società

Romania: la nuova frontiera dei giovani europei

Articolo pubblicato il 31 gennaio 2014
Articolo pubblicato il 31 gennaio 2014

Si parla spesso di chi migra dall'est verso l'ovest dell'Europa. In realtà, oggigiorno, sempre più giovani europei intraprendono il percorso contrario. Ecco la storia degli immigrati francesi, spagnoli e olandesi in Romania. Reportage contro il luogo comune, da Bucarest.

I mo­nu­men­ta­li edi­fi­ci in stile neo­clas­si­co e i gran­di viali al­be­ra­ti della ca­pi­ta­le ru­me­na rac­chiu­do­no te­so­ri na­sco­sti. Spes­so gli stra­nie­ri che vi­vo­no in que­sta città amano pas­seg­gia­re per le sue vie, ap­prez­za­re la ricca ar­chi­tet­tu­ra delle case so­prav­vis­su­te al re­gi­me di Ceau­se­scu e scor­ge­re un bar dove prima c'era una casa. È que­sto il caso di una li­bre­ria fran­ce­se nata al­l'in­ter­no di un'an­ti­ca abi­ta­zio­ne nel quar­tie­re di Piata Amzei. Il por­to­ne verde ci fa­reb­be pen­sa­re al­l'en­tra­ta di una casa, ma l'in­se­gna "Ky­ra­li­na(li­bre­ria fran­ce­se, nda.) fuga ogni dub­bio. Al­l'in­ter­no, un gatto bian­co e nero pas­seg­gia tra gli scaf­fa­li dei libri per ra­gaz­zi dove spic­ca­no i fu­met­ti di Tin­tinSi­do­nie, se­du­ta die­tro al pc, sta par­lan­do in fran­ce­se con un clien­te di Bu­ca­re­st. 

Altro che Pa­ri­gi

Nel 2009, dopo gli studi let­te­ra­ri alla Sor­bo­na e una breve espe­rien­za nel­l'e­di­to­ria, Si­do­nie pren­de il primo volo per Bu­ca­re­st per fare vo­lon­ta­ria­to all’Isti­tu­to Fran­ce­se. Al suo ar­ri­vo, la li­bre­ria del­l’I­sti­tu­to non re­gi­stra molte ven­di­te. Per la gio­va­ne ra­gaz­za, sem­bra­no non es­ser­ci gran­di pos­si­bi­li­tà: "Mi sono resa conto che i ru­me­ni, anche i più gio­va­ni, amano molto la cul­tu­ra fran­ce­se. Quan­do il mio com­pa­gno ha tro­va­to la­vo­ro ab­bia­mo de­ci­so di apri­re una li­bre­ria fran­ce­se per conto no­stro". Il suc­ces­so è stato im­me­dia­to e, a poco più di un anno dal­l'a­per­tu­ra, ogni aspet­ta­ti­va è stata su­pe­ra­ta; circa il 70% dei clien­ti pro­vie­ne dalla Ro­ma­nia. "Siamo con­ten­ti di as­se­con­da­re le ri­chie­ste dei ru­me­ni e di non es­se­re visti solo come una li­bre­ria per gli emi­gra­ti", dice Se­do­nie. La scar­sa con­cor­ren­za è un van­tag­gio. Lei pa­ra­go­na Bu­ca­re­st a un "gran­de can­tie­re", che per­met­te di dare li­be­ro sfogo alle pro­prie idee e alla crea­ti­vi­tà. "È una città dove tutto è pos­si­bi­le. Ci sono molte op­por­tu­ni­tà. A Pa­ri­gi, in­ve­ce, non c'è più spa­zio per nuovi pro­get­ti", af­fer­ma.

Poco più in là, nel cen­tro sto­ri­co, sorge l'Hubun'or­ga­niz­za­zio­ne che riu­ni­sce e sup­por­ta gio­va­ni im­pren­di­to­ri met­ten­do a di­spo­si­zio­ne un am­bien­te di la­vo­ro con­di­vi­sio. Anna è uno dei mem­bri. Ori­gi­na­ria dei Paesi Bassi, è ar­ri­va­ta nell'ot­to­bre 2012 come fun­zio­na­rio del Ser­vi­zio Vo­lon­ta­rio Eu­ro­peo (SVE). Quan­do le mis­sio­ni della sua as­so­cia­zio­ne non hanno più dato i ri­sul­ta­ti at­te­si, ha crea­to un suo pro­get­to. Al ter­mi­ne del suo SVE, ha par­te­ci­pa­to al pro­gram­ma Era­smus per gio­va­ni im­pren­di­to­ri e ha dato vita a una ditta di con­su­len­ze in am­bi­to di co­mu­ni­ca­zio­ne: "Fac­cio corsi di mar­ke­ting e aiuto i miei clien­ti a crea­re uno slo­gan vin­cen­te per la loro azien­da. La mag­gior parte di loro viene dalla Ro­ma­nia. Il pro­get­to fun­zio­na alla gran­de per­ché rap­pre­sen­ta un esem­pio unico".

