereotipi di genere. Vorrei che fosse introdotto un programma di educazione sessuale per i giovani, uno che affronti il tema del consenso. Voglio che tutti sappiano che cosa sia lo stupro! Biogna mettere in discussione una cultura in cui le vittime e non gli stupratori vengono colpevolizzate. Tutto questo deve cambiare!".  

Thomas, 44, Paris: "Sono un femminista? Sì... no... sì. Questa è la mia prima Slutwalk. Ho apprezzato l'esperienza anche se sono deluso dallo scarso numero di partecipanti (230 secondo il municipio, ndr). Sto marciando perché conosco molte donne che sono state violentate o aggredite sessualmente, loro mi hanno aperto gli occhi. Ho anche una figlia di 16 anni e voglio che lei viva in un mondo migliore. Vive les femmes!"