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Pasqua in Repubblica Ceca: se sei un vero uomo, mi devi frustare!

Articolo pubblicato il 24 aprile 2011
Articolo pubblicato il 24 aprile 2011
A Pasqua gli uomini cechi devono frustare le loro mogli con dei ramoscelli intrecciati. Quest'usanza, molto popolare in campagna, non ha niente a che vedere con la violenza. Gli uomini suonano alle porte delle vicine di casa e delle parenti per poi colpirle sulle gambe con dei ramoscelli intrecciati.
La tradizione - non proprio amata da tutte le donne - vuole che in questo modo la vitalità e la forza dei ramoscelli di salice vengano trasmesse alla persona toccata.

In Repubblica Ceca, durante il fine settimana di Pasqua un numero inusitato di uomini gironzola nei pressi dei salici. Che siano giovani o anziani, tutti tagliano i rami freschi e flessibili per poi portarli a casa in fascine. Anche Miroslav Adamek, di Zlate Hory, cittadina della Moravia settentrionale, fa i suoi giri. Il sessantaseienne non riesce a ricordare una Pasqua senza rami di salice. Seduto sulla panchina davanti casa con suo figlio Mirek, di 44 anni, intreccia otto rami, riuscendo a preparare una verga in una ventina di minuti.

Il “Lunedì delle fruste” ceco

Ci si mette all'opera il Lunedì Santo che in Repubblica Ceca viene chiamato “Lunedì delle fruste”. Miroslav, insieme a suo figlio Mirek e suo fratello Franta, si avvia verso vicine di casa, parenti e conoscenti. Tutto ha inizio in casa propria: gli uomini rincorrono le mogli e le ragazze in giro per la casa e il giardino. La figlia di Mirek, Kamila, ci ha già rimesso un vestito. Si è strappato mentre un compagno di scuola tentava di impedirle la fuga: «Per rispetto della tradizione e per far contenti i bambini, sto al gioco», racconta la moglie di Mirek, già madre di due figli, «ma devo ammettere che personalmente questa usanza pasquale non mi entusiasma troppo».

Di tutt'altra opinione è sua zia Anna Pojezdalova, che vive in Germania. Ogni anno, dopo Pasqua, delle nuove piccole rughe le solcano il viso. E questo soltanto perché nessuno le somministra più l'annuale cura ringiovanente. La colpa sarebbe degli uomini tedeschi: «Se sei un vero uomo, a Pasqua mi devi picchiare», cerca di convincere ogni anno suo marito tedesco. Si ritrova però ad aspettare “i colpi di frusta” invano. Suo marito Roland è pacifista e non alza le mani: niente violenza contro le donne, nemmeno nel periodo dei coniglietti pasquali. Per Anna Pojezdalova non si tratta di cedere ad un qualche istinto masochista. A lei l'antica tradizione piace: «Trovo divertente venir rincorsa con la verga per il vicinato. Ciò fa parte semplicemente della Pasqua ceca.»

«Tutto ciò non ha niente a che vedere con la violenza sulle donne», afferma Eva Rypalova dell'Ente Nazionale per la Cultura Popolare a Strážnice. «Grazie ai leggeri colpi di frusta la vitalità e la forza dei ramoscelli di salice vengono trasmesse alla persona colpita», spiega. L'origine di quest'usanza, presumibilmente pre-cristiana, non è del tutto documentata. Vi sono però variazioni regionali: «In Moravia e in Slovacchia gli uomini, in aggiunta, bagnano le donne con profumo e acqua fredda», afferma Eva Rypalova. Le frustate di Pasqua vengono praticate soprattutto in campagna. «Nelle città grandi invece, il giorno di Pasqua è dedicato al ritrovo familiare»,continua Rypalova. «A volte capita che gli uomini portino con sé le fruste, tuttavia il più delle volte non sono state preparate da loro personalmente, ma sono state comprate».

E dopo il “restauro”: grappa di prugne

Miroslav Adamek non riesce ad immaginare una Pasqua senza le fruste fatte a mano: «Rende le donne e le ragazze ancora più giovani e belle». Preferisce però tralasciare il fatto che gli uomini non sono tanto interessati a “dare una restaurata” alla figura femminile, quanto a ricevere una ricompensa finale. Infatti, mentre fanno “ringiovanire” le donne, gli uomini recitano filastrocche pasquali, nelle quali chiedono alle donne un dono. I ragazzini di solito ricevono come ricompensa per le frustate un uovo di gallina dipinto o dei dolciumi. I ragazzi più grandi ricevono soldi, mentre gli anziani un bicchierino di grappa di prugne distillata in casa, lo Slivovitz. Infine, per tutti ci sono panini e dolcetti. Alla porta successiva troveranno ad aspettarli del liquore all'uovo. O del vino. O un amaro. E nel pomeriggio li si vede tutti barcollare per il paese.

Miroslav Adamek, oltre alle frustate, ha già sperimentato anche altre cure di benessere sulle componenti della sua famiglia. Alcuni anni fa, cogliendole nel sonno profondo, trasportò sua moglie, poi sua figlia e infine sua nipote in una vasca da bagno riempita con acqua gelata. «Ciò le purifica e le rende belle», assicura Miroslav Adamek. Questo però non convince tutte le donne. Da quell'episodio, sua nipote non si è più fatta vedere il giorno di Pasqua, preferisce rimanere in città.

L’autrice di questo articolo, Barbara Breuer, è membro della rete di corrispondenti nell'Europa dell'est n-ost.

Photos : ©Barbara Breuer/n-ost