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Polonia, arriva il Partito delle Donne

Articolo pubblicato il 08 marzo 2007
Articolo pubblicato il 08 marzo 2007
La scrittrice Manuela Gretkowska guida la rivolta dell'emancipazione. «Tutte opportuniste», attaccano gli ultraconservatori. Che restano al potere.

Come si vive l'8 marzo in Polonia? I politici della destra nazionalista al potere hanno già tentato di iscrivere il diritto alla vita nella Costituzione polacca “fin dal momento del concepimento”. Cercando così di restringere ancor più il già limitato ricorso alle pratiche abortive in un Paese segnato dal conservatorismo. Non solo. Recentemente la “Mamma Polonia” torna in auge. Con proposte – sempre dai banchi del Governo dei gemelli Kacsynski – di sussidi per tutte le donne che decidono di rimanere a casa per occuparsi dei figli. Ma non è detta l'ultima parola: «Si devono discutere le questioni femminili anche con le donne», s'infiamma la deputata dell'Unione dei Democratici di sinistra, Izabela Jaruga-Nowacka nota per la lotta per i diritti delle donne.

«Il nostro ruolo? Occuparsi della casa»

Ed è in quest'ottica che Manuela Gretkowska ha fondato, il 1° febbraio 2007, il Partito delle Donne: «Non dobbiamo solamente incitare alla rivolta, viviamo in democrazia e possiamo conquistare i nostri diritti in accordo con i principi di uno Stato democratico. Credo che ci riusciremo. E che le donne nel nuovo Parlamento avranno un partito che rappresenterà i loro interessi». Nonostante l'inesistenza di quote rosa in Polonia, le donne sono comunque presenti nella vita pubblica e detengono anche posti importanti in politica e nelle aziende.

«Ma attenzione. Le donne attualmente in Parlamento non rappresentano sufficientemente i nostri interessi. Se restiamo in discussioni ideologiche non risolviamo neppure in minima parte le questioni che riguardano tutti e ancor meno i più indifesi, i bambini», arringa la Gretkowska. Purtroppo il raggiungimento del successo professionale da parte delle donne in Polonia è spesso ridotto ad un'eccezione che conferma la regola. Spesso è associato ad un femminismo radicale o alla mancanza di una famiglia. «Mi sembra che le donne abbiano meno forza per imporsi, meno fiducia in se stesse e meno possibilità. Persino se si sentono votate alla vita pubblica sono consapevoli del loro ruolo principale, richiesto dalla società: occuparsi della casa», sostiene Magda, direttrice dell’ufficio dell’Associazione dei leader dei gruppi civici locali.

Le polemiche: «Solo un metodo di promozione del libro»

L’idea di fondare un partito composto prevalentemente da donne, dove gli uomini, per statuto, costituiscano una minoranza, è stata inizialmente ridicolizzata non solo dai rappresentanti maschili della scena politica, ma anche dalle donne appartenenti ai partiti al governo.

Poi però ha ottenuto rapidamente un incredibile successo non solo tra le note esponenti politiche dell’opposizione, giornaliste, celebrità nazionali o donne manager, ma anche e soprattutto tra migliaia di donne comuni che hanno appoggiato la sua creazione. «A tutte le persone che dubitavano di noi vogliamo dire che le donne sono in grado di organizzarsi e creare con tutte le loro forze un partito che abbia un nuovo approccio alla politica», contrattacca Lidia Popiel-Linda, co-fondatrice del Partito delle Donne. Nato sulla scia del manifesto di Manuela Gretkowska, "Polska jest kobiet" (La Polonia è donna), dal febbraio 2007 figura ufficialmente nell’elenco dei partiti. Il suo programma non è rivolto solo alle donne, per migliorare le loro condizioni di vita, ma si concentra anche sul miglioramento di tutti gli ambiti quotidiani che non soddisfano il cittadino medio.

La visione riformista dello Stato, proposta dal Partito delle Donne, è oggetto di critica da parte di coloro che sostengono che non è possibile migliorare tutto e realizzare il sogno dello Stato ideale. «In realtà questo partito vuole mettere da parte tutti i problemi importanti. E non penso che nella pratica otterrà dei risultati e porterà a qualcosa di nuovo», attacca Teresa Jakubowska del partito anticlericale Racja. Non solo. Per le male lingue la fondazione del Partito delle Donne da parte di Manuela Gretkowska capita a fagiolo per la promozione del suo ultimo libro, Kobieta i mczyni (“La donna e gli uomini”, ndr).

Resta il fatto che le donne polacche necessitano decisamente che i loro interessi vengano meglio rappresentati al Governo. E solo il tempo mostrerà se il Partito delle Donne potrà realizzare le loro aspettative o se si rivelerà l’ennesima delusione.