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L’Europa ai tempi del pallone

Articolo pubblicato il 17 settembre 2008
Articolo pubblicato il 17 settembre 2008
Come il calcio si è insinuato nella vita del continente….

«Il calcio è un gioco in cui 22 giocatori rincorrono una palla e alla fine vince sempre la Germania». Questa era la mezza verità raccontata dall’inglese Gary Lineker dopo la sconfitta ai calci di rigore nel 1990 contro gli undici nazionali tedeschi. Il calcio – la regina delle discipline tra gli sport europei – evoca alcuni miti intorno alla palla di cuoio. Che qui si tratti solamente di affermazioni nell’ardore dello scontro, lo dimostrano gli ultimi europei, quando la Germania e i suoi calciatori sono stati sottomessi dal veloce gioco di passaggi della squadra di Louis Aragones.

Il gioco con la palla più amato è nato nel 2.000 a.c. in Cina, dove veniva chiamato con il nome Ts’uh-chüh (colpire con il piede). Solo più tardi i Romani e i Greci hanno adottato la tradizione del calcio. Quando oggi l’Europa dichiara di essere la patria del pallone, dovrebbe guardare all’Inghilterra del Basso Medioevo. È lì che la tradizione del calcio si è sviluppata per poi espandersi per tutto il Vecchio Continente. Ancora oggi si dice in Inghilterra “far girare la palla” (get the ball rolling©Nabee) quando s’inizia una nuova esperienza.

Che sia fodbold (danese), futbalo (esperanto), football (francese, inglese), fótbolti (islandese), voetbal (olandese), futbolas (lituano) o futbol (turco), a livello linguistico l’Europa è più che unita. Solamente l’Italia si scosta linguisticamente: qui, lo sport col pallone si chiama calcio (dal latino: calx, calcagno).

Forse gli Azzurri (©Francesca) hanno la ”testa nel pallone”, qualcosa tipo “avere i paraocchi” (ein Brett vor dem Kopf haben, in tedesco) mentre le altre nazioni rimangono linguisticamente in gioco. Les Bleus ©Jane(i blu francesi) hanno giocato nel 2008 anche sulle riserve: Torhüter Grégory Coupet portava dei “guanti di pelle di pesca” (les gants en peau de pêche©Jane), come dicono i francesi, e cioè si è permesso qua e la, di fare qualche ”boulette©Jane (una polpetta, cioè prendere una cantonata). Per quanto riguarda la difesa sciagurata, i commentatori francesi hanno dovuto parlare di una "defenese bulgare du 66©Jane"(strategia di difesa dei bulgari nel ’66).

Il calcio è e rimane uno sport dalle due facce (“a game of two halves©Nabee”, cioè guidato dal destino), come dicono i britannici, sperando di qualificarsi per i Mondiali del 2010. Forse si dovrebbe essere fiduciosi nella strategia come lo è Lukas Podolski: «Il calcio è come gli scacchi, solamente senza dadi».