società

Numeri che parlano da soli: se la violenza sessuale è "colpa" della donna

Articolo pubblicato il 04 marzo 2016
Articolo pubblicato il 04 marzo 2016

"Se si veste così, vuol dire che se l'è cercata...". Sembra essere questa l'idea (difficile da sradicare) che passa per la testa di molti uomini a proposito della violenza contro le donne. O almeno la penserebbe così il 27% dei francesi.

In Francia la settimana che precede l'8 marzo, giornata internazionale della donna, si è aperta all'insegna di un numero: il 27 per cento. Secondo una ricerca realizzata da IPSOS e commissionata dall'associazione Mémoire Traumatique et Victimologie, il 27% dei francesi ritiene che una donna vittima di stupro, se vestita in modo seducente, possa essere considerata in parte responsabile della violenza sessuale. O quantomeno il suo atteggiamento attenua la responsabilità del violentatore.

Dunque la colpa sarebbe (anche) di gonne troppo corte, atteggiamenti o scollature. Il risultato somiglia più alla risposta di uno di quei sondaggi d'opinione, lanciati da siti e testate online. Ma il dato è frutto di un campione statistico, selezionato secondo tutte le regole della ricerca demoscopica. Dallo studio emerge che, quando si parla di sessualità e violenza, alcuni luoghi comuni continuano ad essere veicolati anche da una parte delle donne. Per esempio, il 22% tra loro si dice «d'accordo» sul fatto che, in un rapporto sessuale, la donna prova piacere ad essere obbligata. Ancora: il 17% del campione femminile afferma che quando una donna dice "no" in realtà vuol dire "".

Non sono incomprensioni culturali o ingenuità, ma «credenze devastanti» secondo il giudizio degli stessi ricercatori: come se le donne fossero incapaci di decidere per loro stesse. In percentuali minoritarie, certo. Eppure questi numeri superano i confini geografici di tutta Europa (è dell'anno scorso l'iniziativa di un'associazione inglese #thisdoesntmeanyes) e fotografano bene i pregiudizi o gli atteggiamenti sessisti, tuttora difficili da sradicare.