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Paesi Bassi al voto, viaggio tra i giovani che vivono bene

Articolo pubblicato il 15 marzo 2017
Articolo pubblicato il 15 marzo 2017

L’Olanda va a votare il 15 marzo, ma i giovani si interessano più alla politica internazionale che a quello che accade dentro casa. Qui i problemi sembrano essere lontani dalle giovani generazioni: buone opportunità e lavoro assicurato sono solo alcuni dei punti positivi. 

Il Paese delle biciclette e dei tulipani, della marijuana e della libera sessualità, così finanziariamente solido ed efficiente, con le elezioni politiche potrebbe diventare una sorta di Ungheria del Nord: chiuso nei propri confini, anti Islam e anti Europa. Ma questo ai giovani non importa, nella liberale Olanda le persone tra i 18 e i 35 anni se la passano bene e vivono la politica nel proprio paese senza farsi troppe domande.

Cosa significa essere giovane in Olanda

« Sono nato in uno dei posti con la qualità della vita più alta e mi sento fortunato. Ad Amsterdam tutto è a misura d’uomo, esco di casa per il mio lavoro e vedo un mondo pieno di opportunità » Ivo Thijssen, ha 36 anni, lavora all’ufficio consumatori dell’autorità finanziaria olandese, si è candidato in Europa nel 2015 per il partito socioliberale D66 ed è uno dei 9 giovani su 12 soddisfatti della loro vita in Olanda. Secondo il report di Statistics Netherlands (CBS) questa è la proporzione di ragazzi felici per la loro salute, il loro lavoro e salario, la loro cerchia di amici e anche per il loro aspetto estetico. 

Una delle nazioni europee con il miglior sistema di welfare. Con una serie di incentivi, ben calibrati e sottoposti a seri controlli ex post. Non aiuti una tantum e a pioggia, dal sapore vagamente assistenzialista e in genere fallimentari, ma qui i meccanismi sono costruiti sul lungo periodo. Oltre al lavoro, uno dei punti importanti è la casa. Se vai via di casa e la tua famiglia ha un reddito complessivo al di sotto dei 50mila euro all'anno lo Stato ti paga circa 300 euro al mese (se invece resti in famiglia, solo 80). Magari non è sufficiente a pagarsi tutte le spese che un'autonomia economica completa comporta, ma è tanto se si tiene in conto che a questo assegno mensile si aggiunge la possibilità, per gli studenti, di viaggiare gratis sui mezzi pubblici di tutto il Paese.

«Sto terminando gli studi in psicologia- racconta Karlijn, 23 anni di Groningen- a volte chiedono troppa esperienza per il primo lavoro subito dopo l’università. Ma ho la certezza che troverò un posto. Non è per tutti riuscire a fare della propria passione un lavoro, non avviene in tutta Europa, credo ». Infatti, è esattamente così. Per un 87% di giovani adulti che si sente a suo agio nel mondo del lavoro nei Paesi Bassi, in altri stati la percentuale di chi abbandona il sogno di cercare un impiego nel campo per cui ha studiato è altissima.

E’ la storia di Lara Lago, una giornalista appassionata, dalle sfumature turchesi sui capelli : « Lavoravo per una televisione locale e facevo la corrispondente al contrario per la Voce di New York, ovvero dall’Italia parlavo alla comunità italiana della grande mela. Finchè la televisione ha deciso che ero solo un esubero e mi ha licenziato. E’ impossibile vivere di collaborazioni saltuarie. Non riuscivo ad essere indipendente dai miei genitori e per quanto avessi studiato, senza i contatti giusti in Italia non vai da nessuna parte. Così sono andata prima un periodo in  Albania e poi eccomi qui in Olanda, dove i miei sogni si stanno finalmente avverando : lavoro ad Amsterdam per la Tv web internazionale Zoom.TV. Dopo solo un anno ho ottenuto la mia seconda promozione».

Nessuno si interessa alla politica

In piena campagna elettorale, anche a pochi giorni dal voto, non ci sono comizi, non si vedono bandiere o stemmi, tutto sembra tranquillo per le strade, anche delle più grandi città olandesi. « Calma piatta- spiega Lara, la giornalista italiana, dallo studio della sua redazione- nessuno parla di elezioni ! Non è nè un argomento per discussioni colte nè un argomento da bar. La politica nazionale non interessa e basta, soprattutto i giovani. Anche io che faccio questo lavoro conosco a malapena i nomi dei maggiori candidati. E’ paradossale ma parliamo molto di più di affari internazionali : per esempio Trump e Le Pen sono all’ordine del giorno. Parliamo di populismi degli altri, quando forse con Wilders ce lo abbiamo davanti ».

