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Libano: «La Risoluzione 1701 fallirà»

Articolo pubblicato il 23 agosto 2006
Articolo pubblicato il 23 agosto 2006
La Risoluzione del Consiglio di Sicurezza punta alla pace tra Israele ed Hezbollah mediante l’invio di una forza internazionale. Ma – sostiene un esponente della Palestine Solidarity Campaign – l’occupazione straniera non è una soluzione.

La comunità internazionale delle nazioni è, essa stessa, schiava dell’espansionismo imperialista israeliano, che passa attraverso le azioni delle Nazioni Unite. Il che è evidente nel testo e nelle implicazioni della Risoluzione 1701 delle Nazioni Unite che dovrebbe risolvere l’attuale crisi in Libano.

Le vere vittime

La risoluzione 1701 chiede anzitutto il rilascio immediato dei due soldati israeliani catturati da Hezbollah il 12 luglio, ma non chiede la stessa cosa per i prigionieri libanesi. Il testo della risoluzione si limita ad incoraggiare Israele a trattare il tema di questi prigionieri. Inoltre non tratta la questione degli oltre 9.000 prigionieri palestinesi e libanesi in Israele.

La Risoluzione 1701 cerca di ritrarre nel ruolo di vittima la parte in lotta dotata di carri armati, navi destroyer, sottomarini, F16, armi chimiche e nucleari. Il mese scorso ben 1.300 innocenti sono state uccise senza pietà: Israele ha bombardato scuole, blocchi residenziali, ospedali, acquedotti, lasciando una pesante e mortale eredità di bombe intorno al Libano, che continueranno a uccidere e a mietere vittime per i decenni avvenire. Sono i libanesi le vere vittime.

Chi non rispetta le risoluzioni?

La Risoluzione 1701 sostiene che una forza internazionale deve essere inviata in Libano come “missione di pace”. Ma i libanesi non accetteranno mai l’occupazione di truppe straniere. Una forza del genere sarebbe inaccettabile per loro, che vi vedrebbero un residuo delle antiche forze coloniali: Italia, Francia, nonché la Turchia, diretta erede dell’Impero Ottomano figurano tra i possibili Paesi che comporrebbero questa forza. Per un libanese, la cui memoria storica è molto forte, un soluzione di questo tipo non è accettabile.

C’è una grande ipocrisia dietro la strategia di Israele di costruire un supporto internazionale alla sua politica di espansionismo militare: mentre chiede all’Onu di intervenire, sta infatti violando ancora circa 70 Risoluzioni Onu, compresa la 242, che imponeva ad Israele di ritirare le sue truppe dai territori occupati, per tornare ai confini antecedenti al 1967.

L’Onu non può criticare il Libano per la violazione di risoluzioni del Consiglio di Sicurezza, quando è Israele il principale responsabile di questi delitti.

Un piano di pace durevole

La pace in Medio Oriente arriverà solo quando le forze di occupazione straniere se ne andranno. Ma la Risoluzione 1701 invertirà la tendenza, mandando più truppe straniere nei territori arabi e prolungando il conflitto in Medio Oriente.

È chiaro che la Risoluzione in questione non farà nulla in favore della pace. Porterà invece ancora più stragi, sofferenze, carneficine e lacrime. Non farà nulla per proteggere le vittime e lascerà mano libera agli aggressori. Senza ottemperare al suo impegno di pace tra Israele, Libano e Palestina.

Per avere un processo di pace durevole in Medio Oriente è fondamentale che all’interno dell’Europa si faccia fronte comune con i gruppi all’interno di Israele che si oppongono alle azioni dello Stato Israeliano. Questo sostegno deve essere preso da coloro che all’interno di Israele cercano di riformare Israele, oggi come oggi ridotto ad un avamposto militare dell’imperialismo americano. Per giungere ad una pace durevole in cui possa convivere pacificamente con i suoi vicini. Lo Stato di Israele è una realtà e qualsiasi risoluzione che non lo prenda in considerazione è destinata a fallire.

Nonostante l’Europa non possa fermare l’aggressione di Israele può assicurare che Israele paghi un prezzo pur minimo per i crimini che compie. Questo è il minimo che dobbiamo a palestinesi e libanesi.