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OGM: IL MONDO IN MARCIA CONTRO I VELENI DELLA MONSANTO

Articolo pubblicato il 04 maggio 2014
Articolo pubblicato il 04 maggio 2014

Ven­t’an­ni fa due gior­na­li­sti ame­ri­ca­ni della Fox de­nun­cia­ro­no le pre­sun­te col­lu­sio­ni tra la cor­po­ra­tion, la FDA e il go­ver­no sta­tu­ni­ten­se. Il 24 mag­gio il grido di pro­te­sta con­tro gli Ogm coin­vol­ge­rà 400 città di tutto il pia­ne­ta, tra cui molte eu­ro­pee. Tutti mar­ce­ran­no con­tro la Mon­san­to.

Quan­do Jane Akre e Steve Wil­son, pro­va­ro­no a de­nun­cia­re i ri­schi del­l’or­mo­ne bo­vi­no della cre­sci­ta sul latte sta­tu­ni­ten­se, un ogm grif­fa­to “Mon­san­to”, l’e­mit­ten­te te­le­vi­si­va Fox, piut­to­sto che man­da­re in onda il ser­vi­zio dei due re­por­ter, de­ci­se di li­cen­ziar­li. Un’in­chie­sta scot­tan­te, trop­po per sve­la­re gli ef­fet­ti can­ce­ro­ge­ni di un pro­dot­to come il Pro­si­lac, messo su mer­ca­to e spon­so­riz­za­to solo dopo l’au­to­riz­za­zio­ne della Food and Drug Ad­mi­ni­stra­tion degli Stati Uniti, agen­zia pres­so la quale al­l’e­po­ca dei fatti la­vo­ra­va­no ex im­pie­ga­ti della Mon­san­to. Così il lais­sez-fai­re delle alte au­to­ri­tà nei con­fron­ti dei pro­dot­ti della mul­ti­na­zio­na­le bio­te­ch si è este­so fuori dai con­fi­ni degli Usa e del con­ti­nen­te ame­ri­ca­no. E con que­sto anche l’ur­lo degli at­ti­vi­sti an­ti-Ogm.

Si chia­ma “March Again­st Mon­san­to” il mo­vi­men­to in­ter­na­zio­na­le che si batte per im­pe­di­re che la mul­ti­na­zio­na­le dal fat­tu­ra­to di quasi 9 mi­liar­di di dol­la­ri con­ti­nui a ge­sti­re il mo­no­po­lio ali­men­ta­re del mondo. A par­ti­re dallo scor­so anno mi­lio­ni di que­sti sa­lu­ti­sti della re­si­sten­za 2.0 hanno de­ci­so di isti­tui­re ed ade­ri­re alla gior­na­ta in­ter­na­zio­na­le di boi­cot­tag­gio della Mon­san­to, pre­vi­sta per il 24 mag­gio. Que­st’an­no la mar­cia verrà ri­pro­po­sta e rag­giun­ge­rà 52 Stati e 400 città del mondo, com­pre­se nu­me­ro­se ca­pi­ta­li eu­ro­pee tra le quali Roma ed Atene.

Quando una marcia ad Hoc non basta

Grazie alle iniziative rivolte a contestare le multinazionali del biotech, sono state già molte le nazioni che hanno adottato normative per vietare il transgenico. Anche in Europa sono stati compiuti dei passi in avanti. Qui il criterio è il principio di precauzione: in sostanza, è stata lasciata l’iniziativa ai singoli Stati, fermo restando la necessità di adottare una politica di precauzione e cautelativa nei confronti dei rischi connessi al transgenico. Principio precauzionale che vale anche per quanto riguarda il mais Ogm Monsanto Mon810 - il cui uso è stato autorizzato in via generale dall’Unione Europea già a partire dal 1998 - e il nuovo mais transgenico Pioner 1507, cui è stato dato l’ok nel mese di febbraio, tra lo scetticismo di tutt’Europa.

UE, UN PA­NO­RA­MA VA­RIE­GA­TO

L’u­ni­co Stato mem­bro ad avere adot­ta­to que­sta nor­ma­ti­va fles­si­bi­le é la Spa­gna, dove quasi 140­mi­la et­ta­ri di ter­re­ni ven­go­no spesi per pro­dur­re pro­dot­ti tran­sge­ni­ci e dove si pre­ve­do­no nuovi in­ve­sti­men­ti per pun­ta­re sugli Ogm dal 2015. In­ve­ce nei gior­ni scor­si la Fran­cia ha con­fer­ma­to il veto espres­so nei con­fron­ti del Mo­n810 e di tutti i pro­dot­ti tran­sge­ni­ci. Po­si­zio­ne si­mi­le a quel­la adot­ta­ta dal­l’I­ta­lia già da di­ver­si anni. Ma una nor­ma­ti­va che boc­cia l’u­ti­liz­zo degli Ogm nel­l’a­gri­col­tu­ra basta a ren­der­ci certi che sulle no­stre ta­vo­le ven­ga­no ser­vi­ti sol­tan­to pro­dot­ti si­cu­ri?

