società

Qual è la violenza che distrugge il monopolio della violenza legittima in uno Stato di diritto?

Articolo pubblicato il 16 novembre 2002
Articolo pubblicato il 16 novembre 2002
Al soldato francese piace il vino francese. Al soldato russo piace il vino russo? Per caso lo stato russo ha legittimato la ribellione di alcuni dei suoi cittadini in nome del diritto alla vita?

Variazione 1

Il soldato russo è mal vestito, mal nutrito, lotta sui monti e ha paura. I suoi due mezzi di comunicazione con gli altri homo sapiens sono le armi e la vodka. I ceceni tendono a preferire le armi, ma spendiamo qualche parola sulla vodka. Gli intenditori passano ore a discutere delle virtù della Jirinovski, della Yeltsine e della Moskovskaia. Ma dirigete il dibattito sulle marche di montagna e vi troverete d’accordo: chi avrebbe il coraggio di mettere in discussione la qualità del vino georgiano o del cognac armeno o azèro? Guardate la faccia da sognatore che faranno ed evocate allora questa rocambolesca Denominazione di Origine Controllata: INDIVIDUO DI ORIGINE CAUCASICA, registrata dalle autorità russe, alla quale si ricorre spesso nel campo d’azione...e osservate come le loro facce si scompongono. Proponetegli pure una novità, il terrorista ceceno, un sapore leggermente amaro, da assaporare lentamente, affinchè il palato dell’esteta si impregni e impari a riconoscerlo. Avete già identificato la bevanda amica e il sapore del nemico, già state in guerra.

Variazione 2

La cattura degli ostaggi a Mosca ha portato la guerra nel cuore della Russia? In realtà la domanda da porsi è un’altra: da dove proviene? Da una regione periferica dello Stato russo, da un paese straniero, da una regione dello Stato russo dove il controllo dello Stato è fittizio, da tutto il mondo, o da un’organizzazione terrorista internazionale senza sede, che si muove in funzione delle battaglie, in difesa della causa islamica? Si tratta di un problema interno o internazionale? Che diritto si applica in questa regione e con quale diritto questo diritto vi si applica?

Variazione 3

Tesi: la Cecenia fa parte della Federazione Russa, la guerra che si svolge in Cecenia è un conflitto interno, l’operazione cominciata nel 1999 è un’operazione antiterrorista contro i ribelli ceceni, Aslan Maskhadov è il capo dei ribelli ceceni. Akhmad Kadirov, nominato democraticamente dalle autorità russe, è il capo legittimo dell’amministrazione cecena, i rifugiati ceceni devono tornare in Cecenia prima della fine dell’anno, a patto che la situazione nella regione si sia “normalizzata”. Lo Stato russo stabilisce misure eccezionali per combattere il terrorismo internazionale che si è stabilito in Cecenia e che minaccia la popolazione civile russa.

Domanda: se i ceceni sono cittadini russi perchè non hanno diritto di spostarsi liberamente sul territorio del proprio Stato?

Antitesi: dal 1999 la Cecenia ha ripreso la guerra per l’indipendenza contro la potenza coloniale russa. Aslan Maskhadov è il presidente ceceno, eletto democraticamente. Aslan Maskhadov non ha diretto la cattura degli ostaggi di Mosca, la cattura degli ostaggi di Mosca non è stata diretta dalla rete internazionale del terrorismo islamico. Se la guerra contro la Russia continua i combattenti ceceni diventeranno più radicali e organizzeranno ulteriori azioni terroriste. Il governo ceceno propone alla Federazione Russa l’apertura immediata delle negoziazioni per una soluzione politica del conflitto.

Sintesi: la ritirata delle forze russe dalla Cecenia è stata sospesa per terminare l’operazione antiterrorista, i soldati russi sono dispiegati intorno ai campi dei rifugiati ceceni per proteggerli, i controlli dei ceceni si intensificano nel territorio russo, la pulizia in Cecenia continua.

Domanda: se i ceceni terroristi sono privati della qualità di cittadini russi, che ne è degli altri ceceni?

Variazione 4

Le ombre nel discorso delle autorità russe non stanno né nell’affermazione quanto meno contestabile che l’operazione di liberazione degli ostaggi è stata un successo, né nelle dichiarazioni contraddittorie sulla naturalezza del gas utilizzato e sulla causa di morte delle vittime, né sulle intenzioni di prendere il controllo sulla copertura degli eventi attraverso i mezzi di comunicazione, né tanto meno nell’occultazione quasi totale dello sviluppo delle negoziazioni con i membri del commando. Le autorità russe si ostinano a mantenere la più totale ambiguità sui diritti e i doveri dei propri cittadini ceceni. Nel definire come terroristi i responsabili della cattura degli ostaggi, lo Stato russo si è situato nel movimento dei grandi Stati occidentali, che si dichiarano vittime potenziali di gruppuscoli di terroristi e che, in nome della sicurezza della propria popolazione civile, si arrogano il diritto di dettare misure “eccezionali”. Lo Stato russo è arrivato addirittura ad arrogarsi il diritto di confiscare i cadaveri dei terroristi in nome della suddetta sicurezza. Non c’è da aggiungere altro per dimostrare fino a che punto arriva la volontà dello Stato russo di proteggere la propria popolazione. Lo Stato russo modifica a proprio gusto i confini di questa popolazione civile e, anche se l’individuo di origine caucasica forma teoricamente parte di essa, Yakhar Nieserkoyeva, 42 anni, cecena, ostaggio del teatro di Dubrobka, ha passato una settimana in carcere preventivo a Mosca. Può un ceceno essere russo? Può un russo essere ceceno? Che significa esattamente essere russo? Si tratta di una etnia, di una nazionalità, di una cittadinanza? I ceceni hanno passaporto russo? I ceceni sono considerati cittadini russi dallo Stato russo?

Variazione 5

La popolazione russa appoggia l’azione delle proprie autorità nella lotta contro il terrorismo. L’impiego della violenza per la liberazione degli ostaggi nel teatro di Mosca è, pertanto, legittimo. E dunque se lo Stato russo detiene il monopolio della violenza legittima sul territorio, che si può pensare di questo Stato quando libera i propri prigionieri di diritto comune, previamente condannati dalle sue leggi, e li paga per combattere in una regione di questo stesso Stato, quando tollera la vendita di armi da parte dei suoi generali, sapendo che le suddette armi sono utilizzate per uccidere i propri soldati, e quando autorizza i propri soldati a portare avanti operazioni di pulizia contro la popolazione civile di questo stesso Stato, in una zona dello stesso Stato? Lo Stato russo impone ai propri cittadini il dovere di obbedienza e il rispetto delle leggi, tranne a coloro, tra suoi cittadini, che si trovano di fronte a un ceceno. Lo Stato russo non riconosce ad un ceceno né la qualità di straniero, né quella di cittadino. Il ceceno è definito per la propria origine geografica, il Caucasico, riconosciuto dall’aspetto fisico, scuro, apprezzato per il gusto piccante per la ribellione, e temuto per il suo consumo, il cui abuso pregiudica seriamente la salute. Questa reputazione è mantenuta con impegno dalle autorità russe, che si permettono ampie libertà nella produzione di questa squisita messe.

Foto: (c) j-No/flickr