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LGBT a Bratislava: liberi nel cuore ma non sulla carta 

Articolo pubblicato il 17 agosto 2014
Articolo pubblicato il 17 agosto 2014

Il 4 giugno il governo della Slovacchia ha definito il matrimonio come l'unione unica tra un uomo e una donna. La decisione rimane controversa con una parte della popolazione slovacca che gioisce e un'altra che piange.

Il 4 giugno il Parlamento slovacco ha modificato la propria costituzione per definire il matrimonio come l'unione unica tra un uomo e una donna. La proposta è stata avanzata dal Movimento Cristiano Democratico (KDH) all'opposizione e ha ottenuto il supporto del Partito Social Democratico (SMER) al comando, presentando e votando la modifica insieme alle riforme giuridiche dello stesso. Il giorno dopo la votazione, Amnesty ha pubblicato una dichiarazione con la quale condannava la modifica per la violazione delle leggi internazionali ed europee sui diritti umani, discriminante sul piano dell'orientamento sessuale.

«Che dire? Non ci sono più parole al riguardo. Le persone stanno davvero provando a cambiare la situazione e tutto rimane uguale. Niente sta cambiando» sospira Vladimira Hradecká, video-documentarista. «Forse stiamo iniziando ad essere più orgogliosi all'interno della comunità LGBT. Tipo 'sono come sono, perciò fottiti'. Forse quello è cambiato».

Ha filmato Pride in Slovakia e ora sta lavorando a un documentario sui gay cristiani. La Chiesa Cattolico Romana di Slovacchia è contro l'omosessualità. In una lettera che è stata letta in tutte le chiese l'inverno passato, la Conferenza dei Vescovi di Slovacchia (KBS) ha etichettato l'uguaglianza dei generi come "cultura della morte" e i matrimoni tra persone dello stesso sesso come "parodia sodomita". Vladimira è convinta che la nuova costituzione non abbia conseguenze dirette per lei, ma se vorrà avere una famiglia, forse ne avrà. Problemi pratici come comprare una casa o avere informazioni su un parente ammalato interessano tutte le coppie non sposate, poiché la Slovacchia non prevede unioni civili.

Vivace, positiva, allegra: ecco la comunità gay di Bratislava

Giù lungo gradini di pietra, non lontano dal centro storico della città, si trova il Be Happy Club. Un piccolo arcobaleno sotto l'insegna del bar rivela che questo è l'unico gay bar di Bratislava. Poiché Vienna e Budapest sono vicine, con una scena gay più ampia, «non c'è posto per un altro gay bar a Bratislava», dice Feri Szarka, in una polo rosso ciliegia dietro il bar. È passato da barman in hotel esclusivi al bar che già frequentava ed è più felice. «Abbiamo una famiglia qui. Conosco l'80% dei clienti».

Sebbene Feri Szarka abbia discusso del cambiamento costituzionale con molti clienti, crede che la maggiore parte delle persone siano indifferenti. «Il KDH sta perdendo voti perciò dovevano fare qualcosa. È una strategia politica. Alle persone non interessa poiché vivono già le loro relazioni. Se vuoi stare insieme a qualcuno, non hai bisogno del matrimonio. La gente vuole le unioni civili per ragioni legali. Ma l'amore non ha bisogno di un pezzo di carta».

Sul bar ci sono ciotole di vetro riempite di noccioline fino all'orlo. C'è una tovaglietta a tema arcobaleno con un piccolo cuore porpora cucito sopra, una soluzione improvvisata a una bruciatura di sigaretta.

Il collega di Feri appende l'immagine incorniciata di un uomo muscoloso semi-nudo. L'immagine è tagliata a strisce per farla sembrare uno specchio rotto. Immagini dello stesso tipo ricoprono tutti i muri tra cui quella di una squadra di giocatori di football dalla Francia, dice Feri, ma il suo collega insiste, per lui sono olandesi. Cosi' ci porta nel salone sul retro per vedere il resto della collezione.

Tra est e ovest

Con un abito grigio e degli occhiali con la montatura quadrata nera, Mar­tin Poliačik siede in un'aula della biblioteca del Parlamento slovacco. Il suo partito, Libertà e Solidarietà (Sloboda a Solidarita) ha le unioni civili per le coppie LGBT nel suo programma fin dalla fondazione, nel 2009. «Siamo gli ultimi nella regione, Ungheria, Polonia e Repubblica Ceca hanno tutti le unioni civili per lo stesso sesso» afferma. Anche la Croazia, che ha apportato una modifica simile alla propria costituzione dopo un referendum nel 2013, ha appena approvato una legge per consentire le unioni civili per coppie dello stesso sesso.

«Ci stiamo muovendo verso un modello di civilizzazione che è più vicino alla Russia che all'Ovest. Ci troviamo al confine e geograficamente, storicamente e culturalmente abbiamo sempre dovuto scegliere. Il cambiamento costituzionale è stato presentato come difesa contro la decadenza che viene dall'UE e dall'Ovest. Mentre il numero di paesi con matrimoni gay aumenta, alcune persone in Slovacchia considerano qule tipo di unione una minaccia per i valori tradizionali e per la cultura».