Sfatiamo i luoghi comuni

L’ac­co­glien­za ca­lo­ro­sa dei ru­me­ni, la lin­gua, la cul­tu­ra, la bel­lez­za dei pae­sag­gi sono al­cu­ni dei mo­ti­vi che spin­go­no la gio­va­ne ge­ne­ra­zio­ne a tra­sfe­rir­si in Ro­ma­nia. David è ar­ri­va­to nel 2005 in oc­ca­sio­ne del­l'E­ra­smus. Que­sto ra­gaz­zo ca­ta­la­no si è su­bi­to in­na­mo­ra­to della città e della Ro­ma­nia. "È un Paese dai mille volti. Ogni gior­no mi sor­pren­de e non ci si an­no­ia mai", rac­con­ta. Parla per­fet­ta­men­te il ru­me­no e, oltre a la­vo­ra­re part-ti­me in un'a­zien­da fran­ce­se, col­la­bo­ra 2 gior­ni a set­ti­ma­na con l'e­mit­ten­te Radio Ro­ma­nia In­ter­na­zio­na­le

Ep­pu­re molti stra­nie­ri, quan­do pen­sa­no alla Ro­ma­nia, hanno in mente lo ste­reo­ti­po della cas­sie­ra bron­to­lo­na e del ca­me­rie­re fret­to­lo­so. "Que­sti sono luo­ghi co­mu­ni e non è cam­bia­to nulla da quan­do sono ar­ri­va­to, 8 anni fa", con­fes­sa David, men­tre imita scher­zo­sa­men­te una com­mes­sa che lo degna ap­pe­na di uno sguar­do. "I ru­me­ni sono ac­co­glien­ti, crea­ti­vi e pieni di ri­sor­se, anche se non sem­bra­no ren­der­se­ne conto. Mi è suc­ces­so sol­tan­to una volta che mi ab­bia­no chie­sto cosa ci fossi ve­nu­to a fare nel loro Paese", con­fes­sa.

Non è oro tutto quel che luccica

Chi emi­gra al­l'e­ste­ro spes­so deve af­fron­ta­re una bu­ro­cra­zia pron­ta a met­te­re i ba­sto­ni fra le ruote. In Ro­ma­nia, ci si ri­tro­va fa­cil­men­te nel caos più to­ta­le. Ven­go­no re­ca­pi­ta­te multe da ca­po­gi­ro per delle scioc­chez­ze e la bu­ro­cra­zia non ha nulla da in­vi­dia­re a quel­la fran­ce­se. "L’am­mi­ni­stra­zio­ne ru­me­na è piena di ca­vil­li. L’i­nau­gu­ra­zio­ne della li­bre­ria è stata ri­tar­da­ta per un muc­chio di scar­tof­fie", ri­cor­da Si­do­nie con di­spia­ce­re. La cosa che più stu­pi­sce è il costo del­l'af­fit­to: "Il mer­ca­to im­mo­bi­lia­re non ha re­go­le ben pre­ci­se. Si può af­fit­ta­re un ap­par­ta­men­to a un prez­zo ir­ri­so­rio, ma un lo­ca­le com­mer­cia­le costa molto più che a Pa­ri­gi!".

Anche David ha in­con­tra­to dif­fi­col­tà eco­no­mi­che. "Tro­va­re la­vo­ro è sem­pli­ce, ma avere un im­pie­go che ti ga­ran­ti­sca una vita di­gni­to­sa è com­pli­ca­to. Con il mio primo la­vo­ro gua­da­gna­vo 500 lei al mese (circa 100 euro) e solo la bol­let­ta della luce ar­ri­va­va a 300 lei. Inol­tre, gli sti­pen­di sono ri­ma­sti con­ge­la­ti da quan­do sono ar­ri­va­to", rac­con­ta. Anche se il costo della vita au­men­ta, un pro­fes­so­re al­l'i­ni­zio della sua car­rie­ra non gua­da­gna più 200 euro, men­tre un me­di­co 500 euro. "È colpa della cor­ru­zio­ne che di­la­ga nel si­ste­ma edu­ca­ti­vo e in quel­lo sa­ni­ta­rio", ag­giun­ge.

No­no­stan­te le dif­fi­col­tà, David non ha in­ten­zio­ne di la­scia­re la Ro­ma­nia: "Al­cu­ni miei amici spa­gno­li sono stati co­stret­ti a par­ti­re per­ché non tro­va­va­no un la­vo­ro ben re­mu­ne­ra­to. Io in­ve­ce, sono vo­lu­to ri­ma­ne­re a tutti i costi. Ho stret­to i denti, ho fatto 3 la­vo­ri allo stes­so tempo e, alla fine, ce l'ho fatta".

_

Que­sto ar­ti­co­lo fa parte del Dos­sier Im­mi­gra­zio­ne di ca­fé­ba­bel.