società

Macholand, ovvero l'estendersi della lotta femminista

Articolo pubblicato il 09 marzo 2015
Articolo pubblicato il 09 marzo 2015

Macholand è un sito che combatte il sessismo ordinario. E, soprattutto, è l'espressione di un nuovo femminismo più pop, più divertente e forse anche più insolente. Ci siamo seduti a un tavolo con  Clara Gonzales, 24 anni, una delle teste del sito che ha pensato a rassicuraci e a placarci.

Panorama sul paese dei machi, davanti a due thè al gelsomino.

cafébabel: «Macholand è innanzitutto l'espressione di un "ne ho abbastanza"». Com'è nato ?

Clara Gonzales: Dobbiamo tornare indietro di un anno, quando Elliot Lepers ed io abbiamo lanciato un sito un po' coglione, Les 343 connards, (I 343 coglioni) in risposta al manifesto «Touche pas à ma pute» ("Non toccate la mia puttana") firmato, tra gli altri, da Fréderic Beigbeder (autore francese noto per le sue provocazioni ndt). L'idea non era quella di entrare nel merito del dibattito a favore o contro la depenalizzazione della prostituzione ma di mostrare che non potevamo lasciare che questi personaggi si appropriassero di un dibattito pubblico con propositi tanto sessisti quanto stupidi.

cafébabel: E Macholand allora ?

Clara Gonzales: Con Caroline de Haas, fondatrice di Osez le féminisme (Osate il femminismo) (che ora ha lasciato, ndr), ci siamo rese conto che, quando si trattava di denunciare il sessismo, il web era un vivaio di attivisti. Molto presto ci siamo riuniti tutti e tre definendo le linee generali di Macholand, ispirato da 343 connards. L'idea era quella di interpellare con dei tweet, delle mail, dei messaggi Facebook, persone o organizzazioni che si occupassero di sessismo. Le chiamiamo "actions".

cafébabel: Cosa ti ha spinto a impegnarti contro il sessismo ?

Clara Gonzales: A 11-12 anni, avevo già le sembianze di una ragazzina e quindi sentivo di  star diventando un oggetto del desiderio, pur non avendone io stessa ancora la consapevolezza. È stato uno choc, qualcosa che mi è stato imposto da uomini più grandi di me, con sguardi o apprezzamenti fuori luogo. È questa prima impressione che mi ha sensibilizzata alle problematiche di genere. Poco a poco mi sono resa conto che le ragazze non avevano coscienza del sessimo. Questo mi ha fatto arrabbiare ancora di più. Se chi è vittima non ha il coraggio né l'intelligenza di rendersene conto, non ne usciremo mai. Molte persone sono convinte di essere a favore dell'uguaglianza uomo-donna ma ragionano ancora col codice sessista. Nella mia vita, questa è la cosa più difficile da cambiare. Inoltre, penso ci sia stata un'avanzata di propositi sessisti nei media da 5 anni a questa parte, grazie a personalità a cui diamo troppo spazio. Come ragazza vedevo un mondo che si costruiva con persone che si arrogavano sempre il diritto di definire una strada tracciata per le donne. Sono tutti uomini sulla cinquantina che vengono da un tempo passato. Lasciare che decidano qual è il nostro posto, significa chiudersi in un mondo votato all'ineguaglianza.

cafébabel: Alcune persone combattono già questi soggetti però…

Clara Gonzales: Ma non gli si dà abbastanza la parola, purtroppo. Da un po' di tempo il femminismo è diventato mainstream, eppure è da 30 anni che se ne parla.

cafébabel: Internet è quindi diventato il terreno di gioco ideale?

Clara Gonzales: Sì, lasciando la parola a coloro che non avevano spazio nei media dominanti, abbiamo finalmente sortito una reazione cittadina. Internet ha chiaramente facilitato la lotta.

cafébabel: Del machismo nei confronti degli uomini credi se ne parli abbastanza?

Clara Gonzales: Il macho è anche qualcuno capace di discriminare un omosessuale. Perciò le cause LGBT e quelle riguardanti il sessismo sono legate. Il sistema di cui parliamo tocca molto anche gli uomini. In molti ci hanno chiesto perchè non facciamo nulla contro il sito Adopte un mec (adotta un ragazzo). Ma è davvero questo il cuore del problema? Significa davvero che la Francia oggi sta vivendo un problema di sessismo verso gli uomini? No, è tutto il contrario.

cafébabel: Certo. Ma esistono degli uomini che vanno davvero fuori di testa quando vedono le azioni delle femministe. Convinti che li castreranno.

Clara Gonzales: È normale avere paura di perdere i proprio privilegi! Non abbiamo mai conosciuto l'uguaglianza. Viviamo sulla terra da millenni ed è impossibile trovare un momento della storia in cui le donne sono state uguali agli uomini. Quindi se oggi diciamo «Sì, sì, ci riusciremo, accadrà nel XXI secolo» è normalissimo che la gente si spaventi a morte. Uomini, ma anche donne del resto. Quando i miei amici mi dicono «ora siamo tutti sottomessi alle nostre donne» penso che si tratti soprattutto di un buon modo, per loro, di fuggire una relazione complicata. Le relazioni sono complicate da sempre, il femminismo non ha cambiato nulla.

cafébabel: Perché allora certi uomini continuano a pensare che il femminismo sia «gli uomini sono tutti degli stronzi e le donne tutte delle vittime»?