Con solo il 6% dei voti, il suo partito non è capace di far avanzare lo sviluppo. E se le unioni civili sono una questione già passata in parlamento, Martin  pensa che il problema dovrebbe poter passare prima dalla corte costituzionale.

La Slovacchia è al 24esimo posto tra i 49 paesi europei in termini di leggi e politiche che influenzano i diritti umani degli LGBT. Il Pride Bratislava si tiene solo dal 2010. Celebrato appena due settimane dopo che l'emendamento fosse approvato, quest'anno il tema è stato 'famiglie diverse'. «Non solo coppie dello stesso sesso, ma anche single e genitori divorziati, poiché la costituzione ora tutela un solo tipo di famiglia, basato sul matrimonio tra un uomo e una donna», racconta Martin Macko, direttore del gruppo per i diritti gay Iniciativa Inakost.

L'attivista è stato sorpreso dall'emendamento perché, sebbene il KDH l'avesse proposto prima, non aveva mai ricevuto il supporto di SMER. Inoltre, è convinto che quest'ultimo abbia usato l'emendamento sul matrimonio per ottenere il consenso necessario alle proprie riforme giuridiche. Non è il solo. L'Intergruppo Parlamentale Europeo sui diritti LGBT ha accusato lo SMER di lavorare «con gli arci-conservatori per fini populisti» e di «calpestare i veri valori che affermano di difendere».

In difesa della Famiglia "tradizionale"

Con 150 seggi e una camera, le leggi vengono modificate facilmente nel Parlamento slovacco. Secondo Mar­tin Di­long (KDH), quella era una delle motivazioni per inserire la definizione di matrimonio nella Costituzione. Lui è visibilmente orgoglioso del fatto che il suo partito sia riuscito a raggiungere un cambiamento costituzionale con soli 13 seggi in par­la­mento.

«Alcuni pensano che questa proposta dis­crim­i­ni gli LGBT ma io respingo queste accuse. Noi rispettiamo tutte le persone. L'orientamento sessuale non può essere un pre­req­ui­sito per diritti extra. Ci sono relazioni differenti ma non sono la stessa cosa di un'unione permanente. Cose che sono uguali, devono essere trattate come cose uguali, e cose che sono diverse, devono essere trattate differentemente», afferma.

L'emend­amento non è che l'ultimo dei casi in cui la famiglia è diventata terreno di battaglia ideologica in Slovacchia. Lo scorso set­tem­bre, una marcia a favore della vita a Košice, or­ga­nizzata dalla Con­fer­enza dei Vescovi, ha visto una nutrita partecipazione. L'evento ha anche enfatizzato la questione della famiglia tradizionale basata sul matrimonio et­ero e ha dato frutto alla Al­leanza per la Fam­iglia (Alian­cia za rod­inu), un'or­ga­ni­zzazione-ombrello per ONG pro-vita e pro-fam­iglia.

Al­leanza per la Fam­iglia ritiene che nessun'altra forma di unione diversa dal matrimonio tra uomo e donna dovrebbe avere protezione legale, che le coppie dello stesso stesso non dovrebbero avere il diritto all'adozione e che i genitori dovrebbero essere capaci di controllare che tipo di educazione sessuale ricevono i propri figli. E stanno raccogliendo firme per tenere un referendum che chieda agli slovacchi se sono d'accordo. Secondo il portavoce Peter Krem­sky si tratta di una reazione a ciò che sta avvenendo nell'Europa occidentale. «Le persone sono più individualiste ed egoiste per cultura, ma il resto del mondo è più orientato alla famiglia. In Eu­ropa, tutto è considerato famiglia ormai, anche un genitore sin­gle o due genitori dello stesso sesso». Krem­sky crede che uomini e donne abbiano compiti diversi e che entrambi siano necessari per completare una famiglia. «Se le cir­co­stanze lasciano un genitore da solo, ovviamente lo aiuteremo, ma non possiamo semplicemente dire che va bene».

La lunga strada verso l'uguaglianza

Di ritorno al Be Happy Club, tre uomini sui quarant'anni (che parlano russo) entrano e scrutano il locale vuoto finendo, col loro sguardo, su noi ragazze al bar. «Sei libera?» chiede esitante uno di loro in maglietta smanicata. Siamo perplesse, ma Feri capisce immediatamente e indirizza l'uomo al top­less bar in città. Dice che trova comica la reazione delle persone che non si rendono conto che si tratta di un gay bar finché non sono entrate. Una volta un uomo è entrato nel bar e dopo un po' ha chiesto come mai ci fossero così tanti gay. Quando Feri gli ha spiegato, in­di­cando le bandiere gay, l'uomo ha risposto, «Oh, non è quella per il Tibet libero?».

Questo articolo fa parte di "Eutopia Time To vote", una serie speciale di reportage dedicata a Bratislava. Un progetto realizzato da cafébabel con la collaborazione della Hip­pocrène Foun­da­tion, la Commissione Europea, il ministero degli Affari esteri francese e la Evens Foun­da­tion.