società

Mr Cameron, non tutti i rumeni sono vampiri

Articolo pubblicato il 10 gennaio 2014
Articolo pubblicato il 10 gennaio 2014

La Gran Bre­ta­gna, un tempo un im­pe­ro che in­va­de­va altre isole, oggi lotta per scac­cia­re gli im­mi­gra­ti dalle pro­prie spon­de. Le nuove leggi di Cameron cercano di arginare l'af­flus­so di bul­ga­ri e ru­me­ni sul mer­ca­to del la­vo­ro. Agli occhi del pub­bli­co è di­ven­ta­ta una caccia al vampiro in difesa delle garanzie dei cittadini britannici.

La bugia più dif­fu­sa dai po­li­ti­ci di de­stra è che l'im­mi­gra­zio­ne dan­neg­gia la so­cie­tà: gli im­mi­gra­ti, in gran parte il­le­ga­li, si pren­do­no i no­stri la­vo­ri, non rie­sco­no a in­te­grar­si e crea­no dei ghet­ti dove regna la vio­len­za. La po­si­zio­ne di David Ca­me­ron non è unica – sta se­guen­do le orme di una lunga fila di lea­der eu­ro­pei che gio­ca­no con la stes­sa re­to­ri­ca. Il suo go­ver­no ha ap­pro­va­to in tempi ra­pi­di nuove leggi per im­pe­di­re agli im­mi­gra­ti di­soc­cu­pa­ti di ri­ce­ve­re sus­si­di se vi­vo­no in Gran Bre­ta­gna da meno di 3 mesi.

Il nuovo rap­por­to an­nua­le del Cen­ter for Eco­no­mic and Bu­si­ness Re­sear­ch pre­ve­de che entro il 2030 l'e­co­no­mia bri­tan­ni­ca avrà su­pe­ra­to la Ger­ma­nia. Si legge nel rap­por­to: "Uno svi­lup­po de­mo­gra­fi­co po­si­ti­vo con una con­ti­nua im­mi­gra­zio­ne [e] una mi­no­re espo­si­zio­ne ai pro­ble­mi del­l'eu­ro­zo­na ri­spet­to ad altre eco­no­mie eu­ro­pee, in com­bi­na­zio­ne con tasse re­la­ti­va­men­te basse per gli stan­dard eu­ro­pei, in­co­rag­gia­no una cre­sci­ta più ra­pi­da che nella mag­gior parte delle eco­no­mie oc­ci­den­ta­li". Sarà una sor­pre­sa un po' amara per David Ca­me­ron e altri po­pu­li­sti sco­pri­re che l'im­mi­gra­zio­ne sta in real­tà con­tri­buen­do allo svi­lup­po di un'e­co­no­mia più forte, in­ve­ce di in­de­bo­lir­la come ci vor­reb­be­ro far cre­de­re.

"TUTTO QUEL­LO CHE VO­GLIO È PREN­DER­Mi i vO­STRI SOLDI!"

Il Primo mi­ni­stro bri­tan­ni­co ha di­chia­ra­to di re­cen­te che la man­ca­ta ap­pli­ca­zio­ne di con­trol­li sui mo­vi­men­ti mi­gra­to­ri dai nuovi mem­bri del­l'U­nio­ne eu­ro­pea, come nel caso della Po­lo­nia nel 2004, è stato un "grave er­ro­re" per la Gran Bre­ta­gna. Dal 1 gen­na­io, l'in­te­ro mer­ca­to del la­vo­ro del­l'Ue è aper­to a bul­ga­ri e ru­me­ni. Ca­me­ron teme una re­pli­ca di quan­to av­ven­ne nel 2004 quan­do, in­ve­ce del nu­me­ro sti­ma­to di 13­mi­la po­lac­chi, ne ar­ri­va­ro­no 250­mi­la in un anno. La dif­fe­ren­za è che nel 2004 la Gran Bre­ta­gna era l'u­ni­co paese del­l'U­nio­ne eu­ro­pea ad aver aper­to i suoi con­fi­ni, men­tre ora la nuova on­da­ta di im­mi­gra­ti può sce­glie­re tra tutti gli altri Stati mem­bri.

