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Sinterklaas e Zwarte Piet: il Natale a rischio razzismo

Articolo pubblicato il 12 dicembre 2012
Articolo pubblicato il 12 dicembre 2012
Si chiamano Sinterklaas e Zwarte Piet e sono due personaggi natalizi molto famosi in Olanda. Tuttavia, a lungo, sono stati accusati di razzismo e di insensibilità culturale. Nonostante ciò, la celebrazione del 5 dicembre si sta diffondendo tra le nuove generazioni di immigrati, facilitando la loro integrazione della società olandese.

Con i capelli lunghi e la barba bianca, il personaggio olandese di Sinterklaas ha rappresentato il prototipo per la creazione del suo corrispondente americano Santa Claus. Più vicino all’immagine di San Nicola, Sinterklaas, oltre al bastone, indossa un mantello rosso e un copricapo da vescovo. Avendo abbandonato la nativa Turchia, non abita al Polo Nord, ma a Madrid. E ogni anno, leggenda vuole, lascia la capitale spagnola, senza sbocco sul mare, a bordo di una grande nave a vapore per dirigersi verso l’Olanda e lasciare i regali nelle scarpe dei bambini che si sono comportati bene. Nel suo viaggio lo accompagnano una serie di “aiutanti” birichini: tutti portano lo stesso nome, Zwarte Piet (letteralmente Black Pete, Pietro il Moro).

Un attacco all’identità nazionale?

Settimane prima dello scambio di regali e di poesie, che si svolge il 5 dicembre, le città olandesi organizzano grandi parate per dare il benvenuto a Sinterklaas che, su un cavallo chiamato Amerigo Vespucci in onore dell’esploratore italiano, è accolto da folle adoranti di bambini e genitori. La distribuzione di dolci tra gli spettatori è a cura dell’esuberante staff composto da tanti piccoli Black Pete, interpretati da attori bianchi che indossano parrucche afro e hanno il volto completamente truccato di nero, in maniera analoga a quella degli spettacoli dei menestrelli americani. Questa raffigurazione ha messo Black Pete al centro di un intenso dibattito. Così, per eliminare ogni critica, le leggende che lo ritraggono con tratti somatici accentuati, o che fanno riferimento alla sua condizione di schiavo africano liberato da Sinterklaas, sono state sostituite da un racconto ripulito e da una versione decisamente più politically correct: la sua faccia sarebbe stata innocentemente annerita dal fumo del camino.

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Gli olandesi sono famosi per mettersi sulla difensiva quando si chiede loro delle origini razziste della rappresentazione di Black Pete in versione cartone animato. Secondo l’etnologo John Helsloot, dell’istituto Marteens di Amsterdam, “le domande su Zwarte Piet sono comunemente percepite come un attacco all’identità nazionale olandese”. Porta l’esempio di Rita Verdonk, politica di destra e precedente ministro dell’integrazione e immigrazione, che nel 2007 ha lanciato un movimento politico, che ha avuto vita breve, chiamato “Orgoglio d’Olanda” (“Trots op Nederland”). Schierandosi in difesa della cultura olandese in pericolo, la Verdonk ha tenuto un discorso in cui arringava i suoi sostenitori facendo riferimento a un non precisato “loro", parlando dei colpevoli che cercavano di abolire le celebrazioni legate a Sinterklaas. La fonte di questa minaccia non è mai stata chiarita, ma si potrebbe dedurre che questi “loro” siano i non olandesi, nello specifico neri, musulmani e immigrati.

Chiediamolo ai ragazzi

Come molti altri paesi dell’Unione Europea, l’Olanda ha recentemente assistito a un cambio demografico, a causa della massiccia presenza di immigrati provenienti da stati come la Tunisia e il Marocco. Per valutare l’attrattiva che Sinterklaas esercita su questi nuovi arrivati, ad alcuni studenti delle superiori, nati in Olanda da almeno un genitore immigrato, è stato chiesto di esprimere la propria opinione in merito. Tra i quindici partecipanti, tutti residenti nella periferia di Amsterdam e dell’Aia, dieci sono cresciuti in famiglie musulmane, uno hindu e quattro in un ambiente non religioso. A prescindere dal proprio credo, tutti i ragazzi hanno confessato che da bambini credevano a Sinterklaas e che tutti partecipavano alle celebrazioni in suo onore organizzate dalla scuola. Più della metà dei partecipanti musulmani ha affermato di festeggiare l’arrivo di Sinterklaas anche a casa con le proprie famiglie, nonostante la proibizione islamica di osservare le festività non musulmane. Malgrado le evidenti contaminazioni cattoliche, tutti gli studenti tranne uno consideravano la festa di Sinterklaas come non connotata religiosamente. “Le persone di altre religioni possono partecipare alle tradizioni legate a Sinterklaas”, ha detto uno dei ragazzi, figlio di un immigrato turco.

Nonostante molti adulti considerino che la tradizione di Sinterklaas stia scomparendo a causa del consumismo, la grande diffusione dell’evento, ormai secolarizzato, contribuisce alla sua percezione come una celebrazione popolare dell’identità olandese. “Non lo festeggio a casa”, ha detto un ragazzo, musulmano praticante, “ma non mi sono mai chiesto ‘perché non lo facciamo?’, dato che il clima di festa è dappertutto”. Un recente sondaggio realizzato dal gruppo Q&A ha rilevato che, a causa dell’attuale crisi economica che affligge tutta l’Europa, solo la metà degli olandesi ha intenzione di partecipare alle celebrazioni di quest’anno dedicate a Sinterklaas; calo dovuto anche alla conseguente necessità di comprare regali aggiuntivi. A diminuire ulteriormente la fama di Sinterklaas ci pensa la controversia su Black Pete: è interessante osservare come la strenua difesa di questa figura mostri segni di indebolimento; nonostante tre dei quindici studenti intervistati abbia preso le sue difese, non trovandolo in alcun modo inappropriato, undici si sono dimostrati comprensivi nei confronti di chi ritiene che questo personaggio sia razzista e uno ha affermato di trovare la sua rappresentazione personalmente offensiva.

La difesa in nome di Black Pete comincia a mostrare segni di indebolimento

Per conservare il carattere di integrazione di Sinterklaas, le celebrazioni devono evolversi per riflettere la mutata sensibilità della popolazione del paese. Con il passare del tempo, quando i giovani di etnie e religioni diverse diventeranno adulti, saranno probabilmente favorevoli a una raffigurazione più soft di Black Pete. Questo cambiamento non segna il superamento di Sinterklaas: come uno studente ha confermato, il suo costume è “un pezzo d’Olanda e per questo deve rimanere”. Infatti, se la festa di Sinterklaas continuasse a contribuire all’inserimento di nuovi immigrati nella cultura olandese, ne verrà assicurata la sua conservazione. “Sarebbe bello e molto divertente per gli immigrati unirsi alla tradizione di Sinterklaas” afferma un ragazzo musulmano, “perché ci farebbe sentire più uniti”.

L’autore di questo articolo è un borsista Fulbright che scrive su tematiche legate all’immigrazione e sulle problematiche di frontiera, presso l’istituto per la migrazione e gli studi etnici dell’università di Amsterdam (IMES).

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