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Regno Unito: NIMBY vs energia eolica

Articolo pubblicato il 03 febbraio 2014
Selezionato dalla redazione
Articolo pubblicato il 03 febbraio 2014

Alla Gran Bre­ta­gna viene ri­chie­sto di pro­dur­re il 15% della sua ener­gia tramite fonti rin­no­va­bi­li entro il 2020. C'è chi però, dietro all'acronimo NYMBY, si oppone ai progetti di sfruttamento dell'energia eolica. Perché? 

La sin­dro­me NIMBY, sigla in­gle­se di "Not In My Back Yard" ("non nel mio cor­ti­le", ndr.), si ri­fe­ri­sce alle per­so­ne che si op­pon­go­no al­l'in­stal­la­zio­ne di par­chi eo­li­ci o di­sca­ri­che nelle vi­ci­nan­ze del pro­prio quar­tie­re, salvo voler be­ni­fi­cia­re di que­sti im­pian­ti una volta in­stal­la­ti al­tro­ve. Come na­zio­ne, i bri­tan­ni­ci ap­pog­gia­no l'e­ner­gia rin­no­va­bi­le – l'82% si di­chia­ra fa­vo­re­vo­le. Tut­ta­via solo metà della po­po­la­zio­ne ap­pog­gia con­cre­ta­men­te pro­get­ti per l'e­ner­gia rin­no­va­bi­le nel­l'am­bi­to delle co­mu­ni­tà lo­ca­li. I par­chi eo­li­ci sono piut­to­sto este­si e, se­con­do qual­cu­no, an­ti­e­ste­ti­ci; inol­tre, la mag­gior parte delle stra­te­gie di sfrut­ta­men­to di ener­gie "nuove" o "non con­ven­zio­na­li" – dal­l'eo­li­co al me­to­do del "frac­king" per estrar­re gas na­tu­ra­li a no­te­vo­le pro­fon­di­tà – ven­go­no pro­po­ste in aree poco po­po­la­te. Il con­ser­va­to­re Lord Ho­well è di­ven­ta­to fa­mo­so per aver af­fer­ma­to che ci sono una marea di aree "de­so­la­te" nel nord est per­fet­te per le ope­ra­zio­ni di frac­king. Ov­via­men­te è scop­pia­to uno scan­da­lo.

Il con­flit­to d'in­te­res­si è sem­pli­ce: le aree con meno abi­tan­ti, con­si­de­ra­te per que­sto le più adat­te per lo sfrut­ta­men­to di ri­sor­se ener­ge­ti­che, sono di so­li­to luo­ghi ru­ra­li, dalla ca­rat­te­ri­sti­ca bel­lez­za e amati dai re­si­den­ti. Per as­sur­do, pro­prio chi do­vreb­be "pre­ser­var­le" dal­l'in­va­sio­ne degli im­pian­ti di pro­du­zio­ne di ener­gia pu­li­ta po­treb­be­ro, nel lungo periodo, con­tri­bui­re alla ro­vi­na della loro area e a quella degli altri.

Lo stes­so Bill Bry­son ha detto che la Gran Bre­ta­gna ha la più bella cam­pa­gna del mondo e che tro­ve­reb­be odio­so far parte della ge­ne­ra­zio­ne che ha per­mes­so che tutto que­sto venga per­du­to. La sin­dro­me NIMBY è pa­ra­go­na­bi­le al na­zio­na­li­smo, ma su scala mi­cro­sco­pi­ca: la gente è pron­ta a tutto per pro­teg­ge­re luo­ghi che con­si­de­ra di sua pro­prie­tà.

LE POS­SI­BI­LI SO­LU­ZIO­NI

Una pos­si­bi­li­tà po­treb­be es­se­re quel­la di se­gui­re l'e­sem­pio del pro­get­to Gree­n­wi­re: evi­ta­re il fe­no­me­no NIMBY cam­bian­do ubi­ca­zio­ne degli im­pian­ti. L'Ir­lan­da, forse meno snob del suo vicino, ha colto al volo l'op­por­tu­ni­tà di pro­dur­re ener­gia eo­li­ca nelle zone co­stie­re e di ven­der­la agli in­gle­si. Que­sto pro­get­to si è ri­ve­la­to più ef­fi­cien­te e quin­di eco­no­mi­co ri­spet­to al­l'in­stal­la­zio­ne di tur­bi­ne in mare aper­to e l'Ir­lan­da ne ha gua­da­gna­to enor­me­men­te in ter­mi­ni di soldi ed ener­gia. La Gran Bre­ta­gna ha ener­gia pu­li­ta e la sua pre­zio­sa cam­pa­gna è ri­ma­sta im­ma­co­la­ta. Le clas­si agia­te ne sa­ran­no con­ten­te.