La que­stio­ne è estre­ma­men­te con­tro­ver­sa in quan­to il Bel­pae­se pro­du­ce meno del 10% della soia ne­ces­sa­ria per gli al­le­va­men­ti. La re­stan­te parte viene im­por­ta­ta dal­l’A­me­ri­ca e da que­gli stati che, non solo non hanno vie­ta­to l’uso degli Ogm, ma che ad­di­rit­tu­ra ce­do­no al po­te­re delle lobby del bio­te­ch spon­so­riz­zan­do­ne l’u­ti­liz­zo o na­scon­den­do gli ef­fet­ti can­ce­ro­ge­ni dei loro pro­dot­ti sulla sa­lu­te. È per que­sto che in Eu­ro­pa e in Ita­lia am­bien­ta­li­sti e agri­col­to­ri con­ti­nua­no a far sen­ti­re la pro­pria voce.

ITA­LIA­NI: IL 98% DICE NO AGLI OGM

Lo scor­so 5 apri­le i rap­pre­sen­tan­ti di 38 as­so­cia­zio­ni si sono riu­ni­ti in di­ver­si cen­tri della Pe­ni­so­la per pro­muo­ve­re la cam­pa­gna ‘Ita­lia No Ogm’: l’o­biet­ti­vo era quel­lo di sen­si­bi­liz­za­re l’o­pi­nio­ne pub­bli­ca sul tema del bio­lo­gi­co, sano e Made in Italy. Nel­l’am­bi­to del­l’i­ni­zia­ti­va, gli at­ti­vi­sti di Le­gam­bien­te hanno som­mi­ni­stra­to un son­dag­gio ai pas­san­ti per te­sta­re la per­ce­zio­ne del­l’o­pi­nio­ne pub­bli­ca in me­ri­to agli Ogm: il 98% degli in­ter­vi­sta­ti si di­chia­ra­va con­tro. “I ri­sul­ta­ti non ci sor­pren­do­no – ha fatto sa­pe­re Ros­sel­la Mu­ro­ni, di­ret­tri­ce ge­ne­ra­le di Le­gam­bien­te – poi­ché non è una no­vi­tà che la mag­gio­ran­za degli ita­lia­ni sia con­tra­ria agli Ogm. Ma è bene sot­to­li­near­lo e ri­pe­ter­lo quan­to più pos­si­bi­le".

In­tan­to il Tar del Lazio ha chiu­so de­fi­ni­ti­va­men­te le porte al­l'Ogm, ri­get­tan­do il ri­cor­so pre­sen­ta­to da un agri­col­to­re friu­la­no con­tro il de­cre­to in­ter­mi­ni­ste­ria­le che vieta la se­mi­na del mais MO­N810 in Ita­lia. Una sen­ten­za "sto­ri­ca", così la de­fi­ni­sco­no da Green­pea­ce, sulla quale è in­ter­ve­nu­to anche il mi­ni­stro delle Po­li­ti­che Agri­co­le, Mau­ri­zio Mar­ti­na: "Ap­pren­dia­mo con sod­di­sfa­zio­ne il pro­nun­cia­men­to del Tar che con­fer­ma nella so­stan­za le ra­gio­ni del de­cre­to che bloc­ca le se­mi­ne Ogm in Ita­lia. Ora pro­se­guia­mo con te­na­cia - ha detto - la bat­ta­glia che stia­mo por­tan­do avan­ti anche con altri Paesi in am­bi­to eu­ro­peo. Il no­stro obiet­ti­vo è dare più au­to­no­mia di scel­ta ai sin­go­li Stati sul tema Ogm. Se non riu­sci­re­mo a tro­va­re un ac­cor­do entro giu­gno, que­sto sarà uno dei dos­sier più im­por­tan­ti del se­me­stre ita­lia­no di pre­si­den­za del­l'Ue"

In so­stan­za, nes­sun via li­be­ra per le col­tu­re tran­sge­ni­che in Ita­lia. Quel­lo che gli am­bien­ta­li­sti e con­ta­di­ni, pron­ti a met­ter­si in mar­cia con­tro Mon­san­to, vo­glio­no ca­te­go­ri­ca­men­te evi­ta­re che ac­ca­da anche nel resto del mondo. La March Again­st Mon­san­to, in­fat­ti, si batte per l’e­ti­chet­ta­tu­ra degli Ogm, per ot­te­ne­re mag­gio­ri fondi per pro­muo­ve­re la ri­cer­ca sugli ef­fet­ti sulla sa­lu­te del tran­sge­ni­co, per l’e­sclu­sio­ne degli ex di­ri­gen­ti delle cor­po­ra­tion dalle agen­zie sta­tu­ni­ten­si e ri­ven­di­ca so­prat­tut­to il di­rit­to al­l’in­for­ma­zio­ne con­tro il sa­bo­tag­gio dei media, che in­sab­biò l’in­chie­sta di Jane Akre e Steve Wil­son e che ali­men­ta an­co­ra la di­sin­for­ma­zio­ne di mol­tis­si­mi con­su­ma­to­ri.