Quel­lo che i con­ser­va­to­ri bri­tan­ni­ci non vo­glio­no com­pren­de­re (o su cui men­to­no ci­ni­ca­men­te) è che gli im­mi­gra­ti oggi sono es­sen­zia­li per rin­gio­va­ni­re la so­cie­tà. In altre pa­ro­le, l'im­mi­gra­zio­ne sti­mo­la l'e­co­no­mia. Le donne po­lac­che ten­do­no a fare più figli nel Regno Unito che in Po­lo­nia. Que­sta on­da­ta mi­gra­to­ria è in real­tà un pro­ble­ma pro­prio per la Po­lo­nia, che sta per­den­do le ge­ne­ra­zio­ni fu­tu­re di cit­ta­di­ni pro­dut­ti­vi. In con­tra­sto con la re­to­ri­ca del go­ver­no in­gle­se, po­chis­si­mi po­lac­chi vi­vo­no di sus­si­di nel Regno Unito per­ché la stra­gran­de mag­gio­ran­za ha un la­vo­ro – solo 20.000 po­lac­chi erano di­soc­cu­pa­ti nel 2011. Tra il 2001 e il 2011, gli im­mi­gra­ti sono stati per il 45% meno in­cli­ni a ri­chie­de­re sus­si­di ri­spet­to ai cit­ta­di­ni nati in Gran Bre­ta­gna.

Il volto nuovo del­l'Ue

Non è la prima volta nella sto­ria che le crisi so­cia­li ed eco­no­mi­che fo­men­ta­no la xe­no­fo­bia. I go­ver­ni bri­tan­ni­ci sto­ri­ca­men­te ten­do­no ad av­ver­ti­re la cre­sci­ta del na­zio­na­li­smo e crea­no un ne­mi­co su mi­su­ra. Que­sta volta tocca ai bul­ga­ri e ai ru­me­ni, di­pin­ti come una massa af­fa­ma­ta che ha messo gli occhi sul wel­fa­re bri­tan­ni­co. Con uno sguar­do alle ele­zio­ni del 2015, David Ca­me­ron ha per­ce­pi­to la paura della na­zio­ne e le ha dato un obiet­ti­vo. Bran­den­do slo­gan po­pu­li­sti, ha as­sun­to il ruolo del­l'u­ni­co po­li­ti­co ca­pa­ce di di­fen­de­re la Gran Bre­ta­gna dalla nuova in­si­dio­sa on­da­ta di im­mi­gra­ti. Que­sto ap­proc­cio me­ra­vi­glio­sa­men­te ma­chia­vel­li­co sarà degno di un po­li­ti­co, ma non di un vero uomo di Stato. Ca­me­ron teme il Par­ti­to per l'In­di­pen­den­za del Regno Unito (UKIP), il grup­po di eu­ro­scet­ti­ci che, pa­ra­dos­sal­men­te, ha una forte pos­si­bi­li­tà di suc­ces­so nelle ele­zio­ni per il Par­la­men­to eu­ro­peo del mag­gio 2014. I ne­mi­ci aiu­ta­no a co­strui­re un senso di iden­ti­tà quan­do ne manca uno. Gli im­mi­gra­ti sono per­fet­ti per que­sto scopo. Il do­ve­re di un lea­der, però, è di cal­ma­re la ten­sio­ne so­cia­le, non di ali­men­tar­la.

Il Primo mi­ni­stro in­gle­se segue le orme del­l'ex Pre­si­den­te fran­ce­se Ni­co­las Sar­ko­zy, che, nel ten­ta­ti­vo di strap­pa­re voti al Fron­te Na­zio­na­le, aveva adot­ta­to una po­si­zio­ne più "dura" sui rom, ali­men­tan­do la paura e il ri­sen­ti­men­to nei con­fron­ti di que­sta co­mu­ni­tà emar­gi­na­ta con espul­sio­ni ben pub­bli­ciz­za­te. Che il suo de­sti­no sia un av­ver­ti­men­to per Ca­me­ron. Dob­bia­mo ri­flet­te­re su cosa è di­ven­ta­ta l'U­nio­ne eu­ro­pea. Sta ini­zian­do a rap­pre­sen­ta­re tutti i va­lo­ri a cui si op­po­ne­va­no i suoi fon­da­to­ri: xe­no­fo­bia, sfi­du­cia e la fi­lo­so­fia dell' "ognu­no per sé". Ca­me­ron è il volto di que­sta nuova Ue.