società

Qui Bruxelles: cemento e immondizia

Articolo pubblicato il 26 marzo 2008
Articolo pubblicato il 26 marzo 2008
Continua il viaggio per le strade che portano il nome Europa. Questa volta siamo nella capitale d'Europa. L'Esplanade de L'Europe a Saint-Gilles: un quartiere di immigrati, tra bidoni e cemento.

L'Esplanade de l'Europe, realizzata per l'Esposizione Universale di Bruxelles del 1958, oggi ha più bidoni della spazzatura che persone. I pochi passanti che transitano lungo questa spianata sono soprattutto immigranti: siamo nel quartiere di Saint-Gilles. Sull' Esplanade de l'Europe non ci sono negozi, né chioschi, né giardinetti: solo lampioni dall’aspetto industriale e alcune panchine su cui non si siede nessuno. Un luogo di passaggio.

Lavorare solo la domenica

Saint-Gilles è la cornice perfetta per rappresentare i paradossi di Bruxelles. Con il 43% di popolazione immigrata, non si può dire che sia il quartiere favorito degli oltre 15.000 funzionari europei che risiedono in città. Bisogna attendere vari minuti prima che qualcuno si avventuri da queste parti. Abdelbassir è un ventenne marocchino. Provo a estorcergli qualche riflessione sull’Europa ma lui mi parla del Belgio e di tutto quello che i suoi connazionali «devono a questo piccolo Paese». Per lui «l’Europa è il Belgio», e non c’è niente di strano: forse non è mai uscito dal Paese.

Mentre Abdelbassir continua per la sua strada mi aggrediscono gli odori che arrivano dalla fila di bidoni dell’immondizia. Sono gli avanzi del mercatino della domenica, l’unico giorno di attività della “spianata europea”.

Qualcuno esce dalla stazione. Non c’è bisogno che mi avvicini. Il passeggero, con accento britannico – dev’essere appena sceso dall’Eurostar – mi chiede della Tour du Midi, (la torre di Mezzogiorno). È l’edificio più alto di Bruxelles. Forse l’Eurostar e i 150 metri di questo moderno

grattacielo sono le uniche ragioni per battezzare “Europa” uno spazio in cui succede qualcosa solo la domenica.

Mi avventuro negli angoli umidi, vicino al ponte che nei giorni di pioggia protegge quanti scelgono di passare il tempo in compagnia di una birra.

Non si vede ancora un’anima e sono le nove del mattino di un normale lunedì lavorativo. Proprio quando sto per gettare la spugna scorgo un gruppo di giovani che attraversano la strada. Scelgo Elodie, belga, che sta per prendere la metro verso il Comitato delle Regioni, dove lavora. Qual è il problema principale dell’Europa? «Né la disoccupazione né il terrorismo». Elodie centra la sua risposta sulla «mancanza di informazione, per i cittadini, sul valore delle istituzioni europee. Dobbiamo far sí che la gente vada oltre le sovvenzioni, e si interessi davvero all’Europa». Indiscutibile. Bisogna ricominciare daccapo, dalla comunicazione e dall’immagine. Me ne vado con la sensazione che Bruxelles meriti molto di più dell' Esplanade de l'Europe che si ritrova. Anche l’Europa merita qualcosa in più di questo non-luogo.