società

Macedonia e Montenegro di fronte all’indipendenza del Kosovo

Article published on 16 ottobre 2008
Article published on 16 ottobre 2008
Il 9 ottobre anche Macedonia e Montenegro hanno riconosciuto l’indipendenza dell’ex provincia serba. Manifestazioni e reazioni delle minoranze serbe e albanesi.

Il 9 ottobre Montenegro e Macedonia hanno aggiunto carne al fuoco quando sono diventati il quarantanovesimo e il cinquantesimo stato ad aver riconosciuto l’indipendenza al Kosovo, dopo la sua dichiarazione unilaterale il 17 Febbraio scorso. La Bosnia ed Erzegovina li seguirà a ruota; forse anche la Romania e la Grecia, due dei cinque stati membri dell’Unione europea che hanno appena riconosciuto l’ex provincia serba. Ci sono però sentimenti contrastanti tra i cittadini. I macedoni sono spaventati da questa nuova situazione, e ancora traumatizzati dalla guerra che si è tenuta in Kosovo nel 2001 che coinvolse anche il loro Paese. Nello stesso tempo il Montenegro è sull’orlo di una crisi interna. L’opposizione sta preparando delle proteste che, stando alle dichiarazioni, saranno pacifiche. Ma già 34 persone sono rimaste ferite durante una sommossa il 13 ottobre scorso. Andrija Mandic, leader del partito popolare serbo ha affermato che «è tempo per la gente di uscire per strada. Il Montenegro è stato disonorato. Non abbiamo mai causato alcun problema ai nostri fratelli. Questa decisione è illegale, non ha l’appoggio della maggioranza, e ricorreremo a qualsiasi mezzo per contrastarla».

Le reazioni in Montenegro

(Foto: Nictalopen/ Flickr)Due anni dopo l’indipendenza della Serbia, il Montenegro si trova in una posizione che nessuno avrebbe mai creduto possibile nel maggio del 2006, quando il referendum è passato. I due Paesi sono stati creati dopo la Seconda Guerra Mondiale come stati federali, ed hanno radici culturali, storiche ed economiche comuni: quasi la metà della popolazione considera la Serbia e il Montenegro lo stesso stato. È per questo che molti vedono l’indipendenza del Kosovo come una pugnalata alle spalle alla Serbia.

Ascoltando i discorsi della gente, il Montenegro non avrebbe mai dovuto riconoscere l’indipendenza al Kosovo: i sondaggi dicono che l’85% della popolazione non appoggiava questa decisione e che la maggioranza della comunità serba si è sentita oltraggiata. La decisione di riconoscere il Kosovo è giunta il giorno dopo il quale i rappresentanti del Montenegro hanno appoggiato la Serbia nella richiesta delle Nazioni Unite alla Corte Internazionale di Giustizia dell’Aia (Il tribunale per i crimini nell’Ex Jugoslavia dovrà infatti valutare la “legalità” dell’indipendenza dell’ex provincia serba, ndr). «Dobbiamo farlo», ha affermato il Ministro degli Esteri, Milan Rocen. «La Serbia capirà. Non è una decisione che va contro di loro, anzi faciliterà la nostra integrazione con l’Unione europea e con la Nato. Ma comporterà comunque qualche difficoltà».

Le reazioni in Macedonia

(Foto: concessione dell'ambasciata americana, Skopje/ Flickr)L’intero processo di riconoscimento è iniziato quando i parlamentari albanesi hanno discusso la situazione del Kosovo. «Capisco che questo potrebbe causare sentimenti negativi da parte di alcuni cittadini», ha sostenuto il Primo Ministro, Nikola Gruevski l’11 ottobre. «Stiamo lavorando contro noi stessi», accusano i cittadini. «Chi ci garantirà che se accetteremo l’indipendenza unilaterale del Kosovo, questo non accadrà anche con la parte occidentale della Macedonia, dove vive la maggioranza albanese?». «Un Kosovo indipendente è l’unica strada per assicurare la pace e la stabilità nella regione. Se il Kosovo è il prezzo da pagare, allora dobbiamo pagarlo», dicono alcuni. Altri invece chiedono quanto ancora devono pagare, «dobbiamo perdere tutti i nostri amici e distruggere tutti i rapporti che abbiamo con i nostri vicini per poter mantenere la pace interna? Come dovremmo sentirci se qualcuno vorrà prendere una parte della Macedonia? È già successo ai nostri vicini».

Djordije Blazic, professore all’Università di Giurisprudenza del Montenegro, ha sostenuto che la decisione del Governo è contraria alla Costituzione. Prima che si candidi come stato membro dell’Ue il Montenegro deve migliorare le proprie capacità amministrative, combattere la corruzione, eliminare i legami tra i vertici della politica e la criminalità, controllare gli investimenti russi che stanno inondando il Paese e mettere in atto un’effettiva indipendenza giudiziaria». Al momento, pare che la procedura di entrata nell’Ue inizierà prima della fine dell’anno. 

Dove ci porterà questa situazione nessuno lo sa. Il Kosovo è stato protagonista delle maggiori rivolte del 1989. L’attuale classe dirigente del Montenegro è arrivata al potere grazie a un regime supportato da Belgrado. Pochi sanno che una regione occidentale del Kosovo, conosciuta con il nome di Metohija, è stata parte del territorio del Montenegro dal 1918 fino al 1941. Un’immagine resta nella mente: una macchina piena di dimostranti con la bandiera della Serbia che guidando verso il sole. «Il Kosovo sarà sempre parte della Serbia», l’eco delle loro voci risuona da lontano.