società

Monaco, Londra e gli immigrati che non arrivano

Articolo pubblicato il 29 gennaio 2014
Articolo pubblicato il 29 gennaio 2014

Un fantasma si aggira per l'Europa: è quello dei migranti che ancora una volta sono ingiustamente accusati di gravare sulle casse degli Stati ospitanti. Alla ricerca del senno perduto dei politici tedeschi e inglesi.

Chi dopo l’i­ni­zio del 2014, si è se­du­to in un pull­man on in un aereo in par­ten­za da Sofia o Bu­ca­re­st, lo ha fatto sem­pli­ce­men­te per an­da­re in va­can­za o per rag­giun­ge­re una sede di studi in un altro Paese eu­ro­peo. Negli stes­si gior­ni gli au­ti­sti lo­ca­li dei bus di­scu­te­va­no dei loro mezzi di tra­spor­to se­mi­vuo­ti. Al con­tra­rio di quan­to pre­vi­sto, i voli dalla Ro­ma­nia e dalla Bul­ga­ria, di­re­zio­ne Lon­dra, non erano pieni di mi­gran­ti, anzi: no­no­stan­te l'al­lar­ga­men­to dello spa­zio Schen­gen verso est, non c’è stata quasi trac­cia di per­so­ne in pro­cin­to di emi­gra­re verso il resto dell’Ue. Nel frat­tem­po, a Mo­na­co di Ba­vie­ra e a Lon­dra, il di­bat­ti­to sul­l’im­mi­gra­zio­ne ha toc­ca­to il fondo.  

La re­go­la ge­ne­ra­le è la se­guen­te: chi si la­men­ta del­l’im­mi­gra­zio­ne dal­l’Eu­ro­pa del­l’e­st deve con­fron­tar­si con una real­tà ben di­ver­sa. La CSU (Unio­ne Cri­stia­no So­cia­le, ndr.) ba­va­re­se urla a gran voce: "Chi im­bro­glia, si im­bar­ca". Sot­toin­te­so: gli im­mi­gra­ti pre­sen­ti in Ger­ma­nia che fanno trop­po af­fi­da­men­to sul si­ste­ma di pre­vi­den­za so­cia­le te­de­sco do­vreb­be­ro es­se­re al­lon­ta­na­ti. La pre­di­ca con­ti­nua: chi si in­di­gna di fron­te alla man­can­za di re­spon­sa­bi­li­tà so­cia­le di que­ste per­so­ne, do­vreb­be sem­pli­ce­men­te pren­de­re azio­ni con­se­guen­ti. D’ac­cor­do, ma non ci si può li­mi­ta­re ai soli mi­gran­ti. Gli stes­si po­li­ti­ci che si in­de­gna­no per la con­dot­ta degli im­mi­m­gra­ti, chiu­do­no vo­len­tie­ri un oc­chio di fron­te al­l’e­va­sio­ne delle clas­si più ab­bien­ti, fe­no­me­no che col­pi­sce allo stes­so modo il si­ste­ma di pre­vi­den­za so­cia­le di un Paese. Si ha l’im­pres­sio­ne che gli im­mi­gra­ti, che già di per sé go­do­no di un so­ste­gno pre­vi­den­zia­le ir­ri­so­rio, siano sem­pre i primi so­spet­ti. La sto­ria suona un po' alla stre­gua di: "Nel dub­bio, pren­dia­mo­ce­la con gli im­mi­gra­ti". Nel frat­tem­po però, in Ba­vie­ra, il vento dello scre­di­ta­men­to ha preso un’al­tra piega. Molti uten­ti del web si chie­do­no in­fat­ti che fine fa­reb­be il pre­si­den­te del Fc Bayern, Uli Hoeneß se ve­nis­se ar­re­sta­to per eva­sio­ne fi­sca­le (sic !).

