società

Lingue e integrazione: è LEI la novità!

Articolo pubblicato il 24 settembre 2010
Articolo pubblicato il 24 settembre 2010
Sarrazin in Germania e Sarkozy in Francia. Come al solito, gli attuali dibattiti sull’integrazione in Europa si limitano alla sfera politica, al fine di continuare a dare la colpa all’"uomo nero". In occasione della Giornata Europea delle Lingue 2010, cafebabel.com presenta un progetto con il quale si vuole fare in modo che l’apprendimento linguistico vada di pari passo con l’integrazione.
Ne abbiamo parlato con Romain Galati, il fondatore del LEI (Language Exchange International).

All’inizio del 2010, Romain Galati ha fondato l’associazione per lo scambio linguistico internazionale (LEI) a Valence, in Francia. L’obiettivo dell’associazione è quello di agevolare l’integrazione degli stranieri in una nuova città, attraverso il dialogo con i locali. In questo modo, i primi imparano la lingua della loro nuova patria e i secondi hanno a loro volta l'occasione di conoscere lingue e culture diverse. Nel frattempo, sono nate 22 associazioni LEI in vari paesi, tra cui Francia, Germania, Italia e Spagna.

cafebabel.com: Romain, perché hai fondato il LEI?

È il fondatore del LEI (Language Exchange International)Romain Galati: Perché purtroppo è difficile integrarsi in un paese quando si è stranieri e si possiede un background linguistico-culturale diverso. Inoltre, in un paese, se si studia o si lavora, è difficile incontrare lingue e persone straniere. Abbiamo fondato il LEI per promuovere lo scambio linguistico e interculturale. In primo luogo, si tratta di aiutare gli stranieri ad integrarsi e avvicinarli alla cultura del paese d’accoglienza; in secondo luogo, vogliamo promuovere le lingue e le culture a livello locale, regionale e internazionale. Desideriamo mettere in contatto le persone.

cafebabel.com: Come funziona esattamente il vostro network?

Romain Galati: Inizialmente c’erano 8 gruppi in Francia, Germania, Italia e Ucraina, ognuno dei quali aveva organizzato delle proprie manifestazioni interculturali. Ogni settimana c’era quindi un caffè linguistico, dove si incontravano persone provenienti da qualunque paese: inglesi, tedeschi, francesi, polacchi, svedesi, italiani… i partecipanti discutevano in un’atmosfera più rilassata e in tante lingue diverse. Era un’ottima opportunità per migliorare le proprie conoscenze della lingua straniera e, al tempo stesso, per incontrare persone provenienti da tutto il mondo. Nel tempo, la rete LEI è cresciuta e si sono aggiunti nuovi gruppi al fine di trasformare le città in luoghi di incontro internazionale.

cafebabel.com: Immagina di passare per Valence e sentire qualcuno che parla una lingua straniera. Ti rivolgi a lui raccontandogli di Language Exchange International?

Romain Galati: Ogni gruppo agisce a livello locale e decide autonomamente come pubblicizzare i propri incontri. Esistono diverse possibilità per raggiungere le persone: c’è innanzitutto la tecnica del passaparola, che funziona molto bene. Se ai partecipanti piace l’incontro, lo diranno agli amici che, a loro volta, lo racconteranno ad altri amici. C’è anche la nostra pagina web dove possono reperire tutte le informazioni più importanti. Inoltre, siamo presenti su social network come Facebook, Twitter e Couchsurfing.

I mezzi di comunicazione a disposizione sono il passaparola, il sito web e i social network

cafebabel.com: Come funziona un caffè linguistico? È necessario parlare la lingua locale? Il francese in Francia, il tedesco in Germania?

Romain Galati: Il progetto è estremamente semplice: le persone vengono e discutono nella lingua che preferiscono. Non è obbligatorio utilizzare una lingua in particolare e non è nemmeno necessario saper parlare la lingua locale. Tutte le lingue sono ben accette, tuttavia spesso si parlano le lingue più diffuse come inglese, spagnolo, francese, tedesco e cinese. L’importante è che la serata sia piacevole e che le persone si conoscano. La lingua è uno strumento per l’incontro interculturale, in quanto i partecipanti non vengono solamente per imparare una lingua, ma anche per scoprire una cultura, un altro modo di pensare o un altro modo di vedere il mondo. Pertanto, più sono le lingue rappresentate, maggiori sono le cose da scoprire.

cafebabel.com: Il LEI ha l’obiettivo di sostenere gli stranieri nel processo di integrazione. Significa che nei vari Paesi i delegati all’integrazione non sono in grado di svolgere questo compito?

Romain Galati: Credo che l’importante sia l’aspetto umano, che è al centro dell’attività sia del LEI sia di altre organizzazioni e che nessun paese mai potrà garantire a livello amministrativo.

cafebabel.com: Ci saranno eventi particolari in occasione della Giornata Europea delle Lingue?

Romain Galati: In occasione di questa giornata ogni gruppo organizzerà un evento particolare. Abbiamo già registrato gli appuntamenti nel database della Giornata Europea delle Lingue. A Valence, per esempio, si terrà una serata di karaoke multilinguistico!

cafebabel.com: Il LEI tra dieci anni: dove può arrivare l’associazione?

Romain Galati: Vorrei che tra dieci anni il LEI fosse presente in tutto il mondo. I singoli gruppi organizzerebbero in maniera concertata incontri e progetti come, per esempio, escursioni, concerti, film e così via. Le città diventerebbero più internazionali e più aperte in relazione al multilinguismo e alla diversità culturale. Le persone parlerebbero più lingue e avrebbero la naturale curiosità di scoprire altre culture, il che migliorerebbe l’amicizia e la comprensione tra i popoli.

Foto: (cc)pfv./flickr; ©LEI