società

Siviglia: Cuba, comunisti e anticapitalisti si preparano alle elezioni

Articolo pubblicato il 12 maggio 2009
Articolo pubblicato il 12 maggio 2009
Focus sul Sud della Spagna, dove il Governo socialista-comunista prende più esempio da Cuba che dall’Europa. Il sogno di un’Europa anticapitalista in vista delle elezioni europee di giugno 2009.

Il 16 maggio, il Movimento di solidarietà con Cuba a Siviglia commemora il 50esimo anniversario della Rivoluzione sull’isola. La provincia di Siviglia è retta da una coalizione socialista-comunista: alcune città sono governate da sindaci comunisti, e la capitale di provincia stessa ha un governo di sinistra da undici anni. La Sinistra Unita (Izquierda Unida, Iu), fondata dal Partito Comunista spagnolo, possiede lo stesso nome del gruppo di estrema sinistra europeo, il quale siede al Parlamento europeo dal 1995. La Iu spagnola è la terza forza politica dopo il Partito Popolare (Pp) e il Partito Socialista (Psoe), con 130 eletti tra tutte le città della provincia di Siviglia e 78 a Malaga. «È stato quasi folkloristico, il modo in cui i comunisti sono arrivati, nel 2007», dice Miguel Lopez Adan, 31 anni, della Fondazione di Siviglia.

"Yes, we can" in versione cubana

La maggioranza comunista implica che i dipartimenti dello sport, della cultura e dell'educazione sono in mano all'Iu. Ogni dicembre, ad esempio, il gruppo teatrale infantile cubano La Colmenita si esibisce a Siviglia. Il primo aprile, il programma pilota Yo Si Puedo (Yes, I can), organizzato dalla Fondazione di Siviglia e dal Partito dei Giovani Comunisti dell'Andalusia, presenta metodi di insegnamento “cubani” per i 35mila analfabeti della provincia andalusa. «La frase viene prima di Obama», ride Miguel Lopez Adan, un ex studente di ingegneria all'Università di Siviglia: «Cooperazione significa condividere quello che si ha, come dicono i cubani».

«La gente non ne può più che queste attività vengano finanziate con fondi pubblici. Vengono sempre fuori scandali», dice Jose Ramon Tato, 27 anni, presidente di Nueva Generaciones, il braccio giovanile del Pp. «Il fatto che un Paese del Terzo Mondo possa aiutare un Paese industrializzato imbarazza la destra», replica Aurora Bargas, dell'autofinanziato centro Bartolome de las Casas. Questa associazione "non ideologica" prende il suo nome da un prete del Sedicesimo secolo che Franco aveva eliminato negli anni Settanta. Prima nel suo genere in Spagna, essa promuove "amicizia" con Cuba, occupandosi di spedire materiale, come un inceneritore per un cimitero all'Havana. «All’inizio pensavamo che il programma di alfabetizzazione fosse una propaganda di Chavez, ma in due mesi e mezzo ha portato l’alfabetizzazione in Venezuela. Il programma Yo Si Puedo consiste di lezioni video, e il denaro raccolto serve al miglioramento dei programmi». L'ex studentessa di psicologia dice che la causa cubana "riunisce" una Siviglia con troppi partiti, e diverse visioni della politica. «La gente non ci critica più come prima. La campagna anti-comunista di tre anni fa era un attacco ideologico contro Cuba, ma tutte le nostre iniziative sono legali. In associazione eravamo piuttosto tesi, ma è il municipio che comanda, non noi». «Lo spagnolo medio non sa come funzionano queste cose», sostiene Miguel Lopez Adan. «Dicono che ci tutto è finanziato con i fondi pubblici; ma accusarci di finanziare i sandinisti è un crimine. Il Pp ha le informazioni: la differenza sta tra quello che dicono e quello che fanno».

Iniziative anti-sistema in Siviglia per il 2009: «Tutto quello che conosciamo è il precariato, Juan Carlos e la crisi»