Im­pron­ta da mi­gran­te

"Chi im­bo­glia, si im­bar­ca", la­scia in­ten­de­re che in Ger­ma­nia ci siano im­mi­gra­ti che, di pro­po­si­to, vo­glia­no vi­ve­re sol­tan­to del so­ste­gno dello stato so­cia­le te­de­sco. Sulla scia di que­sta fi­lo­so­fia, Elmar Brok della CDU (Unio­ne De­mo­cra­ti­ca Cri­stia­na, ndr.) ha pro­po­sto di pren­de­re le im­pron­te di­gi­ta­li ai mi­gran­ti che agi­ran­no in que­sta ma­nie­ra. Una tale mi­su­ra sa­reb­be a dir poco as­sur­da e as­so­ce­reb­be alla ca­te­go­ria "mi­gran­te" quel­la di "so­spet­to". Non è in alcun modo pos­si­bi­le par­la­re di una mi­gra­zio­ne ai danni del con­tri­buen­te te­de­sco. In molti casi la forza la­vo­ro mi­gran­te è stata fon­da­men­ta­le per ri­spon­de­re alle do­man­de del mer­ca­to la­vo­ro te­de­sco. Per non par­la­re dei posti la­vo­ro crea­ti di­ret­ta­men­te da chi è ve­nu­to in Ger­ma­nia con le pro­prie idee di im­pre­sa.

Anche nel Regno Unito la po­li­ti­ca viene fatta sulla pelle degli im­mi­gra­ti. Il Primo mi­ni­stro, David Ca­me­ron, vuole vie­ta­re ai cit­ta­di­ni po­lac­chi (re­si­den­ti nel Regno Unito) di in­via­re le somme che ri­ce­vo­no dal si­ste­ma pre­vi­den­zia­le bri­tan­ni­co ai pro­pri figli in Po­lo­nia. Inol­tre, ha pro­po­sto di in­stau­ra­re due im­por­ti di­ver­si di aiuti so­cia­li per im­mi­gra­ti e cit­ta­di­ni bri­tan­ni­ci ri­spet­ti­va­men­te. Anche qui, si cerca di di­strar­re l’o­pi­nio­ne pub­bli­ca dal fatto che la mi­gra­zio­ne in­traeu­ro­pea ap­por­ta be­ne­fi­ci netti al­l’e­co­no­mia del Regno Unito. Ol­tre­ma­ni­ca, in media, i po­lac­chi sono ad­di­rit­tu­ra più qua­li­fi­ca­ti che gli stes­si cit­ta­di­ni bri­tan­ni­ci e danno un con­tri­bu­to so­stan­zia­le alla per­for­man­ce eco­no­mi­ca del­l’i­so­la. Senza con­ta­re che, pro­ba­bil­men­te, nean­che i 2.2 mi­lio­ni di cit­ta­di­ni bri­tan­ni­ci re­si­den­ti in altri Paesi d’Eu­ro­pa pia­ce­reb­be es­se­re trat­ta­ti come cit­ta­di­ni di se­con­da clas­se (vedi l’in­fo­gra­fi­ca).

do si parla di im­mi­gra­zio­ne, trop­po spes­so si mi­schia­no cart di mazzi di­ver­si. Per que­sta ra­gio­ne, la pa­ro­la « So­zial­tour­Quan­do si parla di im­mi­gra­zio­ne, trop­po spes­so si mi­schia­no carte di mazzi di­ver­si. Per que­sta ra­gio­ne, la pa­ro­la "So­zial­tou­ri­smus" (con que­sta pa­ro­la si in­ten­de un tu­ri­smo non tem­po­ra­neo ef­fet­tua­to in fun­zio­ne delle pre­sta­zio­ni so­cia­li che si pos­so­no ri­ca­va­re dallo Stato na­zio­ne di de­sti­na­zio­ne) si è gua­da­gna­ta il pre­mio di "pa­ro­la inap­pro­pria­ta" del­l’an­no nel vo­ca­bo­la­rio di lin­gua te­de­sca. A ra­gio­ne, visto che chi si spo­sta in un altro Paese, al­l’in­ter­no del­l’Ue, non ha di­rit­to a pre­sta­zio­ni so­cia­li prima che siano pas­sa­ti 3 mesi di per­ma­nen­za. Il punto è che con il clima che si re­spi­ra a Lon­dra e a Mo­na­co, si di­sin­cen­ti­va pro­prio chi po­treb­be spo­star­si per ra­gio­ni di la­vo­ro. E sa­reb­be dav­ve­ro una "fre­ga­tu­ra" per tutti.  

- Que­sto ar­ti­co­lo fa parte del Dos­sier "Im­mi­gra­zio­ne" di Ca­fé­ba­bel -