Pec­ca­to che sono stati persi 10.000 po­ten­zia­li posti di la­vo­ro che avreb­be­ro po­tu­to aiu­ta­re l'e­co­no­mia bri­tan­ni­ca, la quale soffre l'aumento dei costi del­l’e­ner­gia. 

Un'al­tra pos­si­bi­li­tà è quel­la di dare in­cen­ti­vi con­cre­ti alle co­mu­ni­tà. Le com­pa­gnie di ener­gia eo­li­ca scoz­ze­si hanno sbor­sa­to 5 mi­lio­ni di ster­li­ne per le co­mu­ni­tà lo­ca­li che hanno ac­cet­ta­tola co­stru­zio­ne di nuovi torri eoliche. C'è da scom­met­ter­ci: un parco eo­li­co non è poi tanto brut­to se si trova ac­can­to a una nuo­vis­si­ma sala co­mu­na­le, in­sie­me a una pista ci­cla­bi­le in ot­ti­me con­di­zio­ni. Un pro­get­to come que­sto ha reso pos­si­bi­le la ria­per­tu­ra di un ci­ne­ma lo­ca­le ri­ma­sto chiu­so per ben 30 anni.

La storia di maggior successo in Inghilterra è quella della Westmill Wind Farm Co-operative a Swindon. Al 100% proprietà della comunità, le sue 5 torri producono energia sufficiente a coprire il fabbisogno di 2500 abitazioni. Una raccolta fondi ha permesso alla comunità di comprare le quote dell’opera; così il parco eolico è stato loro sin dall'inizio. Il parco non stona affatto con l'ambiente: è qualcosa di cui la comunità va fiera. 

COSì VA IL MONDO

Il con­cet­to che i bi­so­gni umani de­tur­pi­no il pae­sag­gio non è certo nuovo. Tra­lic­ci del­l'e­let­tri­ci­tà, bi­na­ri fer­ro­via­ri e sta­zio­ni ter­re­stri per si­ste­mi sa­tel­li­ta­ri sono stati tutti odia­ti e com­bat­tu­ti non ap­pe­na ve­ni­va­no pro­po­sti. La gran­de dif­fe­ren­za sta nel fatto che mentre tutto ciò con­tri­bui­sce alle emis­sio­ni di CO2 e al ri­scal­da­men­to glo­ba­le, i par­chi eo­li­ci aiu­ta­no a mi­ni­miz­za­re tali ef­fet­ti. Quan­do i va­lo­ri del "vi­ve­re-ver­de" e dell'"ama­re-il-ver­de" en­tra­no in con­flit­to, ci tro­via­mo di fron­te a un pro­ble­ma: tutti vor­rem­mo poter con­ci­lia­re en­tram­bi, senza ri­nun­ce.

Il Regno Unito ha an­co­ra molta stra­da da per­cor­re­re per rag­giun­ge­re gli stan­dard di altri vi­ci­ni eu­ro­pei: una ver­go­gna, data l'ab­bon­dan­za di vento di cui gode il Paese. Co­mun­que, con il go­ver­no con­cen­tra­to sul frac­king – i mi­ni­stri del governo britannico hanno re­cen­te­men­te am­mes­so di voler re­vo­ca­re le leggi sulla vio­la­zio­ne di do­mi­ci­lio, per­met­ten­do così alle com­pa­gnie di pro­ce­de­re con il  frac­king sotto le abi­ta­zio­ni senza il per­mes­so dei pro­prie­ta­ri – i se­gua­ci del fe­no­me­no NIMBY pre­sto tor­ne­ran­no alle loro vir­tuo­se pro­te­ste. In que­sto caso però le "green po­li­cies" e le istan­ze am­bien­ta­li­ste si tro­ve­ran­no d'ac­cor­do.