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Mappa della settimana: i Neet d'Europa

Articolo pubblicato il 29 maggio 2015
Articolo pubblicato il 29 maggio 2015

Il termine spagnolo 'nini', usato per riferirsi ai giovani che non lavorano né studiano, varia a seconda dei paesi europei. Nel Regno Unito si parla di 'neet', una parola impiegata anche da italiani e polacchi. 

L'OCSE ha deciso di fare un po' di chiarezza e di raccontare questa gioventù invisibile

Prima della crisi economica, il termine 'nini' aveva timidamente fatto la sua apparizione in Spagna. Quando ha iniziato ad essere utilizzato (e tradotto) oltre i confini spagnoli - e ad essere ripreso dai media - è diventato chiaro che l'Europa tutta aveva un problema di cui non era conoscenza. A confermare questa tendenza è arrivato anche uno studio dell'OCSE: in Spagna, oltre il 25 % dei giovani tra i 15 e i 29 anni non lavora né studia. Una percentuale che ha superato quelle di Grecia e Italia dove, ultimamente, si è iniziato a parlare nei neet come dei "né-né" (dall'espressione 'né studio, né lavoro').

In altri paesi, come Francia, Regno Unito, Polonia e Portogallo, i neet non rappresentano nemmeno il 20% dei giovani under 30. La situazione va meglio in Repubblica Ceca, Slovenia, Finlandia, Danimarca e Estonia, con delle percentuali che vanno dal 10 al 15%. Le percentuali minori le troviamo, senza alcuna sorpresa, tra Germania, Austria, Svezia, Norvegia e Olanda, tutte con un tasso inferiore al 10%.

In ogni caso, che si parli di neet, nini néné, il fatto rimane uno: l'Europa ha un problema con cui dovrà, prima o poi, fare i conti.