Le giovani generazioni olandesi pensano che le loro opinioni non siano davvero ascoltate, ma neanche utilizzano più i social media come megafono alternativo. Nel sondaggio della società di analisi Buzzcapture, si legge che il 57% dei giovani non si fida più dei social network, nonostante 10,9 milioni di persone usino WhatsApp e 10,4 milioni Facebook. « Molte persone attorno a me- sottolinea Ivo- pensano che i politici non siano interessati alle idee, ma solo ai voti. Durante gli ultimi mesi di campagna elettorale è vero, perchè i tempi sono stringenti. Per questo dico ai miei amici che se hanno delle idee da esprimere devono avvicinarsi alla politica, ai partiti dal basso. Tutti i giovani sono pieni di idee, iniziative e anche paure : per esempio la metà degli olandesi pensa che vedrà durante la sua vita almeno una guerra nella quale è implicata l’Olanda ». 

Ma cosa rappresenta per esempio Geert Wilders per un giovane ? L’Europa non è in ottima salute e un personaggio anti-islam e che accarezza l’idea di una Brexit Olandese potrebbe spaventare in teoria. « Non credo che Wilders possa cambiare molto nel breve periodo- sotiene Ivo- Non può raggiungere il 50% dei voti, quindi avrà bisogno di una coalizione. Ma nel lungo termine la mia pià grande paura non è  Wilders stesso ma le idee che in modo subdolo si ritroveranno anche nei partiti conservatori come CDA o VVD. E’ molto più pericoloso un Wilders light ».

Ivo Thijssen è quasi un’eccezione, una persona davvero appassionata alla politica, all’ascolto delle altre persone e allo studio dell’attualità per capire la realtà. E’ normale che conosca meglio la scena politica che lo circonda prima delle elezioni del 15 marzo e sottolinea per esempio che il candidato leader dei verdi è appena trentenne. Sophia, 25 anni e avvocato a Best e Irene 26 anni designer ad Amsterdam per esempio non vogliono esprimersi sulle elezioni « Non ne sappiamo abbastanza e non siamo molto rappresentati, pochissimi giovani sono tra  i candidati ». Poco clamore forse, in un momento storico in cui si sente solo chi parla più forte e in questo momento si trova in America, in Turchia, in Francia. Alla fine della telefonata, quasi tutti dicono « Qua la politica interna non interessa a nessuno ».

Felici e contenti. Ma allora cosa c’è da lamentarsi?

Lavoro, buona educazione e una casa sin da giovani. Tutto perfetto dunque? No: l'onda lunga della crisi è arrivata anche in Olanda. Già ora a soffrire sono gli immigrati, meno inseriti di chi ha studiato nel Paese. Il tasso di disoccupazione tra quelli under 30 tocca il 40 per cento. E cominciano a preoccuparsi anche gli studenti, che dal settembre 2014 non contano più sul finanziamento diretto da parte dello Stato per pagare la retta universitaria. Colpa, appunto, dei tagli che la crisi rende necessari. Se il livello di soddisfazione per la vita è 7.3, più alta rispetto alla media di 6.5 di tutti i paesi più sviluppati, se si vanno a scartabellare i dati OCSE la qualità del lavoro sembra essere in declino. Un impiegato su quattro in Olanda ha un contratto a breve termine. « Per avere un contratto a tempo indeterminato-spiega Ivo- devi allontanarti dalla tua città. Le possibilità di lavorare sono tante ma molti giovani sono davvero stufi di questi finti contratti!».

Karlijn, che sta iniziando a cercare degli stage come psicologa, preferisce vivere in una città più piccola anche per « l’ansia dell’inquinamento ambientale. Non viviamo certo nello stato più sostenibile d’Europa. E tra l’altro, non potrei permettermi in futuro di creare una famiglia in città grandi come Amsterdam ». Sono i problemi pratici a preoccupare i giovani dunque, e non sembra che i candidati ne parlino. Nè Wilders, nè il suo concorrente Rutte di centro destra. « Se dovessi dire tre cose negative e tre positive del  vivere in Olanda- si lancia Lara- direi il cibo non è salutare per niente, la mobilità non è ben organizzata, a parte se non vuoi pedalare e andare solo ed esplusivamente in bici e la vita è davvero troppo costosa! Dal lato positivo : tutti ti spingono ad esprimere la tua creatività, sono le idee ad essere premiate qui. E’ veramente uno stato internazionale, in cui tutti parlano inglese e dove incontri facilmente tutto il mondo e poi hai l’impressione di essere circondato da continue opportunità».  I tulipani continuano a fiorire per i giovani a cui poco importa della politica.