società

Più terrorismo in tv, meno lavoro per gli europei!

Articolo pubblicato il 19 ottobre 2010
Articolo pubblicato il 19 ottobre 2010
Le televisioni europee, soprattutto quella italiana, continuano a occuparsi di terrorismo e criminalità, ignorando che le vere preoccupazioni della gente si concentrano sulla situazione economica e sulla crisi del mondo del lavoro. Un rapporto sulle "paure degli europei" cerca di spiegarci il perché.

La disoccupazione preoccupa un europeo su due. Si tratta di un vero e proprio incubo che supera di gran lunga le minacce terroristiche, quelle legate alla criminalità o lo stato di inefficienza in cui versa il sistema sanitario. In Italia, il dato è quasi raddoppiato in soli 5 anni: nel 2005, la disoccupazione era la principale paura per il 28% dei cittadini, ora lo è per il 51,3% di essi. In Spagna, ben il 72% della popolazione ha paura di non trovare lavoro. Una percentuale che supera di gran lunga la Francia (57%) e il Regno Unito, che con il 32%, è il più fiducioso sul futuro dei propri figli.

No, se il terrorismo prende il posto dei temi sociali

I dati del secondo rapporto sulle paure degli europei, realizzato in Italia dal centro studi Demos e dall’Osservatorio di Pavia, descrivono un’Europa terrorizzata dai temi economici, dagli effetti della crisi sulla società e soprattutto dal tema dell’occupazione. Le principali tv pubbliche, tuttavia, non riflettono affatto queste inquietudini. La legge della politica, specialmente in Italia, ma anche in Francia e nel Regno Unito, detta ai telegiornali un’agenda-setting di tutt’altro tipo: le news su terrorismo e criminalità soppiantano sistematicamente le problematiche sociali e la crisi del mondo del lavoro.

Così, i messaggi di Bin Laden, gli allarmi bomba alla Tour Eiffel e alla stazione Saint-Lazare di Parigi fanno sobbalzare i pensionati seduti sulle poltrone ma non milioni di giovani in cerca di lavoro: «Più si guarda la tv, più aumenta la paura», spiega Fabio Bordignon dell’Istituto Demos durante la presentazione del rapporto a Ferrara, al festival della rivista Internazionale. «Contano quindi due fattori: l’esposizione mediatica e il livello di connessione sociale dell’individuo».

«Più si guarda la tv, più aumenta la paura»

La criminalità trova infatti uno spazio eccessivo nelle televisioni europee, rispetto alla reale percezione delle persone e ai dati dei ministeri dell’Interno, che registrano una sostanziale diminuzione dei reati negli ultimi anni. Rai1, la principale rete pubblica italiana, continua a dedicare l’11% dei servizi giornalistici alla criminalità, ben oltre la media europea che è del 5,8%. La BBC One si piazza al secondo posto di questa speciale classifica con il 7,7%, seguono France 2 (4,2%), l’emittente spagnola Tve (4%) e la tv tedesca ARD con l’1,8%. Alle questioni sociali e al lavoro Rai1 concede invece solo un misero 4,9% di spazio, stavolta più in sintonia con la media europea: 6,3%. Fanno meglio France 2 (9,4%) e Tve (7,3%).

Rai1 e Tf1: crimini, gossip e stupidaggini

«Perché non avete preso in considerazione Tf1?», suggerisce giustamente Gian Paolo Accardo, moderatore del dibattito a Ferrara e giornalista della testata francese Courrier International, riferendosi alla popolare emittente privata francese, legata indirettamente al presidente Nicolas Sarkozy. Tf1 e Rai1, infatti, si assomigliano molto per due motivi fondamentali: la costellazione di "fatterelli" di cronaca nera, soprattutto quelli di poco conto che non generano alcun dibattito, e l’attenzione data ai temi di “costume e società”, ovvero quel mega calderone in cui si parla della nonna più giovane d’Italia, del gatto più vecchio di Francia, della bibita preferita dalle scimmie o del decalogo da rispettare quando si ha un cane e si vive in un condominio. Un pizzico di gossip, e il gioco è fatto. Anche più di un pizzico, quando si tratta dei telegiornali delle reti Mediaset, di proprietà del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, letteralmente infarciti di servizi "people".

Ma è quando c'è aria di elezioni che la leva della criminalità viene azionata con più regolarità nei telegiornali: «Nicolas Sarkozy ha conquistato così gli elettori di estrema destra nel 2007 e il discorso di Grenoble del 30 luglio conferma la sua strategia», suggerisce il corrispondente di Libération in Italia Eric Jozsef. Anche la destra italiana sembra averne approfittato durante le elezioni del 2008.

La prima reta italiana è la più "affezionata" ai fatti di criminalità in EuropaCuriosamente, l’attenzione mediatica nei confronti della criminalità si è impennata nel secondo semestre del 2007, mentre stava per cadere il governo Prodi, per poi cominciare a calare nel 2008, quando Lega Nord e Berlusconi erano già tornati al potere. Ma l’anomalia italiana continua anche nei primi sei mesi di quest’anno: Rai1 ha dato ben 431 notizie di criminalità, contro le 267 di Tve (seconda nella graduatoria ma già sotto del40% rispetto al tg italiano della prima rete) o le 34 della tv tedesca. E’ chiaro però che le paure reali sono ben altre e che, come ha detto il giornalista britannico dell'IndipendentRobert Fiskdurante il suo intervento a Ferrara, gli allarmi su nuovi attentati terroristici «sono solo spazzatura».

Foto: (cc)*fatanera*/flickr; (cc)CiuPix/flickr