(Foto: ©Nabeelah Shabbir)Un'altra iniziativa consiste nell'invio di giovani brigadistas ("osservatori") a Cuba. Lo studente di biologia Alonso Pedrote, membro dei Giovani Comunisti dell'Andalusia, ha passato il colloquio in municipio nel 2006. Ci siamo incontrati all'Università di Siviglia, una "fortezza sinistroide" tra i cui studenti si inscrive anche l'ex Primo Ministro socialista Felipe Gonzalez.  Lì vicino, sull'erba, gli amici di Alonso strimpellano la chitarra con carte d’identità spagnole. Dopo tre settimane ad aiutare la costruzione di una scuola a Cuba, Alonso dice che il Paese è più democratico. «Il livello di iniziativa personale è basso, è vero, ma hai la sicurezza lavorativa. Qui, abbiamo un re che nessuno ha votato. L'educazione sanitaria è libera, al contrario di qua, dove non tutti possono permettersela. Il comunismo si basa sulla solidarietà tra classi. Perdiamo le battaglie che la gente ha vinto 30 anni fa – quando morì Franco – a causa di Zapatero: socialmente di sinistra, ma con una politica economica e di educazione è come quella di Aznar». Il problema del Processo di Bologna, che crea un mercato comune per le università europee, unisce all'unanimità gli estremisti di sinistra a Siviglia. Jose Ramon Tato, del Pp, la vede come «la migliore opportunità di viaggiare e imparare nuove lingue. Gli insegnanti hanno bisogno di fondi pubblici». «Ma è più costoso», dice Alonso. «Conduce a una privatizzazione delle Università». «I politici ti dicono quello che vuoi sentirti dire», continua Alonso. «Devi prendere una posizione. Nessuno verrà mai a dirti "hey, questo ti sta fottendo". La motivazione c'è, ma non facciamo niente. Le persone non parlano del passato con i propri figli, perché è stato troppo doloroso. Trent’anni fa il Partito Comunista ha firmato la costituzione, ma 30 anni dopo tutto ciò che conosciamo è il precariato, Juan Carlos e la crisi delle banche , anche se non Franco. Io vedo la realtà della grande disoccupazione giovanile in Spagna». Che tocca il 35.4%, il tasso più alto d'Europa, spaventosamente al di sopra della media europea (15.9%). In Grecia è del 22.3% (Eurostat 2008), ed è considerata una della principali ragioni dei disordini del “credit-crunch” del dicembre del 2008. Gli economisti stimano che il tasso sia più vicino a quello spagnolo, al 30%, secondo l'Independent. Avrà le stesse ripercussioni in Spagna, specialmente dopo i disordini del primo maggio?

Europa anti-capitalista

(Foto: ©Nabeelah Shabbir)A 23 anni, Alonso ha la stessa età dell'appartenenza della Spagna all'Unione europea. Alza le spalle in merito alle elezioni di giugno, in cui si sceglierà un nuovo Parlamento europeo in carica per i prossimi 5 anni. «Gli spagnoli non si sentono coinvolti. L'Europa è troppo lontana». «È più difficile per noi essere motivati», conviene Cristina Honorato, 31enne di Cadiz. Cristina fa la barista, mentre studia per diventare un'insegnante di storia per la scuola media, e ammette che il suo attivismo la trattiene. Nel suo banco, nell'assolata Plaza de Pumarejo, fa campagna perché il Partito della Sinistra Anticapitalista (Ia) concorra alle Elezioni europee. Con un nucleo di 15 persone a Siviglia, l'Ia si concentra sul Processo di Bologna e sull'immigrazione. Hanno raccolto 10mila firme, e gliene servono altre 5 mila entro il 25 di aprile. «Dopo il 2008 – con le manifestazioni contro la settimana di 65 ore e la direttiva della vergogna (mentre in America Latina si stipula la direttiva sul ritorno agli immigrati illegali) – le persone comprendono che le elezioni sono importanti, poiché ne possono subire le conseguenze. Abbiamo bisogno di creare una sinistra più robusta», dice. Le sue parole giungono un paio di settimane prima dell'unione tra la Lista comunista e anticapitalista in Italia per le Elezioni europee. «È fondamentale che costruiamo un'alternativa, un'Europa del popolo».

Chiama Olivier Besancenot, membro del Partito Anticapitalista fondato in Francia in febbraio, nello stesso momento in cui il Partito Comunista francese si allea con un nuovo Partito di sinistra, «un uomo onesto». «Non abbiamo pretese», dice. «Ci serve una rete sociale. La cosa più importante è essere coinvolti nel dibattito». Gli "amici dei cubani" di Siviglia sono più scettici. «Le elezioni europee sono importanti, ma non così tanto», commenta Aurora. «Si vota una volta ogni 4 anni, e la gente continua a fare quello che vuole». «Almeno possiamo cambiare le relazioni con l'America Latina», dice Miguel Lopez Adan, evocando il recente scongelamento delle relazioni con Cuba dopo 6 anni.

Al momento della pubblicazione, l'Ia annuncia che concorreranno per le elezioni, con quasi 20mila firme.