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Merkozy è se vi pare

Articolo pubblicato il 17 ottobre 2007
Articolo pubblicato il 17 ottobre 2007
I pomi della discordia avvelenano l’apparente luna di miele dei leader di Germania e Francia, Angela Merkel e Nicolas Sarkozy. Dopo aver sbloccato l’empasse sulla Costituzione Europea.

Prima dell’elezione di Nicolas Sarkozy a Capo dello Stato francese, la Cancelliera Angela Merkel dichiarava al quotidiano Le Monde la sua preferenza per il candidato conservatore. Le motivazioni? La conoscenza personale del candidato e .a itevoli di aver sboccato bandiera della Gallia"menti.ai capi di Stato di entrambe le nazioni durante mezszo der nel palazzll’appartenenza alla stessa famiglia politica. Tuttavia è noto che la famiglia, spesso, è fonte di problemi. Oggi sono infatti pochi gli analisti che continuano a parlare del famoso “motore franco-tedesco” dell’Ue. La coppia Merkozy è più che mai fantapolitica.

Il nodo della candidatura turca

Nel maggio 2007 poco dopo l’elezione di Sarkozy, il sito web della radio tedesca Deutsche Welle riportava che, proprio grazie al neo-eletto Président, “per la Merkel si alleviava il fardello dei temi caldi dell'attualità internazionale” . Sottinteso: “Sarkò”, desideroso di avvicinarsi alle posizioni di Washington e di prendere distanza dalle aspirazioni europee della Turchia, avrebbe sposato le cause di Berlino.

In seguito si è visto che neanche su questo aspetto Sarkozy e la Merkel erano pienamente d’accordo. La Cancelliera tedesca, capo di un governo di coalizione formato da democristiani e socialdemocratici, si è avvicinata agli Stati Uniti, ma non con la passione di Sarkozy. La Germania, inoltre, spesso influenzata dalla necessità di mostrare una certa responsabilità in quanto Presidente di turno dell’Ue ha assunto una posizione più morbida di quella francese sulla questione turca.

Scontro su Eads

Lo scontro più visibile fra Sarkozy e Merkel riguarda una questione economica. La decisione francese di rimandare di qualche anno la diminuzione del deficit pubblico nazionale, arrivando ai limiti stabiliti da Bruxelles, ha infastidito il governo tedesco. Nel luglio 2007 durante una riunione a livello europeo, il Ministro tedesco dell’Economia, il socialdemocratico Peer Steinsbrück, ha detto a Sarkozy che i grandi paesi “devono dare l’esempio” secondo il quotidiano spagnolo El País.

A quanto sembra, il leader francese non ha ben digerito tanta franchezza ed ha indirizzato a Steinsbrück un personalissimo «non si parla così ad un presidente», sottolineando che la sua osservazione avrebbe potuto causare serie conseguenze.

Ma Francia e Germania si sono scontrate su altri due punti. Il primo è la pressione esercitata da Sarkozy per far sì che la Banca Centrale Europea non alzasse i tassi di interesse, decisione che avrebbe potuto nuocere alla debole economia francese. Tale gesto era tuttavia sconsigliato da Berlino, che vi vedeva una manovra di tipo interventista. Un altro tema di scontro è l’Eads (European Aeronautic Defence and Space Company). Il Presidente e la Cancelliera sono spesso venuti ai ferri corti durante la negoziazione per la spartizione del potere della Airbus, il costruttore di aerei appartenente proprio ad Eads. Questa, indebolita, si trova oggi stretta fra interessi commerciali e politici.

Le avances di Sarkò

La Merkel prende delle decisioni senza però avere, in apparenza, smania di protagonismo. Anche Sarkozy conta, e abbastanza, nei conclave internazionali, nei quali il suo carisma e il suo amore per le telecamere non passano di certo inosservati. Un ulteriore episodio di questa dualità si è visto nel settembre 2007 durante un incontro fra i due leader nel palazzo di Meseberg, in Germania. Come in altre occasioni, Sarkozy non ha avuto esitazioni nell’avvicinarsi caldamente alla Merkel per baciarla senza pudore. Fatto non troppo normale in un contesto formale tedesco. Non è che la Cancelliera abbia schivato il suo collega. Tuttavia per le differenze culturali o forse per ragioni politiche, la Merkel non sembra a proprio agio come il leader francese in una situazione così curiosa. Forse preferiva i vecchi baciamano galanti di Chirac. In ogni caso, gli incontri Merkel-Sarkozy fanno la delizia degli psicologi e di altri interpreti dell’umana espressione.

Se a volte la tendenza alle uscite ad effetto di Sarkozy può essere necessaria, non sempre funziona. «La Francia non ha inventato l’Olocausto», ha proclamato a Nizza nel marzo 2007, sempre secondo la Deutsche Welle. Come era immaginabile, la frase non è stata interpretata come un gesto d’amicizia al di là della frontiera. E nemmeno al di qua. Elisabeth Guigou, ex Ministro socialista francese, è arrivata ad accusare Sarkozy di «negazione della riconciliazione franco-tedesca forgiata dai leader di entrambe le nazioni durante mezzo secolo».

Tuttavia, anche in Germania perdurano certi vecchi risentimenti. Così, molti mezzi di comunicazione hanno ripreso una battuta dell’ex cancelliere Konrad Adenauer, secondo il quale «per parlare con la Francia, bisogna prima salutare almeno tre volte la bandiera gallica».