Clara Gonzales: A causa del movimento femminista degli anni '70 che è stato potentissimo, abbastanza violento ma non senza ragione. Secondo me, una rivolta non si fa mai mano nella mano con l'oppressore. Non avrebbe senso se gli oppressi fossero guidati dagli oppressori. Avrebbe lo stesso senso dei Bianchi che conducono una lotta per i diritti civili dei Neri. Certo, possiamo includerli, ma spetta ai Neri portare avanti la loro lotta. Come spetta alle donne portare avanti la propria.

cafébabel: Qual è la conseguenza oggi ?

Clara Gonzales: Ci si è ritorta contro. Ci è stato fatto credere a lungo che le azioni delle femministe fossero sbagliate e che loro volessero dominare gli uomini. Per circa 40 anni abbiamo vissuto questa costruzione sociale. Noi arriviamo su un terreno un po' banalizzato. Sta a noi smantellare questa costruzione.

cafébabel : E come reagisce la società del 2015 ?

Clara Gonzales: È più o meno recettiva. Ma all'uscita di Macholand, ci siamo trovati un articolo su Marianne che spiegava che quello che facevamo era un femminismo "della mamma". A un certo punto, se sei un giornalista, ti preoccupi un po'. Mi piacerebbe che questa ragazza mi spiegasse cosa ha visto nella nostra azione. A me sembra una chiave di lettura che ha ereditato da una classe dominante e che ha affibbiato anche a noi. È stupido e riduttivo.

cafébabel: Vi ha anche rimproverato di condurre lotte futili invece di interessarvi alle «reali disuguaglianze uomo-donna»: differenze salariali, violenza domestica, lavori di casa...

Clara Gonzales: A un certo punto non si può mica fare tutto. Innanzitutto trattiamo queste questioni e ripeto che tutto è legato. Abbiamo puntato un sistema e ogni organizzazione si occupa di lottare contro diverse parti di questo sistema. Non andrei certo da un'associazione contro la violenza sulle donne a dirgli «ma perché non vi occupate delle donne che guadagnano meno degli uomini?».

Vidéo di teasing prima del lancio di Macholand, il 14 ottobre 2014.

cafébabel: Qual è stata la reazione dei tuoi amici quando hai creato Macholand?

Clara Gonzales: Avevo degli amici coinvolti nella causa, pur non essendo militanti. Ma ciò che mi dà più soddisfazione sono le amiche che non ritenevano che il femminismo fosse una proprità e che oggi vengono da me a dirmi: «Ah, in fin dei conti  forse mi sbagliavo». Soprattutto dopo le mail di insulto che ci sono state inviate.

cafébabel: Ne avete ricevute tantissime. Ve lo aspettavate?

Clara Gonzales: Non così tante. Ma ci ha divertito. Dei ragazzini su un forum di jeuxvideo.com ci hanno spiegato di aver hackerato il nostro sito perché si trattava di un codice fatto da donne. In realtà... è Elliot che ha fatto il sito! Alla fine abbiamo messo assieme il meglio dei commenti su un tumblr associato al sito stesso. 

cafébabel: Si rimprovera spesso alle femministe di non avere humour. Con cosa identifichi le battute machiste?

Clara Gonzales: Con l'esclusione. Ancora una volta prenderò l'esempio del razzismo. Immagina di essere seduto di fronte a me, tu sei nero, io bianca. E io ti racconto una bella barzelletta razzista sui neri. Tu rideresti?

cafébabel: Beh, dipende...

Clara Gonzales: Immagina il tuo vicino di banco morto dal ridere che racconta un'altra barzelletta razzista. E dietro di voi tutti quanti scoppiano a ridere. Poi il giorno dopo te ne scrivono un'altra e ti dicono: «Mamma mia, non sei divertente, non ridi mai, non hai la mente aperta». Per principio, se io rido di quello che sei, ti escludo dalla possibilità di ridere.

cafébabel: E quando leggi «il rugby femminile sono i saldi» non ti fa ridere?

Clara Gonzales: No, non lo trovo divertente. Ma al limite, fa nulla. Diventa preoccupante quando si tratta di battute sullo stupro.

cafébabel: Pensi di essere una ragazza da prendere con le pinze, se si vuole parlare di femminismo?

Clara Gonzales: Spero di no! Ma è vero che c'è gente che tenta di provocarmi. Quando sei impegnato in un campo, hai una griglia di comprensione diversa da quella di qualcuno che non lo è. È facile chiudersi e passare il proprio tempo esclusivamente con chi la pensa come te. Ma non credo sia salutare. Meglio confrontarsi con altre letture del mondo.

cafébabel: Cosa pensi del livello di comprensione del femminismo della nostra generazione?

Clara Gonzales: Ora siamo più consapevoli e bisogna fare attenzione. Penso a questa generazione di ragazzi che continuano a non capire e vanno fuori di testa. Abbiamo perso la sfida anche nel campo educativo: continuiamo a crescere in delle scuole dove non ci si rispetta in quanto ragazzi e ragazze. Ma abbiamo comunque fatto dei passi avanti.