società

Matrimonio per tutti? La Francia, YouTube e la paura dell'égalité

Articolo pubblicato il 26 novembre 2012
Articolo pubblicato il 26 novembre 2012
"Gay Men will marry your girlfriend", suona come un minaccioso avvertimento, la presa di posizione dei gay americani nel video che ha fatto il giro del mondo via YouTube, con milioni di clic. Il diritto al matrimonio per tutti è decisamente di moda nella metà occidentale del cielo. In Francia, che sia in tv, la domenica in famiglia o nella sala d’attesa dal medico, non si parla che di questo.
E poi, per smorzare la tensione, si sperimenta l’umorismo… volontariamente o meno.

In occasione della rielezione di Barack Obama, lo stato di Washington, il Maine e il Maryland ne hanno approfittato per approvare tramite referendum il matrimonio omosessuale. Qualche giorno dopo, il video dei gay che affermano che se gli etero non sostengono il matrimonio omosessuale, loro si sposeranno con le loro donne, ha fatto il giro del web. Per essere presi sul serio enumerano i loro assi nella manica: si vestono meglio, cucinano meglio, capiscono meglio le ragazze, amano anche le gallerie d’arte… la morale della favola è che i gay rendono un vero servizio agli etero nell’evitare loro una concorrenza francamente sleale, e che in cambio hanno il diritto di avere il loro sostegno, in mancanza del quale la loro vendetta potrebbe essere terribile!

Oltre la derisione 

Leggete anche il nostro dossier dedicato alla comunità LGBT:L'orgoglio LGBT va oltre le sfilate: ora è tempo di diritti

L’argomentazione è implacabile. Chiaramente il tono è serio, ma non troppo. Ma la disinvoltura e l’umorismo ostentati sono davvero un riflesso della distensione della società americana? Non c’è niente di meno certo.

Da parte sua, Act Up Paris (associazione parigina di lotta contro l'AIDS, ndt) aveva pianificato una campagna prima delle presidenziali che prevedeva di affiggere dei messaggi come "La Spagna ha legalizzato il matrimonio omosessuale nel 2005. Sono sopravvissuti e hanno anche vinto i Mondiali" o "L’Islanda ha legalizzato il matrimonio omosessuale nel 2010. Lo stesso anno, l’ Eyjafjöll ha eruttato, ma formalmente non è stato stabilito nessun legame". Una richiesta di contributi è stata lanciata ma la campagna non si è potuta portare a termine a causa della mancanza di finanziamenti. I militanti LGBT europei non sono in vena di riderci un po’ su?

Non tutti hanno lo stesso senso dell’umorismo

La Spagna ha legalizzato il matrimonio omosessuale nel 2005. Sono sopravvissuti e hanno anche vinto i Mondiali

Ciò che è sicuro è che in Francia il dibattito accende le passioni. No, il matrimonio per tutti (come è chiamato nel progetto di legge del governo francese, ndlr) non impedirà alle coppie etero di sposarsi. No, i bambini adottati non diventeranno omosessuali, cosi provocando l’estinzione dell’umanità. No, la collera divina non si abbatterà sul paese. Tutto questo, non è forse umorismo e derisione, mi direte voi? Perbacco no! L’assortimento quotidiano d’invettive da parte degli oppositori al progetto di legge è a volte così terra terra che coloro che sono favorevoli alla riforma si sono ridotti a dover usare questo tipo di argomentazione. Potremmo riderci su se non riflettesse un’omofobia latente che corrompe una parte della società. Un senatore intervistato in una radio pubblica è arrivato anche ad affermare che "è uno dei motivi della decadenza della Grecia", argomento xenofobo oltre che omofobo. E poi, la Grecia non ha autorizzato il matrimonio gay, di cosa sta parlando? Del fatto che sarebbero tutti omosessuali? Ma perché questo dibattito fa tanto perdere la testa?

Crisi e matrimonio gay vanno a braccetto?

Perché la separazione è tale da opporre due frammenti della società che sembrano non poter convivere? Il contesto ansiogeno della crisi attuale amplifica questa divisione? Alcuni pensano che i dirigenti dei paesi interessati si servano di questo problema sociale per buttare polvere sugli occhi ed evitare di parlare dei veri problemi. Al contrario, si può pensare che in periodi problematici, la gente ritorni all’essenziale e si faccia delle domande vere: l’economia è davvero l’unica cosa per la quale ci si deve battere? Quali sono i valori? Quale tipo di società vogliamo? Il matrimonio è un’istituzione fondamentale? Da una parte c’è chi risponderà che vuole una società più tollerante, più ugualitaria, più giusta. Dall’altra c’è chi dirà che la famiglia tradizionale e la filiazione di un padre e di una madre sono alla base di tutto. E da qui, gli animi si accendono. La crisi è anche propiziatoria alle questioni sociali per la semplice ragione che questo genere di riforme non costano un centesimo di denaro pubblico. Una visione di pura contabilità raccomanderebbe perfino l’autorizzazione all’eutanasia, forse… Speriamo che quando il dibattito sarà messo sulla tavola, si saprà apprezzare l’umorismo nero.

Nell’attesa, chi può ridere di un riso amaro al momento sono i single. Il matrimonio monopolizza talmente tanto l’attenzione che i veri perdenti della storia sono loro. Chiediamoci pure se il matrimonio per tutti sarà prima o poi obbligatorio.

Foto: copertina  © pagina Facebook ufficiale del film francese Do not Disturb); nel testo: loungerie/flickr (http://lafinesoltanto.wordpress.com/); Video (cc) collegehumor/YouTube